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Il ragazzo che non voleva morire di Vincenzo Sacco edito da Spazio Cultura

Il ragazzo che non voleva morire di Vincenzo Sacco edito da Spazio Cultura
Marzo 12
07:39 2019

Camminare sui fili spinati dei labili confini tra la vita e la morte, affrontare ogni cosa con la consapevolezza di una condizione precaria e sospesa, instabile sotto ogni profilo. Questo è il destino che a un certo momento della sua esistenza sconvolge Claudio Modica, protagonista del  romanzo Il ragazzo che non voleva morire di Vincenzo Sacco edito da Spazio Cultura, la casa editrice palermitana creata qualche anno fa dal libraio Nicola Macaione.

Macaione, come in genere tutti i librai piccoli editori, non ha paura delle sfide:  anzi, più degli altri, le sfide le cerca e le affronta di petto. E questo libro è l’ennesima sfida: una nuova collana editoriale,Libӗr Libӗr, aperta agli stili di scrittura più aperti, innovativi ed eterogenei (che va ad aggiungersi a un’altra collana di taglio sperimentale e di storie estreme, Letture maledette), un autore giovane su cui puntare, come già fatto altre volte.

Un’altra scommessa vinta per Nicola Macaione: Vincenzo Sacco, cinefilo direttore della divisione distribuzione di Altre Storie e autore del romanzo Pornozeus nonché del saggio Screens Wide Shut che per primo indaga sul rapporto tra cinema e massoneria, è un trent’enne dalle tante risorse. Anche letterarie. Ne Il ragazzo che non voleva morire, Vincenzo Sacco rivela talento narrativo esplorando in pagine intense, ricche di emotività e di scavo introspettivo l’universo dei giovani in una Torino quanto mai attuale nell’era del web e dei social media.

La sensuale etiope Andrea, Giuditta, Lamù, Marc e Alex – i ragazzi che attorniano la vita di Vincenzo Sacco- sono personaggi vivissimi e reali, anche nei loro aspetti apatici, più o meno patologici e sostanzialmente negativi, giovani social sino al paradosso, la cui realtà, fatta anche di sesso e di ossessione del sesso, si divide tra il Cult e il Trash. Né induce simpatia il datore di lavoro del protagonista, l’egocentrico e vanesio architetto Antonio Domenici, la cui funerea filosofia di vita si esprime in una concezione miserabile dell’umanità: ‹‹L’uomo si sta evolvendo in un cadavere. In una specie di cadavere sarebbe più corretto dire. Perché si tratta del piano successivo della razza umana››. Un posto a parte, nella galleria dei personaggi, merita la nonna di Claudio, riflesso delle sue radici.

Il romanzo è scritto con un linguaggio moderno in cui dominano le espressioni figlie del web e del mondo dei social; la scelta del presente, insolita nella narrativa, lo rende più incalzante ed emotivamente palpitante.

Come rileva Luigi Sardiello nell’intelligente postfazione, Vincenzo Sacco ha imparato da Stephen King (ma non solo da lui, aggiungeremmo) la capacità di penetrare nei personaggi e di renderli vivi senza nutrire nei loro confronti pietà alcuna; e l’autore –di cui si attendono altre e ancora più convincenti prove – riesce a farlo perfettamente sino alle ultime stupefacenti pagine del romanzo.

Sull'Autore

Antonino Cangemi

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