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I debiti fuori Bilancio della Regione siciliana: li approveranno? E quando?

I debiti fuori Bilancio della Regione siciliana: li approveranno? E quando?
dicembre 04
06:52 2018

Le domande sono legittime, perché già, per ben tre volte, in Assemblea regionale siciliana, non appena il Governo h presentato il disegno di legge con i debiti fuori Bilancio è stato registrato il ‘fuggi-fuggi’ dei parlamentari, facendo venire meno il numero legale? Per caso, rispetto a due anni fa, sono venute meno alcune ‘garanzie’ di sicurezza per i deputati che dovrebbero approvarli?

 

Per l’Assemblea regionale siciliana si apre una settimana particolare. Con un paio di interrogativi all’ordine del giorno. A cominciare dai debiti fuori Bilancio. Vicenda che, per ben tre volte, Sala d’Ercole ha respinto, anche se in modo poco cristallino, facendo venire meno il numero legale?

Ma cosa sono, alla fine, ‘sti debiti fuori Bilancio? Sono pagamenti che saltano fuori improvvisamente. Una metodologia inventata nei Comuni che ricorrono a debiti fuori Bilancio in parte per pagare spese impreviste in parte – visto che soldi nelle ‘casse’ dei Comuni ce ne sono pochi, tra tagli dello Stato e politiche del ‘rigore’ dell’Unione Europea – per garantire i pagamenti agli ‘amici’, che così hanno la precedenza su altri debitori.

Con la riforma della contabilità pubblica – il Decreto nazionale numero 118 del 2011 (non a caso voluto dal Governo nazionale di allora, cioè di Berlusconi) – i debiti fuori Bilancio, invece di essere banditi dalle pubbliche amministrazioni sono addirittura stati ‘normati’: il che è un’assurdità, perché per i pagamenti non previsti dai Bilanci degli enti locali, prima dell’avvento dei debiti fuori Bilancio, si faceva riferimento a fondi preventivamente e opportunamente accantonati.

A un certo punto – come già accennato – i Comuni si inventano i debiti fuori Bilancio. Fatto, questo, che viene subito stigmatizzato dai giudici della Corte dei Conti. Ma, chissà perché, le parole dei giudici contabili cadono nel vuoto. E i debiti fuori Bilancio non solo vengono normati nel Decreto 118, ma vengono addirittura estesi alle Regioni.

Questa è un’altra assurdità, perché le Regioni possono utilizzare i fondi di riserva. Invece i fondi di riserva delle Regioni vengono ridotti, se non azzerati, e si ricorre ai debiti fuori Bilancio! Del resto, gli ‘amici’ da favorire sono ovunque, no?

In Sicilia l’apoteosi dei debiti fuori Bilancio va in scena nel 2016, quando l’Assemblea regionale siciliana, invece di procedere come si era sempre fatto – con i fondi di riserva e, al limite, trasferendo i pagamenti ‘improvvisi’ nell’esercizio successivo – inaugura una stagione di pagamento di debiti fuori Bilancio con un ‘boccone’ incredibile: 132 milioni di euro in un colpo solo!

Quello che è avvenuto a Sala d’Ercole nell’ottobre del 2016 è stato semplicemente incredibile: in Aula è arrivato un ‘papello’ di 132 milioni di euro. La cosa incredibile non è stata solo il fatto in sé, ma l’impossibilità di rintracciare, in buona parte, la natura di questi pagamenti!

Interpellati, gli uffici della Regione, in buona sostanza, per molti di questi pagamenti, non sapevano nulla di preciso: sapevano solo che c’erano, ma il perché, il come e il quando erano sorte queste ‘strane’ obbligazioni non si riusciva a capire.

Ricordiamo le modalità tragicomiche con le quali questi debiti fuori Bilancio sono stati approvati dal Parlamento siciliano. Benché i deputati avessero ricevuto ‘rassicurazioni’ sul fatto che a loro non sarebbe successo nulla (e sarebbe interessante capire chi li ha ‘rassicurati’), c’era il fuggi-fuggi. Perché? Temevano – diciamolo chiaramente – che un bel giorno la Corte dei Conti…

Alla fine li hanno dovuti approvare. Come? Le opposizioni – i deputati di centrodestra e i grillini – non hanno partecipato alla votazione. Mentre i deputati di centrosinistra rimasti in Aula (ricordiamo che nella passata legislatura c’era un Governo regionale di centrosinistra) hanno richiesto, tra di loro, il ricorso al voto segreto. Una farsa che, nella loro testa, li dovrebbe proteggere, un giorno, da un’eventuale azione della Corte dei Conti!

Dimenticando il dato logico prima che politico: e cioè la volontà dei parlamentari rimasti in Aula di approvare 132 milioni di debiti fuori Bilancio sia perché hanno garantito la regolarità della votazione, sia perché, alla fine, la legge è stata approvata.

E oggi? Da quello che si è capito, rispetto a due anni fa le ‘garanzie’ per i parlamentari – questa volta del centrodestra, visto che l’attuale Governo Musumeci è di centrodestra – le ‘garanzie’ non sarebbero quelle di due anni fa. Non a caso la commissione Bilancio e Finanze dello stesso Parlamento siciliano, che due anni fa era stata di ‘bocca buona’ approvando tutto e il contrario di tutto, ha effettuato una prima ‘scrematura’, eliminando i debiti fuori Bilancio non sostenuti da sentenze.

Ci si chiede, ad esempio: il Bilancio 2018 l’ha messo a punto l’attuale Governo regionale. Questi debiti fuori Bilancio spuntati ora erano così ‘imprevedibili’? O c’è dell’altro?

Ma la storia non funziona nemmeno su questo fronte, perché le uniche sentenze che possono garantire i parlamentari da eventuali ritorni ‘negativi’ sono quelle passate in giudicato. Ma tra i debiti fuori Bilancio in discussione in questi giorni all’Ars ci sono anche sentenze esecutive di primo grado. Ciò significa che potrebbero essere ribaltate in secondo e in terzo grado.

La situazione è complicata. In questo caso sarebbe meglio non approvarli con legge e passarli nell’esercizio 2019: in questo caso, però, la ‘patata bollente’ passerebbe dagli attuali parlamentari regionali ai burocrati: toccherebbe a loro pagarli non in forza di una legge, ma di sentenze e di eventuali decreti ingiuntivi su sentenze esecutive di primo grado.

Detto questo, siamo proprio curiosi di sapere come andrà a finire questa storia. Anche perché, a Sala d’Ercole, la vicenda dei debiti fuori Bilancio si interseca con il disegno di legge sulle variazioni di Bilancio (e qui non si capisce che cosa sta succedendo: si sa soltanto che il Governo di Nello Musumeci ha provato a far passare una forzatura che non è riuscita) e, soprattutto, con la manovra economica e finanziaria 2019 (oggi chiamata legge regionale di stabilità, in questo caso del 2019).

Il Governo, per bocca dei suoi autorevoli rappresentanti, va ripetendo che Bilancio e Finanziaria verranno approvati entro il 31 dicembre. Ma ancora, a parte le anticipazioni di alcuni giornali – che significano poco o nulla, perché su tale materia parlano i documenti (cioè il disegno di legge su Bilancio e Finanziaria) consegnati alle commissioni legislative di merito e alla commissione Bilancio e Finanze. Ma prima, se non abbiamo capito male, l’Aula dovrebbe approvare i debiti fuori Bilancio…

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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