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Sanità: ‘scippo’ di 115 milioni di euro per pagare i Comuni e spartizione dei manager tra Musumeci, Lombardo e PD

Sanità: ‘scippo’ di 115 milioni di euro per pagare i Comuni e spartizione dei manager tra Musumeci, Lombardo e PD
novembre 22
06:36 2018

Ormai l’attuale Governo regionale di Nello Musumeci e i partiti che lo sostengono (centrodestra più il PD) non hanno più freni inibitori: hanno scippato 115 milioni di euro agli ospedali pubblici dell’Isola per pagare le rate dei mutui dei Comuni e si sono spartiti in modo ‘selvaggio’ i direttori generali di ASP e Aziende ospedaliere    

Che informazione circola, oggi, sulla sanità siciliana? Ce lo chiediamo perché una notizia, a nostro avviso molto importante, viene ignorata. Ci riferiamo al taglio di oltre 100 milioni di euro. Soldi che l’attuale Governo regionale ha tolto agli ospedali pubblici della nostra Isola. Notizia quasi sopraffatta dalla nomina dei direttori generali delle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) e delle Aziende ospedaliere.

Non che le nomine dei cosiddetti manager della sanità non siano importanti: lo sono e, non a caso, li leggerete anche in questo articolo. Quello che, però, vogliamo sottolineare è che un’altra notizia non meno importante – tranne qualche rara eccezione – viene invece ignorata.

In queste ore gli uffici della Regione stanno completando il trasferimento di 115 milioni di euro circa ai Comuni siciliani. Si tratta dei fondi con i quali i Comuni – così almeno si spera – dovrebbero pagare le spese in conto capitale, cioè le spese per gli investimenti effettuati (leggere le rate dei mutui contratti).

E’ interessante notare che, da qualche anno a questa parte, per trovare questi soldi la Regione siciliana si inventa qualche cosa. L’anno scorso, se non ricordiamo male, i 115 milioni di euro sono stati trovati ‘saccheggiando’ il Fondo pensioni dei dipendenti regionali. Quest’anno, non sapendo dove trovare questi soldi, l’attuale Governo regionale di Nello Musumeci, nel silenzio generale, si è inventato di sana pianta la presenza di “risparmi nella sanità”.

Che cosa ci sia da risparmiare in una sanità pubblica, quella siciliana, dove mancano i posti letto negli ospedali pubblici non si capisce.

Si sa che i Pronto Soccorso della nostra disastrata Isola sono nel caos sia perché mancano medici e infermieri, sia perché – in assenza di posti letto negli ospedali – gli stessi medici di Pronto Soccorso non sanno più dove ricoverare i pazienti.

Si sa anche che i Pronto Soccorso sono nel caos perché manca la cosiddetta ‘Medicina del territorio’, ovvero i presidi sanitari diffusi nel territorio – Punti territoriali di emergenza (Pte) e Punti territoriali di assistenza (Pta) – che dovrebbero ‘filtrare’ i pazienti e ridurre la pressione nei Pronto Soccorso.

Manca tutto questo, la sanità pubblica siciliana è nel caos, i cittadini pagano un sacco di tasse per avere in cambio servizi sanitari scadenti e cosa ha fatto quest’anno il Governo regionale di Nello Musumeci  nel quasi silenzio generale? Ha reperito 115 milioni di “risparmi” nella sanità pubblica siciliana e, con questi soldi, sta pagando ai Comuni siciliani le rate dei mutui.

Le domande da porre al Governo regionale di Nello Musumeci sono due.

Prima domanda: qual è la genesi di questi “risparmi”? In altre parole, questi 115 milioni di euro a quali settori della sanità siciliana sono stati tolti?

Seconda domanda: visto che sono stati trovati questi “risparmi” non sarebbe stato il caso di impiegare queste risorse nella stessa sanità pubblica siciliana, oggi in grandissima sofferenza? Ci chiediamo e chiediamo: il presidente della Regione, Musumeci, e l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, hanno mai fatto un giro per i Pronto Soccorso di Palermo? Lo sanno quante ore aspettano i cittadini che stanno male prima di essere visitati?

Lo sanno quante persone rimangono giornate intere nei Pronto Soccorsi della Sicilia prima di essere ricoverati per mancanza di posti letto negli ospedali?

Ma come: ci sono questi problemi e il Governo dirotta sui Comuni 115 milioni di “risparmi” della sanità pubblica siciliana?

Non sarebbe più corretto affermare che il Governo regionale ha tagliato 115 milioni di euro agli ospedali pubblici per pagare le rate dei mutui dei Comuni invece di ricorrere a sotterfugi linguistici vergognosi?

Dopo di che, però, scopriamo che a Catania – città del presidente Musumeci e dell’assessore alla Salute Razza – le risorse finanziarie per gli ospedali sono stati trovati.

Le cronache ci raccontano di interventi in favore dell’ospedale ‘Cannizzaro’; dell’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso nel Policlinico universitario di Catania; e di interventi risolutivi per completare l’ospedale di San Marco nel quartiere di Librino, sempre a Catania.

Tutto giusto, per carità: giustissimo intervenire negli ospedali catanesi. Ma ci sembra anche giusto che l’attenzione che l’attuale Governo regionale sta riservando alla sanità catanese venga riservata anche alle altre otto province della nostra Isola. Ma così non è, perché noi non registriamo interventi negli altri ospedali siciliani, a parte quelli in emergenza.

Questo modo di gestire la sanità pubblica non ci convince. Ed è molto singolare che i sindacati che si occupano di sanità rimangano in silenzio davanti a un Governo che utilizza due pesi e due misure.

Ma forse il silenzio dei sindacati fa parte del gioco. Anche perché, in questo momento, con l’arrivo dei nuovi direttori generali, i sindacalisti debbono capire come ‘posizionarsi’…

Sulle nuove nomine va detto a chiare lettere che il Governo Musumeci non ha introdotto alcuna novità. Tutto, infatti, va in continuità con i Governi passati di Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta.

All’Azienda Provinciale Sanitaria (ASP) di Palermo, ad esempio, arriva Daniela Faraoni, che prende il posto di Antonio Candela. La Faraoni è stata nominata grazie a Gianfranco Miccichè, presidente del Parlamento siciliano e coordinatore di Forza Italia nell’Isola.

All’ASP di Catania è stato nominato Maurizio Letterio Lanza, ex direttore generale del Comune di Catania negli anni in cui era sindaco Raffaele Stancanelli, oggi vicinissimo al presidente Musumeci. In pratica, lottizzazione a 24 carati.

All’ASP di Agrigento è stato nominato Giorgio Santonocito, già manager della sanità con il Governo Crocetta: di fatto, un accordo del Governo Musumeci con il PD, partito che dovrebbe essere all’opposizione.

All’ASP di Caltanissetta arriva Alessandro Caltagirone: e qui non si capisce chi sarebbero i suoi sponsor, o meglio quali settori del centrodestra lo hanno indicato.

All’ASP di Enna è stato nominato Francesco Iudica, cognato dell’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Dicono che la sua nomina sia stata voluta da Musumeci e non da Lombardo. C’è da crederci? Boh…

All’ASP di Siracusa arriva Salvatore Ficarra, altro manager dei tempi del PD al Governo. E sono due.

All’ASP di Ragusa ulteriore nomina per Angelo Aliquò. Perché ulteriore? Perché Aliquò è stato già ‘valorizzato’ dal Governo Lombardo e poi dal Governo Crocetta. E ora dal Governo Musumeci. E con questo i manager della sanità nominati dall’attuale Governo regionale legati ai Governi passati sono tre.

All’ASP di Trapani nomina per Fabio Damiani, lottizzazione imposta dall’attuale assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, naturalmente trapanese.

Ci sono anche le Aziende ospedaliere.

All’Azienda Villa Sofia-Cervello di Palermo nomina per Walter Messina, siciliano di Palermo, alle spalle esperienze in altre Regioni italiane.

All’Azienda Cannizzaro di Catania nomina per Salvatore Giuffrida, già manager dell’ASP di Messina ai tempi del Governo Lombardo. E così sono quattro i manager della sanità nominati da Musumeci nel ‘rispetto’ dei Governi del passato.

All’Azienda ospedaliere Garibaldi di Catania arriva Fabrizio De Nicola, altro nome già noto ai tempi del Governo Lombardo e del Governo Crocetta: e siamo a cinque.

All’Azienda ospedaliera di Papardo di Messina nomina per Mario Paino sponsorizzato da Forza Italia (il quotidiano La Repubblica dà Paino vicino all’ex parlamentare nazionale del PD, Francantonio Genovese, oggi esponente dei berlusconiani di Messina: anche se non più parlamentare, Francantonio Genovese rimane un potente).

All’Azienda ospedaliera ‘Civico’ di Palermo nomina per Roberto Colletti, già dirigente del 118. Nomina voluta dal presidente della commissione Bilancio e Finanze dell’Ars, Riccardo Savona (Forza Italia) e dagli ex democristiani del Cantiere Popolare.

All’IRCCS (Centro neurolesi ‘Bonino-Pulejo’) di Messina va Vincenzo Barone, altra nomina voluta dal centrodestra della Città dello Stretto, provincia del già citato Genovese.

Concludendo, si scippano fondi alla sanità per pagare altro e si lottizzano le nomine insieme con l’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo e con il PD che dovrebbe fare opposizione…

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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