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E così Claudio Fava decise di votare PD proprio quando Faraone e Miccichè…

E così Claudio Fava decise di votare PD proprio quando Faraone e Miccichè…
Maggio 05
20:04 2019

Forse a Claudio Fava non sarà piaciuta la candidatura di Corradino Mineo, che da fiero antirenziano, ha dimostrato di essere quello che lo stesso Fava non è mai riuscito ad essere: realmente alternativo ai capitomboli trasformisti dei posto comunisti. Però presidente dell’Antimafia regionale lo è diventato con il centrodestra al Governo della Regione…

E’ durata lo spazio di un giorno la notizia che Claudio Fava – l’unico parlamentare eletto in Assemblea regionale siciliana nella lista ‘Cento Passi’, presentata come formazione politica alternativa al PD – alle elezioni europee voterà per il Partito Democratico. Meglio, soprattutto in quel che resta della sinistra siciliana, osservare un religioso silenzio. Certe vergogne politiche, si sa, è meglio nasconderle.

Noi invece riteniamo giusto affrontare questo tema, perché siamo davanti a un tradimento politico bell’e buono: un tradimento verso i circa 100 mila elettori siciliani che, nel novembre del 2017, hanno dato fiducia alla lista ‘Cento Passi’, pensando di votare una formazione politica diversa dal PD. Invece Claudio Fava ha cambiato idea. La coerenza prima di tutto…

La prima domanda è: perché Fava ha cambiato idea? La prima risposta è che, in genere, chi cambia idea su posizioni politiche che dovrebbero essere chiare, in genere, o non ha, sin dall’inizio, le idee molto chiare, o ha tutto preparato.

C’è una seconda risposta, che è quella che ha dato lo stesso Fava: e cioè che ha deciso di votare il PD alle elezioni europee perché in questa lista c’è il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo.

Per carità, nulla da dire a Pietro Bartolo e alla sua azione di tutela dei migranti che sbarcano a Lampedusa. Dopo di che ci chiediamo: basta questo per decidere di votare un partito – il Partito Democratico – che ha governato la Regione siciliana per nove anni provocando problemi a 5 milioni di siciliani che sono sotto gli occhi di tutti?

Per Fava – che, lo ricordiamo, non è un novizio della politica, ma è in politica dai primi anni ’90 del secolo passato (dalla Rete di Leoluca Orlando fino alla sinistra, ricoprendo, nel corso degli anni, vari incarichi politici e parlamentari fino ai nostri giorni) – basta la candidatura di Bartolo per fargli cambiare idea e votare PD?

Noi non possiamo non sottolineare due nostri retropensieri. Vediamoli.

Il primo retropensiero è che a Fava non sia andata a genio la candidatura di Corradino Mineo. Siciliano di Palermo, giornalista del Tg3, già parlamentare nazionale del PD nella passata legislatura, antirenziano convinto, già in rotta di collisione con il PD, Mineo, tutto sommato, è un candidato che ha dimostrato di non essere omologabile al Partito Democratico, formazione politica che, oggi, di sinistra ha ben poco.

A differenza di Fava – che oltre ad essere stato il segretario regionale siciliano dei Democratici di Sinistra tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000 (proprio negli anni in cui il centrosinistra siciliano subiva la pesante sconfitta del noto 61 a zero) ha dimostrato di essere ancora legato al PD – Corradino Mineo si è chiamato fuori proprio dal Partito Democratico che nel 2013 l’aveva eletto proprio qui in Sicilia.

Per carità, da parlamentare nazionale eletto in Sicilia, in cinque anni, non è che nella nostra Isola Mineo si sia visto molto: anzi. Ma questo fa parte della sinistra comunista e post comunista. Anche nel passato il Pci eleggeva in Sicilia parlamentari nazionali che nessuno poi vedeva più. E’ un fatto oggettivo che, per i comunisti, la Sicilia non contava molto.

Questo vezzo si è trasferito prima al PDS, poi ai Democratici di sinistra (Ds) e infine al PD. Detto questo, almeno Corradino Mineo, rispetto ai valori della sinistra (e un po’ meno rispetto alla Sicilia che nel 2013 l’ha eletto a Montecitorio) è stato coerente. Volendo, la sua candidatura in Sicilia alle elezioni europee, nella sinistra alternativa al PD, ci sta.

Quello che è incredibile, invece, è l’atteggiamento di Fava. Che non ha esitato, di fatto, a tradire il proprio elettorato, buttando alle ortiche la lista ‘Cento Passi’ proprio quando sarebbe servito il massimo dell’unità della sinistra per affrontare una competizione elettorale nella quale, chi è veramente di sinistra, non dovrebbe affatto votare il PD!

Si potrebbe pensare che Fava non abbia gradito la candidatura di Mineo: e questo ci sta pure. Volendo, Mineo è ciò che Fava non è riuscito mai ad essere: e cioè una figura politica di sinistra coerente, lontana dal renzismo e dalla finta sinistra rappresentata dai vari Letta, Renzi e, adesso, da Nicola Zingaretti. Mineo, magari, non sarà stato, nella passata legislatura, molto presente in Sicilia: ma almeno si è tenuto a distanza da Renzi e dal renzismo: e questo, per la sinistra, è un valore.

C’è solo il fatto di aver subito Mineo nel ritorno di Fava nell’ovile post comunista? O c’è dell’altro?

Agli osservatori attenti non sfuggono due elementi politici non certo secondari. Il primo è sotto gli occhi di tutti: il ruolo che Fava è stato chiamato a svolgere in Assemblea regionale siciliana. Fava è stato designato alla presidenza della commissione Antimafia del Parlamento siciliano proprio quando al Governo della Regione c’è il centrodestra. Solo un ingenuo può pensare che sia finito lì senza l’avallo di Forza Italia e, in particolare, del presidente del Parlamento siciliano, Gianfranco Miccichè.

Sembrerà un caso, ma quello che, alla fine, è un cambio di casacca – votare PD alle elezioni europee al posto del candidato della sinistra, piaccia o no a Fava, si configura come un cambio di casacca politica a tutti gli effetti (a meno che Fava, dopo le elezioni europee, dovesse dichiararsi di nuovi esponente della sinistra alternativa al PD: ma sarebbe una farsa che renderebbe questa storia tragicomica…) – va a coincidere con il tentativo, portato avanti dai renziani siciliani di Davide Faraone e dallo stesso Miccichè di ‘inciuciare’ PD e Forza Italia.

Non solo. Di fatto, quello di Fava, si configura anche come un tentativo di portare nel PD una parte degli elettori della lista ‘Centro Passi’. Non è un’operazione’ facile; ma quanto meno è un tentativo un po’ ‘squalliduccio’ sì, ma pur sempre un tentativo.

Che dire alla fine di questa storia? Che la sinistra siciliana è veramente sfortunata a trovare, come leader, o affaristi, o personaggi improbabili. E non c’è da stupirsi se tanti elettori siciliani di sinistra, nell’assistere a questi miseri giochi di potere, si siano letteralmente ‘schifati’…                 

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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