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PALERMO Nel silenzio generale la discarica di Bellolampo rischia di esplodere

PALERMO Nel silenzio generale la discarica di Bellolampo rischia di esplodere
Ottobre 21
14:19 2019

Nessuno ne parla: nessuno dice che, in questo momento, i rifiuti di Palermo vengono accumulati nello spiazzale della discarica di Bellolampo e ‘cotti’ al sole di ottobre. Nella speranza che possano essere seppelliti nelle altre discariche della Sicilia che, fino ad oggi, le hanno respinte perché troppo cariche di frazione organica. Che succederà con le piogge e con la relativa formazione del percolato? Si va verso il disastro, ma nessuno parla  

Nella prima puntata del nostro ‘viaggio’ tra i misteri della discarica di Bellolampo di Palermo abbiamo appurato precise responsabilità, soprattutto del Comune. Anche se queste responsabilità, chissà perché, non sono mai state sanzionate. Così come in questi giorni nessuno si occupa di quello che sta succedendo, nel silenzio generale, a Bellolampo.

Abbiamo raccontato che il Comune di Palermo è stato costretto a mettere in funzione l’impianto di compostaggio di Bellolampo. E che, per questo motivo, i rifiuti che vengono fuori dopo il Trattamento meccanico biologico vengono regolarmente respinti da chi gestisce le discariche presenti nelle altre parti della Sicilia. Motivo: non sono a norma di legge, nel senso che contengono una percentuale levata di frazione umida.

Vi domanderete: se la sesta vasca della discarica di Bellolampo è satura e se la settima vasca non c’è (e, molto probabilmente, non ci sarà, perché il sito di Bellolampo è ormai troppo inquinato (è fra i trenta siti più inquinati d’Italia), dove finisce l’immondizia dei palermitani?

Ecco svelato il mistero: viene ammassata nello spiazzale della stessa discarica che, piano piano, si va riempendo. Il sole delle ultime settimane ha aiutato il Comune di Palermo e la RAP, l’Azienda, che fa capo allo stesso Comune del capoluogo siciliano, che gestisce sia la raccolta dei rifiuti, sia la discarica di Bellolampo.

Il sole, dicevamo, sta aiutando molto, anche se la puzza dell’immondizia ammassata nel grande spiazzale di Bellolampo si avverte, per esempio, nel Comune di Torretta e in alcuni quartieri di Palermo: a Borgo Nuovo e anche in viale Michelangelo e in viale Leonardo da Vinci.

Come pensano, il Comune e i vertici della RAP, di smaltire i rifiuti che, nel frattempo, si vanno sempre più accumulando nel piazzale della discarica di Bellolampo? Questa è una bella domanda.

Ma la domanda alla quale sarebbe più che mai opportuno rispondere oggi è un’altra: cosa succederà, nel piazzale di Bellolampo, se il clima dovesse cambiare e, magari, arriveranno le piogge che in questo momento stanno funestando il Nord Italia?

Ce lo chiediamo perché le vasche delle discariche, è noto, sono impermiabilizzate, per evitare che il percolato inquini il terreno e le falde idriche. Il percolato (liquido che si origina prevalentemente dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi rifiuti) che si formerà nello spiazzale di Bellolampo, quando pioverà, che fine farà? Lo spiazzale è impermiabile? Ed è razionale che le tante autorità consentano a chi amministra la quinta città d’Italia di ammassare i rifiuti in questo modo?

Le ‘autorità’ che oggi non intervengono lo sanno che, a un certo punto, il piazzale di Bellolampo di esaurirà? Hanno capito i danni che potrebbero manifestarsi per un’intera comunità? Come mai non interviene nessuno?    

C’è un altro particolare, che non è certo meno importante delle cose che  abbiamo descritto fino ad oggi. Da quando è entrato in funzione l’impianto di Tmb di Bellolampo è sovraccaricato: anzi, per com’è stato sovraccaricato nei mesi scorsi ci meravigliamo del fatto che, tutto sommato, abbia resistito fino ad oggi. Perché veniva sovraccaricato? Perché i gestori della discarica di Bellolampo ‘imbarcavano’ anche i rifiuti di altri Comuni della provincia di Palermo: cosa sbagliatissima, perché questo ha causato il sovraccarico dell’impianto per il Trattamento meccanico biologico dei rifiuti, il mancato funzionamento dell’impianto di compostaggio e il riempimento, in anticipo, delle sesta vasca della discarica di Palermo.

Su questo punto sarebbe più che mai opportuno aprire delle indagini, per capire se ci sono state irregolarità. Chi ha deciso, infatti, di sovraccaricare il Tmb di Bellolampo, ben sapendo che ciò avrebbe provocato problemi al trattamento dei rifiuti? E’ stata la Regione siciliana, negli anni passati, a imporlo con le ordinanze? Le ordinanze, a norma di legge, potevano essere giustificate solo con l’emergenza. E il fatto che i Comuni del Palermitano non erano organizzati per la raccolta differenziata dei rifiuti e, in generale, per la gestione dei rifiuti era un’emergenza?

Un fatto strutturale – la disorganizzazione di tanti Comuni in materia di gestione dei rifiuti – diventa emergenza? Il problema è serio, perché la Regione siciliana non ha alcuna competenza in materia di gestione dei rifiuti urbani. E non è certo un caso se l’attuale Governo regionale si stia tenendo fuori dalla gestione dei rifiuti urbani, che è una competenza dei Comuni.

Prima di chiudere questa seconda parte del nostro ‘viaggio’ ricordiamo quando, come e perché la Regione siciliana è entrata in modo improprio nella gestione dei rifiuti urbani. Tutto è iniziato alla fine degli anni ’90 del secolo passato, quando la Regione siciliana si è arrogata questa competenza per gestire grandi appalti all’insegna della somma urgenza.

Da allora fino al 2013 la Regione siciliana ha gestito il mondo dei rifiuti della nostra Isola in regime commissariale. Sapete chi sono stati i ‘commissari’ che, per conto dello Stato, hanno gestito il mondo dei rifiuti in Sicilia? I presidenti della regione che si sono succeduti dalla fine degli anni ’90 fino al 2013.

Cosa hanno combinato con questa gestione commissariale, nel dettaglio, ve lo racconteremo nella terza puntata di questo nostro ‘viaggio’ nel mondo dei rifiuti a Palermo e in Sicilia. Quello che vi possiamo anticipare è che, fino ai primi anni del 2000, in Sicilia la raccolta differenziata dei rifiuti era in crescita nei centri medi e piccoli della nostra Isola.

Con l’avvento della stagione commissariale da parte della Regione, a partire dalla fine degli anni ’90 del secolo passato, la rac
Nel silenzio generale la discarica di Bellolampo rischia di esplodere colta differenziata dei rifiuti è andata indietro e sono cresciute la discariche, quasi tutte private.

Discariche private che hanno accomunato ben tre Governi regionali: il Governo Cuffaro, il Governo Lombardo e il Governo Crocetta.

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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