NientediPersonale.com

Il 25 aprile in Italia è tornata la libertà, ricordiamolo a tutti

Il 25 aprile in Italia è tornata la libertà, ricordiamolo a tutti
Aprile 24
08:23 2019

Salvini ha annunciato che il 25 aprile sarà in Sicilia, a Corleone. Vi è più di una ragione perché i siciliani lo accolgano nel modo peggiore: fischiandolo sonoramente o, meglio ancora, disertando il suo comizio. In modo pacifico s’intende, senza provocare alcun disordine pubblico.

La prima è legata al significato storico del 25 aprile. Che è la festa della liberazione dal fascismo e che il ministro degli Interni con gli stivali intende disconoscere a dispetto della Storia. Salvini, un autentico fuoriclasse della comunicazione e della mistificazione attraverso i media e i social network, vuole annacquare, se non annullare, questa ricorrenza –pietra miliare della nostra democrazia- presentandosi in Sicilia, come ministro degli Interni, per celebrare la liberazione dalla mafia e dagli immigrati. In tal modo l’ineffabile vicepremier punterebbe con un solo colpo a ottenere due risultati: accattivarsi le simpatie e i voti dei nostalgici del fascismo e fare breccia sui siciliani vittime della mafia e alle prese più di altri italiani, per la posizione geografica dell’isola, con i problemi dell’immigrazione africana.

Il secondo motivo che svela la strumentalità e il cinismo dell’iniziativa di Salvini è la sua scarsissima sensibilità sul tema del contrasto alla criminalità mafiosa. Dimostrata, qualora ce ne fosse stato bisogno, dalla caparbia difesa del sottosegretario leghista, Siri, indagato per corruzione in una vicenda quanto mai opaca nella quale affiorano amicizie con figure perlomeno sospette coinvolte nella gestione mafiosa dell’energia eolica.

Qualcuno potrebbe obiettare che le dimissioni di Siri da sottosegretario delle Infrastrutture contraddice il garantismo sancito dalla Costituzione. Sul punto è necessario fare chiarezza. La nostra Carta fondamentale si regge anche sul garantismo, che è un principio fondamentale da osservare nelle aule giudiziarie: nessuno è colpevole sino a condanna definitiva. Ma la politica, l’amministrazione della cosa pubblica, vanno sganciate dall’iter processuale giudiziario. La moglie di Cesare non deve essere sfiorata da sospetti. Dinanzi a fatti gravi che sembrano avere implicazioni con Cosa nostra –fatti da accertare per le vie giudiziarie- il buon senso della politica impone più di un passo indietro. E un ministro degli Interni di un governo che si autoproclama “del cambiamento” queste cose dovrebbe capirle a volo. Ma Salvini non capisce, o meglio non vuole capire: non gli conviene. Sul piano dell’etica e dell’antimafia –piani intimamente connessi- Salvini si pone su posizioni non tanto dissimili da quelle berlusconiane.

E infine una domanda: come mai la Sicilia e i terroni che la popolano d’incanto hanno conquistato il cuore di un politico cresciuto in quel partito che non molti anni fa si chiamava “Lega Nord”? Un innamoramento improvviso, un colpo di fulmine scagliato capricciosamente da Cupido?

Sull'Autore

Antonino Cangemi

Antonino Cangemi

0 Commenti

Non ci sono ancora commenti!

Non ci sono commenti. Vuoi aggiungerne uno tu?

Scrivi un commento

Scrivi un commento

Cerca nel sito

Seguici su




Commenti Recenti

Questo discorso sulla laurea in giurisprudenza è molto pernicioso. L'amministrazione prevede un sistema articolato...

Miccichè usci dal governo Lombardo lasciando aperta la porta agli inciuci di Lumia e Cracolici,...

Mi permetto di sottolineare che, se è vero che Armao sia stato uomo della squadra...

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial