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Scontro UE-Italia/ Chi rappresenta oggi l’attuale Commissione Europea? Solo il passato

Scontro UE-Italia/ Chi rappresenta oggi l’attuale Commissione Europea? Solo il passato
ottobre 26
07:34 2018

Ma il passato serve per affrontare meglio il presente e il futuro. E non sempre può essere riproposto tale e quale. Questo è il punto di forza dell’attuale Governo italiano, che sa che a maggio, quando si celebreranno le elezioni europee, un ciclone travolgerà i vecchi equilibri fondati sull’asse PPE-PSE

Una cosa appare chiara: sul piano sostanziale, pur con qualche deroga, il Governo Conti-Di Maio-Salvini sta provando a mantenere gli impegni che ha assunto con gli elettori. Anche se su posizioni politiche diverse (ricordiamo che grillini e leghisti non pensavano, prima delle elezioni del 4 marzo scorso, di andare a governare insieme), Movimento 5 Stelle e Lega hanno impostato la campagna elettorale contestando alcuni provvedimenti-chiave varati dal Governo Renzi, in testa la legge Fornero. Salvini ha puntato poi sulla questione migranti, mentre Di Maio sul reddito di cittadinanza: e in entrambi i casi si stanno battendo per attuarli.

I denigratori – interessati come quasi tutti i denigratori – pensavano di fregarli con lo stop dell’Unione Europea alla manovra presentata dal Governo. Erano pronti a dire:

“Avete visto? Non stanno mantenendo gli impegni assunti con gli elettori”.

Invece si sono dovuti ricredere. Perché il Governo giallo-verde sta mantenendo la barra del timone dritta: ha detto che sarebbe arrivato al 2,4 % e lì è rimasto, nonostante tuoni e fulmini della Commissione Europea.

D’altra parte, la Commissione Europea, non prima di aver sollevato polveroni (con l’intento di turbare i mercati? Il dubbio c’è), ha ‘bocciato’ la manovra italiana. Anche se quasi nessuno ne parla, la mossa di Bruxelles ha messo in luce un trattato che, cinque anni fa è passato quasi sotto silenzio: il ‘Two-Pack’: trattato europeo in base al quale i Paesi europei, dopo aver ceduto la sovranità monetaria con l’avvento dell’euro, cedono anche la potestà sulla politica economica.

E’ in base al Two-Pack, infatti, che la Commissione Europea controlla i Bilanci degli Stati-membri. Anche se il potere di veto è politico più che sostanziale: i Governi degli Stati, infatti, possono ignorare gli ‘avvertimenti’ della Commissione Europea: e infatti, in queste ore, il Ministro Paolo Savona ha fatto sapere che la manovra messa a punto dal Governo italiano rimane tale e quale: e tale e quale verrà inviata, per la seconda volta, a Bruxelles.

Che succederà, allora? Nulla, nonostante la ‘drammatizzazione’ di certi giornali e di certe tv: al massimo la Commissione potrà aprire una procedura d’infrazione che, tra qualche anno, potrebbe sostanziarsi in una multa. Insomma, a differenza della sovranità monetaria dell’Unione Europea, che è assoluta sui Paesi che hanno adottato l’euro (che non sono tutti i Paesi della UE), la sovranità politica non è assoluta.

Il problema che si pone è politico ed economico-finanziario. E’ politico, perché la Commissione Europea sta giocando una partita politica, provando a mettere in cattiva luce l’attuale Governo italiano. Ma è anche economico e finanziario. Con risvolti anche giudiziari. Non a caso due commissari europei – Pierre Moscovici e Guenther Oettinger sono stati denunciati con l’accusa di aver alterato lo spread italiano.

Questa denuncia, al di là degli esiti che sortirà, è invece molto importante: dimostra, infatti, che la Commissione Europea non può entrare a gamba tesa nella vita di un Paese, che si può rivolgere alla Giustizia. Cosa che è già avvenuta con le finte ‘Agenzie di rating’: finte perché non sono ‘Agenzie’, ma società private che invadono la vita degli Stati sovrani. E infatti, per qualcuna di queste  per azioni e non pompose ‘Agenzie’ – ci sono state anche condanne.

Che vogliamo dire? Che quando partono le denunce non si  sa come va a finire: perché i giudici decidono in libertà. E se ci sono le condizioni, la stangata arriva!

Dicevamo, anche, del problema politico. E qui arriva la parte più interessante della polemica che vede contrapposti, in queste ore, l’attuale Governo italiano e la Commissione UE. Ebbene, agli osservatori attenti non sfugge una considerazione che si condensa in una domanda: chi rappresenta, oggi, l’attuale Commissione Europea?

Vero è che la Commissione Europea non è un organismo democratico, liberamente eletto. Ma è altrettanto vero che, cinque anni fa, per la prima volta, la Commissione Europea ha incassato il sì della maggioranza del Parlamento europeo composta da Popolari e Socialisti.

Che significa? Che, con tale atto, la UE ha ormai passato il Rubicone: indietro non si può tornare. Ciò significa due cose. Prima cosa: l’attuale Commissione Europea fa ormai parte del passato: è espressione di un PSE (Partito Socialista Europeo) in calo in tutta Europa. Analogo lo scenario per il PPE, il Partito Popolare Europeo, in calo.

Mentre in quasi tutti i Paesi dell’Unione sono in crescita i cosiddetti ‘Populisti’. C’è stato un tentativo, un po’ goffo, di fare di tutta l’erba un fascio, con l’equazione di primo grado: ‘Populisti’ uguale destre. Ma il tentativo è fallito. Perché i ‘Populisti’, nell’Unione, hanno tanti volti: destra, sinistra e altro ancora.

Tradotto in parole ancora più semplici, il prossimo Parlamento europeo, che dovrebbe essere eletto nel maggio del prossimo anno – a meno che le elezioni non vengano sospese: e dall’attuale ‘Nomenklatura europeista’ c’è da aspettarsi di tutto – sarà ben diverso dall’attuale. E, inevitabilmente, sarà diversa anche la Commissione Europea.

E’ questa la vera forza dell’attuale Governo italiano: la certezza che l’attuale Unione Europea, con le elezioni del prossimo maggio, verrà travolta da un ciclone. E i passaggi intermedi, in attesa di questo ciclone, potrebbero essere tanti.

E qui entra in scena il contesto internazionale. Trump ha detto di non amare l’attuale Unione Europea. Mentre Putin si è già detto disponibile ad acquistare parte del debito pubblico italiano.

Quella che fino ad oggi è stata la ‘dittatura’ UE-BCE a trazione PPE-PSE non sembra in grado di reggere l’incedere degli eventi. Anzi.

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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