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Non è un po’ strana l’eterna Cassa integrazione a Termini Imerese?

Non è un po’ strana l’eterna Cassa integrazione a Termini Imerese?
Giugno 26
08:00 2019

Nulla contro gli operai licenziati della ex Fiat di Termini. Però è strano che per questi senza lavoro la Cassa integrazione arrivi sempre, mentre per altri lavoratori della Sicilia che hanno perso il lavoro non ci sia nulla. Ai tempi del PD, considerati i ‘potenti’ di Termini Imerese, la disparità era una scelta politica ‘obbligata’. Ma con i grillini al Governo di Roma come mai si continua con la stessa musica?  

Una premessa a scanso di equivoci: non abbiamo nulla contro gli operai della ex Fiat di Termini Imerese. Anzi, siamo ben contenti che lo Stato si occupi di loro, con continuità, da quando lo stabilimento ha chiuso i battenti. In questo articolo noi vogliamo porre alcuni interrogativi, perché abbiamo la sensazione che lo Stato e la Regione siciliana, rispetto a chi ha avuto la sfortuna, nella nostra Isola, di perdere il lavoro, stiano tenendo comportamenti non omogenei.

Ribadiamo: nulla contro gli ammortizzatori sociali che, dal 2011, vengono utilizzati per tutelare i disoccupati dell’ormai ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. Facciamo, però, sommessamente notare al Governo nazionale e al Governo regionale siciliano che, nella nostra sempre più disgraziata Isola, dove l’economia e l’occupazione, lungi dal crescere, vanno indietro, ci sono lavoratori licenziati – in alcuni casi prima della crisi del polo automobilistico di Termini Imerese – ai quali lo Stato italiano e la Regione hanno riservato solo chiacchiere.

Proprio in queste ore i giornali commentano l’esito – a quanto pare tutt’altro che risolutivo – di un incontro romano, presso il Ministero del Lavoro, sulla vertenza ormai annosa della Formazione professionale siciliana e degli ex Sportelli multifunzionali (uffici che si occupavano delle politiche del lavoro).

Non possiamo non ricordare che i problemi, per questi lavoratori – che sono circa 8 mila (oggi forse un po’ di meno, perché dopo dieci anni, alcuni di loro dovrebbero essere già in pensione: nella speranza che almeno siano riusciti a percepire la pensione) – sono cominciati nel 2009.

Da allora ad oggi abbiamo contato ben tre Governi regionali: il Governo regionale siciliano di Raffaele Lombardo, il Governo regionale di Rosario Crocetta e l’attuale Governo di Nello Musumeci. Ebbene, nessuno di questi tre Governi – a parte le chiacchiere (degli esponenti dell’attuale Governo regionale) e gli ‘accordi’ inutili che l’ex presidente della Regione Crocetta firmava con gli esponenti di alcune organizzazioni sindacali collaterali allo stesso Governo – ha fatto qualcosa per questi lavoratori.

Per correttezza dobbiamo precisare che, rispetto ai precedenti Governi nazionali di centrosinistra, che hanno sistematicamente ignorato la Sicilia e i suoi lavoratori rimasti senza lavoro, l’attuale Governo nazionale – e, in particolare, il vice premier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio – ha preso in carico il dramma di questi lavoratori. L’incontro di ieri a Roma, nella sede del Ministero, ne è ulteriore testimonianza.

Non possiamo, però, non sottolineare quello che è sotto gli occhi di tutti: e, cioè, che, da un anno a questa parte – da quando, grosso modo, Di Maio e il Governo del quale fa parte hanno preso in carico la vertenza dei disoccupati di Formazione e Sportelli della Sicilia – il Governo nazionale ha firmato ben due proroghe di Cassa integrazione per gli ex operai della ex Fiat di Termini Imerese, mentre per i lavoratori della Formazione ed ex Sportelli non si vede ancora uno straccio di provvedimento!

Noi siamo felici che Roma intervenga con la Cassa integrazione per Termini Imerese (a proposito: ma per quanti anni è possibile intervenire con la Cassa integrazione?). Però, con tutta la buona volontà del caso, non riusciamo a capire il perché ci si ponga il giustissimo problema del ‘pane quotidiano’ per gli operai della ex Fiat di Termini Imerese, mentre lo stesso problema del ‘pane quotidiano’ venga ignorato per i lavoratori disoccupati di Formazione e ex Sportelli e, in generale, per tanti altri disoccupati della Sicilia diventati tali perché licenziati.

Forse i licenziati di Termini Imerese hanno ‘Santi in Paradiso’ che altri licenziati della Sicilia non hanno? Forse perché, ancora oggi, a Termini Imerese, ci sono politici che chiedono interventi ai quali non si può dire di no?

Ora, che due pesi e due misure siano, in Sicilia, il ‘pane quotidiano’ di alcune organizzazioni sindacali , ebbene, lo possiamo pure capire. Ma che il Governo nazionale del ‘cambiamento’ faccia, in Sicilia e, soprattutto, a Termini Imerese, le stesse cose che hanno fatto i precedenti Governi nazionali ‘capitanati’ dal PD – quando ancora a Termini Imerese brillava alta la ‘stella’ del senatore Giuseppe Lumia – ci sembra quanto meno strano. A meno che i protagonisti del ‘cambiamento’, sottobanco, non abbiano stretto accordi con i vecchi politici siciliani, magari in vista di qualche accordo, a livello nazionale, tra grillini e PD…         

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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