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Droni ed intelligence: un connubio imprescindibile

Droni ed intelligence: un connubio imprescindibile
Novembre 09
08:09 2018

Come è oramai acquisito la CIA si è stabilita nella striscia Sahel-Sahariana dove ha realizzato una base segreta di droni nei pressi di Dirkou, nel nord-est del Niger. Questa località, senza sbocco sul mare, è la città più vicina ad Agadez situata a 570 km e costituisce una sorta di poligono naturale. 

Infatti è sufficientemente lontano dalle altre forze armate straniere e cioè dalla Francia, dalla Germania e dall’Italia, presenti sul suolo nigeriano. Non desta alcuna sorpresa allora il rifiuto categorico e sistematico del governo degli Stati Uniti di contribuire alla forza congiunta del G5 Sahel (Ciad, Mauritania, Burkina Faso, Niger, Mali) come previsto dal capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. La realizzazione di questa base inoltre consente alla Cia di poter estendere le proprie capacità di sorveglianza e di proiezione offensive dalla Libia, a sud dell’Algeria, attraverso il Ciala, al centro del Mali, al nord del Burkina Faso e alla Nigeria. Non è inoltre da escludere che la base di Dirkou possa essere usata come una prigione segreta per i terroristi libici.

D’altronde la libertà di movimento in Africa da parte americana è stata legittimata nel novembre 2017 dal presidente nigeriano Mahamadou Issoufou che ha autorizzato gli UAV dell’aeronautica statunitense- con sede a Niamey- a colpire obiettivi in territorio nigeriano senza preventiva approvazione parlamentare indipendentemente dagli assassini avvenuti a Tongo dove sono stati uccisi nove soldati di cui cinque nigeriani e quattro americani.

Infatti, AFRICOM ha pianificato la costruzione della base Uav Agadez, la seconda più grande dell’Aeronautica USA in Africa dopo Gibuti, già a partire dal 2016, sotto il mandato di Barack Obama. Una ulteriore prova questa che la realpolitik del Pentagono in Africa-e non solo- si attua non solo indipendentemente dagli schieramenti politici ma da qualsiasi mandato internazionale dell’Onu conducendo una guerra segreta attraverso covert actions.

In ultima analisi, con la scusa della lotta contro il terrorismo, gli Usa stanno ledendo gradualmente gli interessi europei e stanno ponendo in essere un modus operandi analogo a quello utilizzato durante la guerra fredda.

Sull'Autore

Giuseppe Gagliano

Giuseppe Gagliano

Presidente del Centro di Studi Strategici Carlo de Cristoforis

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