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In Baviera hanno perso i popolari della CSU e i socialdemocratici. Trema la UE delle multinazionali

In Baviera hanno perso i popolari della CSU e i socialdemocratici. Trema la UE delle multinazionali
Ottobre 15
17:48 2018

La disinformazione europea sta cercando di utilizzare la vittoria dei Verdi (10 punti in più) per coprire la sconfitta di CSU (alleati dei Popolari della  Merkel) e socialdemocratici, che insieme perdono più del 20% dei voti. Il voto tedesco si proietta sulle elezioni europee del maggio del prossimo anno, con i ‘Populisti’ che sembrano lanciati verso la vittoria. Non è che troveranno una scusa per non far celebrare le elezioni?

Com’era prevedibile, alle elezioni in Baviera – il Land tedesco tra i più ricchi della Germania – i partiti politici legati al PPE e al PSE sono alla frutta. La CSU, dopo un dominio incontrastato durato quasi 60 anni, crolla al 37%. Un po’ quello che è avvenuto nelle scorse settimane in Svezia, dove i socialdemocratici, da sempre maggioranza assoluta di questo Paese, non lo sono più e vivono più sull’eredità del passato che sugli allori del presente.

La CSU – alleata del Governo di Angela Merkel – perde oltre 10 punti. E altri 10 punti hanno perso i socialdemocratici di questo Land della Germania. E qual’è, invece la ‘notizia’ valorizzata dagli ‘europeisti’? La vittoria dei Verdi!

Per la cronaca, la ‘vittoria’ dei Verdi della Baviera, stranamente annunciata da tutti i media europei con almeno un mese di anticipo, è il probabile frutto di un accordo a tavolino fatto da PPE-CSU, socialdemocratici e gli stessi Verdi: scaricare un bel po’ di voti sui Verdi – partito europeista – per mascherare la sconfitta di PPE-CSU e socialdemocratici.

Si potrebbe obiettare che, oltre alla vittoria dei Verdi, c’è anche la vittoria delle destre. Ma il punto non è questo. Il vero punto dolente delle elezioni in Baviera, o meglio, dei risultati di tali elezioni, è la lettura interessata che i grandi media dell’Unione Europea dell’euro danno di queste elezioni.

Invece di parlare della secca sconfitta di CSU e socialdemocratici che, insieme, perdono oltre il 20% dei consensi, si parla del 10% dei voti in più preso dai Verdi, partito europeista.

La verità, come raccontano i ‘numeri’, è un’altra: ha perso il Governo ‘europeista’ della  Merkel e hanno vinto le forze politiche contrarie all’attuale Unione Europea dell’euro al soldo delle multinazionali. Invece la ‘Grande informazione’ dell’Europa dell’euro e la ‘Grande informazione’ italiana continuano a fornire informazioni interessate che, alla fine, capovolgono la verità.

“Ma la verità – ci ricorda Antonio Gramsci – è sempre rivoluzionaria”. E in politica, al momento del voto, prende sempre il sopravvento sui bari e sui menzogneri. A meno che non vengano sovvertite le regole della democrazia. Perché la legge sulla verità elaborata da Gramsci, ovviamente, vale solo dove la stessa verità può essere apprezzata, non certo calpestata, come avviene nei regimi dispotici.

Cosa vogliamo dire? Che dopo quello che è avvenuto in Svezia e in tutti gli altri Paesi europei dove i cittadini europei sono stati chiamati al voto, il messaggio che è arrivato è sempre stato uno: basta con l’attuale Europa dell’euro gestita con le regole del liberismo e al soldo delle multinazionali. Basta con l’euro gestito dalla BCE, una banca privata che risponde agli interessi dei banchieri – privati – non certo dei 500 milioni di europei. Basta con il CETA, basta con le politiche restrittive che comprimono consumi e occupazione per dilatare a dismisura la distanza tra chi ha molto e chi ha poco o nulla.

La vera vergogna dell’attuale Europa ‘unita’ (o quasi) del nostro tempo non è rappresentata dal PPE, formazione politica che non ha mai rappresentato il cattolicesimo sociale di don Luigi Sturzo. I Popolari europei sono un partito raccogliticcio, amorfo, senza idee forti alle spalle: una sommatoria informe del peggio del conservatorismo europeo al servizio del grande capitale. La dizione “Popolare”, alla fine, indica solo la grande capacità che il PPE ha avuto di distruggere i ceti popolari. I 120 milioni di poveri dell’attuale Unione Europea sono il frutto delle scelte adottate da questo partito e subite dai Socialisti europei del PSE.

E sono proprio i socialisti europei del PSE i veri traditori non soltanto dell’Unione Europea dei popoli, sotterrata a partire dalla fine degli anni ’90 del secolo passato, da banchieri e finanzieri, ma di certi popolari europei. Se nella politica europea degli ultimi vent’anni c’è una forza politica che ha tradito i propri ideali, vendendo la propria anima al ‘diavolo’ del più sordido capitalismo onnivoro, ebbene, questo è proprio il PSE.

Non è certo un caso se a tenere – a tenere, non più a vincere – in Europa sono solo i socialdemocratici svedesi, mentre nel resto d’Europa i socialisti perdono consensi ovunque. Basti guardare alla stessa Germania e alla Francia, dove questa formazione politica è ai minimi storici. Mentre in Italia i socialisti non esistono più, se è vero che il PD non ha nulla a che vedere con la tradizione socialista italiana, visto che ha messo insieme il peggio della tradizione comunista e il peggio della tradizione democristiana.

La vera domanda, oggi, è: che succederà alle elezioni europee del maggio del prossimo anno? Chi ancora oggi controlla l’Unione Europea agita lo spauracchio del ‘Populismo’. Ma in Europa non funziona più, perché gli elettori, più che votare in favore dei ‘Populisti’, votano contro il PPE e il PSE. E ormai questo sembra un fenomeno inarrestabile.

In Italia gli editori dei più noti giornali cartacei (noti, ma non grandi, perché negli ultimi anni hanno dimezzato le vendite, con riferimento al Corriere della Sera e a La Repubblica, ma ce ne sono anche altri che contano sempre di meno), i vari Carlo De Benedetti e Urbano Cairo cercano in tutti i modi di mettere in cattiva luce Movimento 5 Stelle e Lega. Ma più scrivono contro grillini e leghisti, più gli italiani acquistano meno giornali e votano con sempre maggiore convinzione contro non in favore dei grillini e dei leghisti, il PD e contro i giornali e le Tv che vanno ancora dietro ai fallimenti del partito di Renzi.

Un po’ più variegato il panorama del ‘presunto’ servizio pubblico televisivo assicurato dalla TV di Stato. Fino ad oggi è ancora tutto nella mani del PD. Da qualche settimana – grazie all’accordo tra Matteo Salvini e Berlusconi – grillini e leghisti stanno iniziando a ragionare sui TG: si tratterà di sostituire i direttori e di cambiare una linea politica che, nonostante la sconfitta del centrosinistra alle elezioni dello scorso 4 marzo, è rimasta fino ad oggi filo-PD.

In questo scenario non è facile immaginare quello che succederà alle prossime elezioni europee. Fino a qualche mese fa banchieri, finanzieri, massoni e i due partiti di riferimento di questi potentati – i già citati PPE e PSE – pensavano comunque di relegare i ‘Populisti’ al 40%. Già questo sarebbe un problema, ma bene o male il timone del comando del Parlamento Europeo rimarrebbe sotto il controllo della vecchia politica europea.

Oggi, però, banchieri, finanzieri, massoni e vertici di PPE e PSE cominciano ad avere paura. Perché il fiume del ‘Populismo’, in tutte le sue sfaccettature, comprese quelle di estrema destra, rischia di sbaragliare la vecchia politica europea.

In caso di vittoria dei ‘Populisti’ alle ormai imminenti elezioni europee l’attuale Commissione – che è l’esecutivo dell’Unione Europea – potrebbe resistere un anno, forse due anni. Resistere, ma non governare. Perché con un Parlamento europeo messo di traverso salterebbero tutti gli equilibri.

E allora? E allora prepariamoci a tutto. Anche alla possibilità di qualche atto clamoroso. Rinvio delle elezioni europee del prossimo maggio? Di fronte a una sconfitta certa della vecchia politica europea tutto potrebbe diventare possibile. PPE e PSE, avendo distrutto l’Unione Europea dei popoli, sono capaci di tutto.

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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