NientediPersonale.com

Ideologia, destra e sinistra

Ideologia, destra e sinistra
Ottobre 04
07:02 2019

Il cosiddetto “post ideologismo” sta diventando un luogo comune. Si sente sempre più spesso ripetere frasi del tipo: “Siamo entrati in un’era post ideologica”.
Dei luoghi comuni, si sa, è bene diffidare. Contengono un quarto di verità e tre quarti di bugie. Di quelle bugie confezionate ad arte al punto di tornare credibili ai più.
La parola “ideologia” è passata di moda. Tutti, politici in testa, si guardano bene dal pronunciarla. Per i politici è anche una questione di tornaconti elettorali: se in un comizio o in un talkshow televisivo gli scappa di tirarla fuori dal loro frasario sempre più povero e omologato rischiano di perdere voti. Sicché non stupisce che qualche sera fa, ospite del salotto della Gruber, Renzi, all’incalzare di alcune domande della conduttrice, abbia fatto ricorso al suo vivace eloquio per non farsi ingabbiare dai tranelli di una parola divenuta “pericolosa”. Come pure dai tranelli di un’altra parola che un partito ambiguo come quello a cui ha dato vita – ambiguo e furbo già nella denominazione, “Italia viva” – evita quasi fosse foriera di guai: “Sinistra”. Ideologia e sinistra sono termini del passato. Appartengono a un’altra stagione della politica. Così Renzi e, prima di lui, Grillo, Casaleggio e l’armata brancaleone del loro Movimento.
Certo, se andiamo indietro nel tempo, ci rendiamo conto, col senno del poi, che negli anni ’60 e ’70 soprattutto, e anche negli anni ’80 vi era un eccesso di ideologia. L’ideologia sconfinava nell’ideologismo, che è la sua degenerazione. E, tuttavia, allora nel dibattito politico vi era un punto fermo, che rendeva le diverse posizioni più chiare e trasparenti. Quel punto fermo era l’ideologia, e con l’ideologia vi era una linea di discrimine certa tra visioni della realtà differenti segnata dalle parole, non certo vuote, “destra” e “sinistra”.
In una politica “liquida” in cui tutto cambia rapidamente (a cominciare dai leader) e i confini diventano sempre più sfumati, come accade ai nostri giorni, l’ideologia e con essa le categorie concettuali di destra e sinistra vanno a farsi benedire.
Ma è proprio vero che l’ideologia non esiste più e che non ha più senso parlare di destra e sinistra? Non occorre essere dei politologi per comprendere che disconoscere l’ideologia e la destra e la sinistra è una falsificazione della realtà. Un inganno che torna comodo ai movimenti e ai partiti qualunquisti o comunque infarciti di inclinazioni populiste. Le attuali vicende politiche lo testimoniano: il modernismo antideologico spiana la strada al più ardito trasformismo.
D’altra parte, Gaber (ed è corretto citare anche il coautore di tanti suoi testi, Sandro Luporini) già negli anni ’90 ci aveva avvertiti. Si ascolti bene il suo brano “Destra-Sinistra”, troppo spesso travisato: pur nella confusione degli atteggiamenti dettati dalla moda, l’ideologia esiste e resiste. Così cantava Gaber: “L’ideologia / Malgrado tutto credo ancora che ci sia / E’ la passione, l’ossessione / Della tua diversità”. Per poi concludere, amaramente: “Che al momento dove è andata non si sa”. Riappropriarsi dell’ideologia – al netto delle sue anacronistiche esuberanze – e rivendicarla con fierezza costituiscono un passo importante per una sinistra orgogliosa della sua identità.

Sull'Autore

Antonino Cangemi

Antonino Cangemi

0 Commenti

Non ci sono ancora commenti!

Non ci sono commenti. Vuoi aggiungerne uno tu?

Scrivi un commento

Scrivi un commento

Cerca nel sito

Seguici su




Commenti Recenti

Questo discorso sulla laurea in giurisprudenza è molto pernicioso. L'amministrazione prevede un sistema articolato...

Miccichè usci dal governo Lombardo lasciando aperta la porta agli inciuci di Lumia e Cracolici,...

Mi permetto di sottolineare che, se è vero che Armao sia stato uomo della squadra...

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial