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Calori di un Pianeta che bolle

Calori di un Pianeta che bolle
Luglio 27
17:47 2019


Per chi ancora stia lì a rimuginare sulla veridicità della catastrofe climatica che si sta avverando ad ogni latitudine, per chi dopo estati caldissime e lunghissime alla prima pioggia esclama “ma come dicevano ci fosse il surriscaldamento!” 
In questo preciso istante le immagini satellitari dell’emisfero boreale mostrano migliaia di fuochi che divorano taiga e tundra immettendo in atmosfera una quantità enorme di anidride carbonica ed altri inquinanti ed uccidendo miliardi di creature grandi e piccole. A Parigi il termometro ha superato i 40° C all’ombra e a Zermatt (Svizzera), senza alcuna pioggia la cittadina alpina è stata investita da una ondata di piena di acqua e fango causata dallo svuotamento improvviso di una riserva naturale d’acqua sino ad oggi mantenuta da un ghiacciaio.
Pensate che la catastrofe possa determinarsi in alcune aree del Pianeta? Siete dei poveri illusi, ognuno di noi avrà la sua fetta personale di apocalittica sofferenza e dovrà imparare a pararsi da chi, più pesantemente colpito, dovrà necessariamente fuggire dai luoghi abitati dalle sue genti da migliaia di anni.
Fu così con la migrazione dei Celti, lo era stato prima con gli Indoeuropei e lo fu dopo con le lunghe e complesse migrazioni “barbariche”.
Saranno organi ventilati senza zucchero, ben peggio delle banalità delle quali ci si occupa per colpa di un governo che non ha la più pallida idea di cosa stia succedendo al Pianeta e si è amminchiato sulla Flat tax, e sulla sequele di sigle TAP, TAV, TIPpi Tappi frischi e un viscuotto.
Chi si fissa col ponte, chi pensa ai muri, chi, ancora, immagina di sparare ai barconi.
Urge non solo dichiarare l’emergenza climatica ma intervenire contro di essa. Come? Ad esempio limitando da subito le emissioni, drasticamente, incentivando l’acquisto delle bici e delle e-bike ad ogni livello, premiando chi nel piccolo ha scelto soluzioni che si rendano libere dall’uso del fossile, preparandosi seriamente agli effetti prossimi venturi.
Ma tanto a giorni inizierà un nuovo campionato di calcio, il “coso” deciderà si sparare l’ennesima balla sull’ennesima fissaria in salsa “basta dare del cornuto a qualcuno per avere folle di inneggianti alle spalle”. Ci distrarremo, sino a quando la catastrofe busserà violentemente alla porta. Lo farà sottoforma di grandine a sassi, di tornado, di frana, di caldo asfissiante, di gelo immediato… lo farà e sarà inutile dire “ve lo avevamo detto”!

Sull'Autore

Giuseppe Maria Amato

Giuseppe Maria Amato

Consulente ambientale

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