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Turismo sociale a sorpresa, col sorriso Il piede in cammino… nell’entroterra palermitano

Turismo sociale a sorpresa, col sorriso Il piede in cammino… nell’entroterra palermitano
Luglio 26
08:11 2019

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L’invito rivolto ai lettori de l’Obiettivo “Avrei il piacere che domenica prossima voi, gentili amici, possiate incontrare altri miei amici”: così il direttore Maiorana (e il progetto “L’isola del sorriso”) ci hanno coinvolto nella partecipazione alla prima “gita nella Sicilia alternativa”. È chiaro che poter conciliare in un sol colpo “sorriso” ed “amicizia” costituisce occasione allettante, intrigante, e quindi imperdibile e così, di buon mattino, domenica 21 luglio ci siamo ritrovati un bel gruppetto sotto la guida dell’amico Ignazio, in tal caso nella veste di “doppio direttore”: presentazioni dei partecipanti molto spartane, tralasciando i titoli professionali (…e, per quelli che li possiedono, anche quelli accademici o nobiliari!), stabilendo subito un’atmosfera di cordialità. D’altro canto la guida ci ha subito messo a nostro agio informandoci che, oltre ai luoghi previsti del programma, avremmo incontrato tante belle persone con delle soste improvvisate: insomma avremmo fatto del “turismo sociale a sorpresa”.

Imboccando la superstrada Palermo-Sciacca lungo la valle del fiume Jato (…”ove l’acqua che scorre e il paesaggio rappresentano il dialogo tra la natura, la memoria collettiva e le attività umane”), dopo qualche chilometro abbiamo fatto la prima sosta: Portella della ginestra, un luogo che ha dato una svolta alla storia di Sicilia e che evoca il clou dei tanti film dell’epopea del far-west americano, quello dell’agguato al nemico. Tanto silenzio tutt’intorno, manifestamente in segno di rispetto e di compassione nel ricordo di quella vigliaccata del 1° maggio 1947. Decisamente emozionati ci siamo riavviati verso Piana degli Albanesi, avendo negli occhi uno scenario da favola: una cornice di monti, un gruzzolo di linde casette, un laghetto di un azzurro acceso. E qui si è svolto il primo incontro presso “Piana delle bontà” con il proprietario Francesco Cuccia, che, orgoglioso della sua azienda, ci ha voluto fare assaggiare alcune prelibatezze di sua produzione (sfincione, pane, biscotti, gelati, cannoli). Dopo la visita alla cattedrale ortodossa di San Demetrio, ricca di affreschi di notevole importanza, siamo ripartiti in direzione Ficuzza. Ma all’uscita di Santa Cristina Gela abbiamo fatto sosta all’agriturismo “Al poggetto”, un’azienda agricola biologica di primissimo ordine con una struttura ricettiva ben curata in una suggestiva cornice di vegetazione.

Dopo qualche chilometro percorso con un alternarsi di paesaggi mozzafiato, abbiamo assistito, inaspettatamente, alla trebbiatura del frumento alle falde di una collina nella tenuta agricola della famiglia Riolo: spettacolo inusuale per noi residenti nelle città e occasione unica per ritrovare quegli odori e quelle fragranze di elementi essenziali alla base delle nostre catene alimentari.

Rimettendo “il piede in cammino” abbiamo incrociato uno spettacolo bellissimo rappresentato dalla grande macchia di verde intenso del bosco (…o meglio della “riserva naturale orientata”) di Ficuzza, che degrada dagli altopiani verso valle. Era d’obbligo sederci sui gradini dell’imponente Real Casina di caccia dei Borbone: un’atmosfera magica, resa ancor più gradevole dalla frescura proveniente dalla montagna. Intanto nel gruppo qualcuno cominciava a nominare certe recensioni di TripAdvisor sulla gastronomia locale…e così l’attenta guida, cogliendo il segnale, proponeva di far vela verso Corleone…dove non mancano buone trattorie. E infatti alla “Tavernetta dei briganti”, gestita da un oste simpatico dal cognome, che, vedi caso, fa Brigantino (!), le gustose ed abbondanti porzioni di pasta dai gusti tipici hanno saputo rispondere degnamente alle richieste del nostro stomaco, rimesso in ordine fino al caffè e all’ammazza-caffè.

Rientrati per strada e alzando gli occhi verso l’alto siamo rimasti colpiti dalla maestosità delle formazioni rocciose che dominano la cittadina: era d’obbligo raggiungere almeno una di quelle cime per godere della magnifica vista panoramica a 360°. Lassù, ove è posta una grande croce con la figura bronzea di un Cristo intensamente sofferente, si ha voglia di riflettere su quei posti e sulla loro storia. Ebbene, abbiamo incontrato una famiglia del luogo, con la quale abbiamo scherzato confrontandoci a vicenda: loro del “paese più conosciuto al mondo” e noi del paese più… “ignorato” al mondo! Intanto il nostro direttore-guida ci informa che proprio a due passi c’è la casa di villeggiatura di un suo caro amico: “andrebbe salutato…”. Ovviamente abbiamo accettato e la nostra curiosità è stata ampiamente premiata, perché lì abbiamo incontrato una famiglia veramente eccezionale: Francesco Russo e i suoi esercitano attività che spaziano dalla medicina (…sono specializzati in odontoiatria) al piacere della buona cucina, all’hobby per la pittura e soprattutto alla passione per l’allevamento di animali domestici (cani, gatti, tartarughe, volatili di varie specie, cavalli di razza). Abbiamo avuto la sensazione di interloquire con persone vivaci, dotate di grande sensibilità e di una sana libertà intellettuale. Intanto il tempo scorreva veloce e bisognava riprendere “il cammino” del ritorno.

Così entriamo nel nucleo storico dell’abitato di Marineo e ci fermiamo ad ammirare le possenti mura del castello aragonese. Ma l’infaticabile Ignazio fa una chiamata ad un suo conoscente locale, che, da siciliano doc, risponde esortandoci ad aspettare due minuti perché “ha piacere di vederci”. È stato l’ultimo, ma forse il più sorprendente degli incontri della giornata: Faldini, di nome Eligio (…da noi sopranominato “Prodigio”), è una persona interessantissima (l’Obiettivo se ne è già occupato nel n. 12 del 24-6-2019 a proposito delle sue numerose attitudini: suona la chitarra, compone brani musicali e poesie dialettali, scolpisce su legno di frassino, alleva api per la produzione del miele). Non possiamo sottrarci alla sua generosità, gelato, cd delle sue canzoni, volumetti dei suoi versi…

La giornata volge a conclusione e anche la gita: i partecipanti ci dichiariamo soddisfatti soprattutto perché il senso della “Sicilia alternativa” è stato ampiamente e positivamente testato: non ci resta che ringraziare e augurarci di poter aderire alla prossima gita.

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Sandro Morici

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