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Attacco a Telejato, la tv che ha fatto esplodere lo scandalo dei beni sequestrati

Attacco a Telejato, la tv che ha fatto esplodere lo scandalo dei beni sequestrati
21 Novembre
16:41 2015

L’unica cosa certa è che disturba. Chi o cosa è argomento di discussione, anche se la risposta è intuibile. Parliamo di Telejato, la battagliera televisione diretta di Pino Maniaci, le cui inchieste hanno fatto esplodere il bubbone della gestione dei beni confiscati alla mafia in Sicilia e fatto perdere la poltrona al giudice Silvana Saguto, ormai ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

Ebbene, questa televisione, vedi caso, ora rischia di chiudere. Ufficialmente perché ‘disturberebbe’ le frequenze televisive di Malta. Le autorità dell’isola hanno fatto ricorso alla Corte europea che ha dato loro ragione e imposto alla tv siciliana, che trasmette da Partinico, nel Trapanese, e arriva fino a Palermo, di interrompere le trasmissioni entro la data del 2 dicembre prossimo.

“Noi siamo sulla costa tirrenica, loro stanno all’altezza di Tunisi e se la prendono con noi – dice Maniaci-. Andremo a bussare alla porta di chiunque riesca a spiegarci come mai il ministero delle Telecomunicazioni, che è quello preposto a occuparsi della questione delle frequenze, pensi che un’emittente che trasmette da monte Bonifato bassa, con una potenza di 50 watt, possa arrivare a Malta e disturbare le loro frequenze”.

Sarà certamente un caso che, proprio nell’ambito dell’inchiesta sui beni confiscati, si parla di una intercettazione in cui il giudice Saguto dice che “Telejato ha le ore contate”. Così come sarà certamente un caso che, ancora oggi,  Maniaci sta continuando ad indagare su un sistema che coinvolge avvocati, commercialisri, associazioni antiracket e diversi magistraticon particolare attenzione alla Sezione fallimentare del Tribunale di Palermo e degli incarichi a decine di migliaia di Euro dei Ctu (Consulenti tecnici del Tribunale). 

Insomma, interessi grossissimi messi a rischio da una televisione locale che, sempre per puro caso, adesso rischia di essere imbavagliata per sempre.

“Alle prime avvisaglie, alcuni anni fa, l’ex ministro Passera – racconta Maniaci- si era impegnato a darci una mano. Adesso è tutto fermo. Vedremo cosa vorrà fare il ministro Federica Guidi. Dipende da lei e dal ‘patron Renzi’. Io posso solo annunciare sin da adesso che continuerò a trasmettere, anche a costo di essere arrestato”.

Le prime avvisaglie risalgono al 2012 , anno dello “switch off”, ovvero il passaggio da un segnale analogico ad uno digitale.  La tv di Maniaci, per potervi accedere, doveva per forza trovare un bouquet di riferimento. Così, dopo una petizione che raccoglie ben 70 mila firme e chiede di fare qualcosa per la sopravvivenza di Telejato,  il Ministero dello Sviluppo economico si interessa al caso.

Per la tv di Maniaci viene trovato posto nel gruppo di Telemed. Che, però, nel frattempo, è finita in amministrazione giudiziaria (sempre sotto il regno del giudice Saguto & Co) perché sospettata essere nelle disponibilità dell’imprenditore palermitano Filippo Rappa, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Per ottemperare alla sentenza della Corte europea, Telemed confluirà in un altro bouquet.

“Qualcuno, forse pensava che la rottamazione di Telemed portasse automaticamente alla rottamazione di Telejato- dice Maniaci- ma non è così. Abbiamo una concessione ventennale”.

Il vertice delle Telecomunicazioni, a quanto pare, avrebbe proposto il trasferimento su frequenze alternative. Ma quali? “Non sanno che le frequenze sono tutte assegnate? Non resterebbe che rottamare – aggiunge Maniaci – ma non se ne parla. Io continuerò a trasmettere. Al più, posso confezionare un telegiornale in lingua maltese”.

Intanto si mobilita il web con una petizione lanciata sulla piattaforma change.org: “FIRMIAMO la petizione, è palese che è l’ennesima scusa per mettere a tacere chi ogni giorno spende la propria vita nella lotta alle mafie”.

Questo il link per firmare. 

 

 

 

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Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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