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Per caso, nel silenzio generale, all’Ars stanno ripristinando gli ‘stipendi d’oro’?

Per caso, nel silenzio generale, all’Ars stanno ripristinando gli ‘stipendi d’oro’?
02 Gennaio
14:06 2018

Ce lo chiediamo perché, con grande abilità, il presidente del Parlamento dell’Isola, Gianfranco Miccichè, ha tirato in ballo Piero Grasso: “Al Senato – ha detto Miccichè – i tetti sulle retribuzioni sono stati tolti”. Non è che, adesso, per coprire Grasso e la presidente uscente della Camera, Laura Boldrini, tutto verrà messo a tacere? Intanto a Palazzo Reale succedono cose strane. I grillini, per esempio

Cominciamo con una notizia che, non si capisce perché, dopo tanto clamore, viene o travisata, o ignorata. I vertici dell’Assemblea regionale siciliana – parliamo del Consiglio di presidenza, ovvero di quella sorta di ‘Consiglio di amministrazione’ del Parlamento dell’Isola – non hanno affatto archiviato la vicenda del ripristino dei cosiddetti ‘stipendi d’oro’: al contrario, li stanno ripristinando nel silenzio generale. Il fine 2017 è stato contrassegnato dalle polemiche per questa incredibile storia. Ma ora, chissà perché, non ne parla più nessuno.
Poco male: ne parliamo noi.

Angelo Forgia

Sapete perché non ne parla più nessuno e perché gli ‘stipendi d’oro’ verranno ripristinati a beneficio degli alti burocrati dell’Ars? Per un motivo semplice: perché il nuovo presidente del Parlamento siciliano, Gianfranco Miccichè, con grande abilità, ha lanciato un messaggio in codice preciso: “Al Senato – ha detto – gli stipendi d’oro sono stati ripristinati…”. Gli è bastato dire questo e tutti gli ‘indignati’ siciliani hanno improvvisamente rivalutato l’arte del silenzio e della connivenza…
Tacciono i grillini (eppure tre deputati regionali del Movimento 5 Stelle, con in testa Giancarlo Cancelleri, fanno parte del Consiglio di presidenza dell’Ars). Tacciono i sacerdoti che si erano indignati contro Miccichè. Tacciono tutti: è un coro di silenzi.
Ed è anche normale: al Senato della Repubblica e alla Camera dei deputati, nel silenzio generale, sono stati ripristinati gli ‘stipendi d’oro’ per gli alti burocrati e, in generale, un aumento di stipendio per tutti i dipendenti di Montecitorio e di Palazzo Madama. Ma bisogna tacere: perché nessuno, in questa delicata fase politica, deve creare difficoltà al presidente del Senato uscente, Piero Grasso, e alla presidente della Camera uscente, Laura Boldrini.
Quindi tutti salvi. Silenzio su Grasso e la Boldrini, autorevoli esponenti di ‘Liberi e Uguali’, il nuovo partito della sinistra alla sinistra del PD. E silenzio, soprattutto, sul paradosso di una sinistra ‘alternativa’ al PD che ripristina gli ‘stipendi d’oro’ alla Camera e al Senato che, tre anni fa, erano stati voluti dal Governo Renzi…
Se si tace sugli ‘stipendi d’oro’ di Montecitorio e di Palazzo Madama, ebbene, perché si dovrebbe parlare degli ‘stipendi d’oro’ dell’Assemblea regionale siciliana? Si sa: quando il silenzio arriva, arriva per tutti, per i belli e per i brutti, per Montecitorio e per Palazzo Madama: e anche per Gianfranco Miccichè.
Le cronache degli ultimi giorni del 2017 di Palazzo Reale – la damascata sede del Parlamento siciliano – ci regalano due ‘chicche’ che, sembra incredibile, stanno passando sotto silenzio, a parte qualche notiziola di ‘striscio’ sulla rete illustrata velocemente, senza le specificazioni.
La prima ‘chicca’ è che il Consiglio di presidenza dell’Ars, presieduto da Gianfranco Miccichè, ha dato incarico al deputato questore Giorgio Assenza – già Forza Italia, rieletto nelle file di ‘Diventerà Bellissima’, il movimento del presidente della Regione, Nello Musumeci – di avviare le trattative con il sindacato dei dipendenti del Parlamento siciliano per stabilire le nuove retribuzioni, visto che il tetto di 240 mila euro all’anno per i superburocrati del ‘Palazzo’ è scaduto.
Attenzione: è la stessa, identica cosa che hanno fatto a Roma Grasso e la Boldrini. Al Senato – l’ha dichiarato Grasso – i tetti introdotti tre anni fa dal Governo Renzi sono scaduti e non verranno ripristinati. Idem alla Camera.
E secondo voi il deputato questore Assenza va a ripristinare i tetti retributivi all’Assemblea regionale siciliana? Ma questi – Miccichè e compagni – ci prendono veramente per cretini?
Non appena nominato il deputato questore Assenza ci sarebbe piaciuto sentire la voce dei tre deputati grillini, componenti del Consiglio di presidenza dell’Ars, dire: un attimo, il deputato questore Assenza può fare quello che vuole, ma sappia che noi ci opporremo all’eventuale ripristino degli ‘stipendi d’oro’ nel nostro Parlamento e renderemo pubblico l’eventuale accordo sulle retribuzioni che dovesse essere siglato dal deputato questore Assenza con i sindacati dei dipendenti del Parlamento siciliano.
Voi l’avete letto questa dichiarazione dei tre deputati grillini che fanno parte del Consiglio di presidenza dell’Ars? Noi non l’abbiamo letto. Forse ci è sfuggito qualcosa? Ancora: perché i tre deputati grillini non hanno chiesto al presidente Miccichè di nominare uno di loro da affiancare al deputato questore Assenza nella ‘trattativa’ per il rinnovo del contratto dei dipendenti dell’Ars?
Che razza di gioco della parti va in scena, in questi giorni, nel Parlamento siciliano?
Di più. Sempre a fine anno – e questa è la seconda ‘chicca’ – abbiamo letto una stupefacente dichiarazione del presidente Miccichè passata in sordina. Cos’ha detto questo ‘geniale’ presidente del Parlamento siciliano? Che ci sono degli alti burocrati dell’Ars – se non ricordiamo male ha parlato del Segretario generale – che guadagnano appena qualcosa in più dei quadri intermedi!
Come spesso gli capita, l’onorevole Miccichè ha detto una cosa estremamente grave, forse senza rendersene conto. Se quello che lui ha detto è vero, abbiamo scoperto una cosa un po’ incredibile. Illustriamola.
I tetti retributivi per Camera e Senato – e quindi anche per l’Ars che è agganciata al Senato, ma che l’indicazione del Governo Renzi l’ha adottata autonomamente – sono stati introdotti per tutti i dipendenti che lavorano a Montecitorio, a Palazzo Madama e, quindi, a Palazzo Reale.
Le retribuzioni avrebbero dovuto essere bloccate per tutti, non soltanto per i dirigenti apicali.
Per essere ancora più chiari, quando parliamo di alti dirigenti di Camera, Senato e Palazzo Reale, parliamo di soggetti che partono da 150 mila euro lordi all’anno e salgono, fino ad arrivare, gradualmente, a 400-500 mila euro lordi all’anno e a pensioni lorde che toccano – nel caso dei Segretari generali – 600 mila euro l’anno.
Tre anni fa è arrivato il tetto di 240 mila euro lordi all’anno per tutti gli apicali.
Sarebbe molto singolare che chi, tre anni fa – parliamo dei quadri intermedi – si trovata a 140-150 mila euro all’anno lordi, si trovi, adesso, con retribuzioni che arrivano a qualcosa in meno del Segretario generale dell’Ars!
Se questo è vero – lo ha detto il presidente Miccichè – sarebbe interessante sapere quali sono, allo stato attuale, le retribuzioni dei quadri medio alti e dei dirigenti apicali di Palazzo Reale.
Ci sono tre deputati grillini nel Consiglio di presidenza dell’Ars? Bene, si facciano dare queste ‘carte’ e le rendano note a tutti i siciliani.
Altrimenti, cari deputati grillini dell’Ars, di che cosa stiamo parlando?

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Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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