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Italia fragile: senza interventi a rischio l’80% dei comuni e 150mila imprese agricole

Italia fragile: senza interventi a rischio l’80% dei comuni e 150mila imprese agricole
dicembre 06
07:10 2018

Il Paese che vogliamo. Questo è il contributo degli Agricoltori Italiani per una reale inversione di tendenza. Territorio, infrastrutture e innovazione sono i tre asset su cui investire risorse e costruire politiche di sviluppo, da subito, mettendo in rete governo, regioni, comuni ed enti locali, con le altre risorse socio-economiche dei territori e valorizzando il ruolo essenziale dell’agricoltura
Tra maltempo, calamità naturali, dissesto idrogeologico e animali selvatici, non prevenire è già costato all’Italia oltre 20 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Ancora oggi, quasi 7.000 comuni e 150.000 imprese agricole sono esposti a rischi ambientali.
L’incuria e la cementificazione senza regole continua a bruciare 14 ettari di terreno coltivabile al giorno e più di 6 milioni di cittadini risiedono in aree soggette a frane e alluvioni.
Ecco perché la parola d’ordine da adesso dovrà essere prevenzione, non più emergenza. Basta azioni spot nate a seguito dell’ultima tragedia.
Nel nostro progetto, che vogliamo sottoporre a Istituzioni nazionali e locali, ci sono le linee guida per un reale cambio di marcia, riconoscendo pienamente il ruolo degli agricoltori italiani come manutentori e custodi del Paese.

Sull'Autore

Dino Scanavino

Dino Scanavino

Inprenditore agricolo e presidente CIA-Agricoltori italiani

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