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Regione: mancano 250 milioni di euro per il Bilancio 2019 Ma il Comune di Palermo ha pronti 450 milioni di euro per il Tram…

Regione: mancano 250 milioni di euro per il Bilancio 2019  Ma il Comune di Palermo ha pronti 450 milioni di euro per il Tram…
Febbraio 05
14:25 2019

Sono le follie della pubblica amministrazione siciliana nella quale gli appalti ferroviari vengono prima del trasporto pubblico locale, prima della tutela dell’ambiente, vengono prima delle ex Province che non riescono a effettuare la manutenzione delle strade e delle scuole lasciate senza riscaldamenti. Il Governo regionale che non si è ‘accorto’ che al progetto dei 450 milioni di euro del Tram mancano VIA e VAS. E questa sarebbe la ‘sinistra’ di Palermo? Vergogne su vergogne senza fine!

Nel dibattito politico siciliano di queste ore ci sono due notizie che non si incrociano ma che – come si usa fare in matematica con due equazioni – dovrebbero invece fare ‘sistema’, perché vanno di pari passo. Il tema è quello della grave crisi finanziaria della Regione siciliana e dei contestuali sprechi finanziari che vanno in scena nella nostra terra, a partire dal Comune di Palermo. Proviamo a sintetizzare quello che sta succedendo.

In questo momento la politica siciliana è bloccata. L’Assemblea regionale siciliana ha fermato i propri lavori, ufficialmente perché i parlamentari hanno chiesto tempo per visionare i documenti finanziari, in realtà perché, per quest’anno, mancano 250 milioni di euro e, in queste condizioni, mancano le condizioni politiche e finanziarie per andare avanti, perché i tagli da effettuare, in una Sicilia già ridotta malissimo, sarebbero intollerabili.

Di solito, quando debbono essere effettuati dei tagli si scelgono i settori più improduttivi. Ma, in questo caso, il Governo regionale di Nello Musumeci ha scelto di tagliare fondi a settori nevralgici, dal trasporto pubblico locale (un assurdità tagliare 50 milioni di euro circa a tale settore, perché si tratterebbe di colpire i pendolari, gli anziani e, in generale, le fasce deboli della società) agli operai della Forestale (altra assurdità, perché si va a penalizzare la salvaguardia dell’ambiente, peggiorando la già drammatica situazione idrogeologica della Sicilia e lasciando sguarnite le aree verdi in caso di incendi). Per non parlare delle ex Province abbandonate (alcune ex Province hanno già tagliato servizi essenziali: in alcuni casi, addirittura, per ‘risparmiare’ sono stati tagliati gli affitti e la manutenzione degli edifici scolastici, costringendo gli studenti ai doppi turni!), o dei precari della pubblica amministrazione lasciati senza retribuzione (non si possono creare migliaia di precari per motivazioni clientelari ed elettorali e poi – peraltro dopo decenni di precariato – non pagare loro le retribuzioni!). O, ancora, dei Comuni dove non si pagano gli stipendi ai dipendenti per mancanza di soldi!

La nostra sensazione è che, in Sicilia, a vari livelli, siamo in presenza di uno stillicidio economico e finanziario. E ci chiediamo se i responsabili della crisi finanziaria della Regione siciliana – ovvero gli esponenti del PD, nazionale e siciliano – si rendono conto dei danni che il loro operato, nella passata legislatura, sta provocando a tutti i Siciliani!

Ci riferiamo, in particolare, agli accordi finanziari siglati nel 2014 e nel 2016 dal Governo Renzi e dal Governo regionale di Rosario Crocetta. Accordi che hanno fortemente penalizzato la Regione siciliana per favorire Roma.

Oggi la Regione siciliana è senza soldi. Per il 2019 – cioè per quest’anno – nel silenzio generale, ha già contratto un mutuo per un miliardo e 600 milioni di euro. E, incredibilmente!, questo mutuo non basta: ce ne vuole un altro da 530 milioni! In pratica, con due mutui di oltre 2 miliardi di euro la Regione siciliana riuscirà a malapena a pagare le spese del 2019!

Ecco, mentre sta succedendo tutto questo apprendiamo che il Comune di Palermo che non riesce a raccogliere l’immondizia dalle strade, che non riesce a sistemare le stesse strade cittadine che sono tutte buche, dove le scuole sono al freddo perché non ci sono i soldi per riscaldarle, in una città nella quale 15 km di Tram, di sola manutenzione, costano ogni anno 10 milioni di euro, ebbene, in questa città amministrata malissimo si vorrebbero spendere 450 milioni di euro per realizzare altre tre linee di Tram!

Ci chiediamo e chiediamo: per 250 milioni di euro che mancano è stata bloccata l’attività dell’Assemblea regionale siciliana: bloccata per dieci giorni! Il tutto mentre si debbono spendere 450 milioni di euro per portare – tra l’altro – il Tram in via Libertà, cioè nella via centrale e storica del capoluogo siciliano, senza avere ascoltato il parere dei cittadini! Ma come mai nessuno si accorge di uno scandalo simile? Come mai i grandi giornali e le tv non parlano di questa storia incredibile?

Il coordinatore cittadino dei Verdi di Palermo, Filippo Occhipinti, ha scritto:

I 450 milioni di euro previsti per le tre linee di Tram – una soluzione del secolo scorso – vanno investiti meglio e su una mobilità elettrica che favorisca anche chi vuole acquistare mezzi elettrici per girare in città. Non è ‘giusto’ in tempi di carestia buttare 450 milioni di euro, questa è la peste del secolo”.

Spendere soldi pubblici va benissimo, è necessario – aggiunge Occhipinti -. Spenderli bene in modo intelligente è ancor di più necessario, no?”.

Non si tratta in modo semplicistico e riduttivo del dilemma  Tram sì o no – scrive sempre il coordinatore dei Verdi di Palermo -. Non offendete la Vostra intelligenza e soprattutto quella dei palermitani. State facendo il bene della città utilizzando queste risorse pubbliche? Avete fatto un confronto di quanti passeggeri si trasportano con queste tre linee di Tram e quante con un sistema alternativo meno costoso e meno inquinate in termini di impatto ambientale e rumori di 500 bus elettrici?”.

Avete considerato – precisa ancora Occhipinti – la copertura del territorio comunale con i Tram e quanto con gli autobus? Avete previsto la comparazione dei costi di manutenzione da effettuare tra i due sistemi? Avete considerato quali siano le trasformazioni irreversibili e ad impatto ambientale nel territorio? Che prospettive hanno le due tecnologie a confronto in una città che si evolve? Avete considerato la versatilità dei due sistemi?”.

Qualcuno – sottolinea sempre Occhipinti – sostiene che avete elaborato le riflessioni necessarie per una programmazione che guardi ad una città e al suo futuro. Bene: mostratele, sostenetele, non vi arroccate su posizioni del tipo: ‘Si perdono i finanziamenti’, perché non reggono!”.

Amare le conclusioni del coordinatore cittadino dei Verdi del capoluogo dell’Isola:

Credo che non avete un ben che minima idea del termine programmazione dei servizi di una città normale. Lo avete ampiamente dimostrato. Molte belle parole ma pochi i risultati. Non ci fidiamo delle vostre scelte!”.

Fin delle anomalie? Ma quando mai. C’è già un ricorso al TAR Sicilia (Tribunale Amministrativo Regionale) nel quale si sottolinea un fatto gravissimo: e cioè che le tre nuove linee di Tram non sono passate dal vaglio della VIA (Valutazione di Impatto ambientale) e della VAS  (Valutazione Ambientale Strategica). Ci chiediamo e chiediamo: ma le autorità regionali – e segnatamente l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente – non sa nulla di tutto questo? Il Governo regionale ha bisogno di un ricorso al TAR per scoprire che un’opera di 450 milioni di euro destinata a sconvolgere una città allo stremo è priva di VIA e VAS? Tutto questo non è vergognoso?

Tutti zitti perché la decisione di spendere 450 milioni di euro per il Tram di Palermo l’hanno adottata Matteo Renzi e Leoluca Orlando?

I ‘compagni’ di Sinistra Comune non hanno nulla da dire su VIA e VAS che mancano al ‘progetto’ tramviario di Renzi e Orlando?

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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