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Ragioniamo: perché si accende il conflitto tra 5Stelle e Lega sul congresso di Verona sulla famiglia?

Ragioniamo: perché si accende il conflitto tra 5Stelle e Lega sul congresso di Verona sulla famiglia?
01 Aprile
07:24 2019

A ben pensarci, tra le due forze alleate di governo i motivi di contrasto emersi in passato coinvolgevano maggiormente l’elettorato dei due partiti. Innanzitutto, quello sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. Sul tema dell’immunità parlamentare, o su temi similari, la posizione dei 5Stelle era nettissima. Il no a ogni forma di fuga dal giudizio dei magistrati da parte dei politici era una delle battaglie più sentite dal movimento creato da Grillo e Casaleggio. Così come le campagne ambientalistiche hanno caratterizzato sin dal sorgere i 5Stelle. Eppure, sappiamo come è andata a finire: i 5Stelle hanno votato il diniego all’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini salvandolo da un giudizio che poteva metterlo in seria difficoltà –nel presente e nel futuro- e tradendo i propri principi; sulla Tav i  5Stelle hanno fatto finta di battere i pugni per poi trovare una soluzione degna della migliore (rectius peggiore) tradizione dorotea fondata sull’arte del rinvio (scriveva Longanesi: “Causa mal tempo, la rivoluzione è stata rinviata a data da destinarsi).

Nel frattempo però, dinanzi ai continui cedimenti di Di Maio, i 5stelle hanno perso per strada moltissimi elettori, come hanno registrato i sondaggi e gli esiti delle regionali. Al contrario, Salvini ha conquistato posizioni su posizioni e il suo partito oggi gode di un consenso altissimo. S’imponeva perciò un cambio di marcia per di Maio e company. E il congresso di Verona è stato il primo momento in cui far valere la nuova linea dei 5Stelle.

Intendiamoci: a Di Maio poco importa della famiglia aperta, dei diritti delle donne, delle adozioni delle coppie gay, o comunque gliene importa assai meno dell’immunità parlamentare e della Tav. Però l’emorragia di consensi del suo partito gli imponeva un atteggiamento muscolare sinora mai avuto.

Si tenga conto di un’altra ragione: la posizione dei 5Stelle è in sintonia con quella dell’attuale società italiana. Alla famiglia tradizionale crede, o meglio dice di credere, una minoranza d’italiani. A questo punto si potrebbe pensare che Salvini, nell’appoggiare i cattolici oltranzisti nella difesa della famiglia, abbia commesso un errore di calcolo. Ma non ci s’illuda: Salvini, che per capacità di governo vale mezza tacca (ed è già tanto il riconoscerla), nel calamitare adesioni è un autentico fuoriclasse. Forte del consenso di cui già gode, il furbissimo ministro degli Interni con gli stivali ha puntato sul tema della famiglia tradizionale –a cui proprio lui divorziato e ballerino nelle relazioni sentimentale, non crede affatto – per conquistare un elettorato che stava perdendo di vista: quello cattolico, cercando persino la sponda –non ottenuta- di Papa Francesco.

Le europee sono vicine e tutto si fa per ottenere più voti. Il resto a Di Maio e Salvini non interessa.

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Antonino Cangemi

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