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I fatti hanno come i numeri la testa dura

I fatti hanno come i numeri la testa dura
Settembre 29
06:27 2018

 

Del deficit al 2,4% PIL che equivale a 38,7 mld di ulteriore debito circa 12,4 sono assorbiti dalle clausole di salvaguardia sull’aumento automatico dell’iva e delle accise.

Quindi: deficit a 2,4 in luogo di 1,6% equivale a 12,9 mld in più che corrispondono quasi ai 12,4 mld di clausola iva accise di Berlusconi/Monti/ Renzi/Gentiloni.

I fatti!! Berlusconi nel 2011 (DL 98 e 138) dispone una copertura a futura memoria, assistita da una clausola di salvaguardia: se il governo (il governo che verrà) non troverà, entro il 30 settembre 2012, 20 mld attraverso tagli i soldi, già iscritti in bilancio come entrata, si dovranno trovare con un taglio lineare di tutte le agevolazioni fiscali, oppure con un aumento delle aliquote delle imposte indirette, incluse le accise.
Governo Monti subentra a Berlusconi disinnesca la clausola per 1,4 mld ma non la previsione di aumento iva a partire dal luglio 2013.

Arriva Letta e con legge di stabilità 2014 lascia in eredità a Renzi una clausola di salvaguardia in cui si dispone se qualora i tagli (spending review) non raggiungono gli obiettivi previsti per 3 mld nel 2015, 7 mld nel 2016, e 10 mld nel 2017 si agisca sulle detrazioni e agevolazioni fiscali ( tax expenditures ) .

Il Governo Renzi con legge di stabilità 2015, sterilizza la clausola di salvaguardia 2015 e la riduce di 3 mld per gli anni successivi ma nel contempo introduce una clausola di salvaguardia aggiuntiva a copertura delle misure intraprese e che consiste in un aumento automatico dell’iva e delle accise che può essere evitato con interventi di revisione della spesa per 12,8 mld nel 2016, 19,2 mld nel 2017 e 22 mld dal 2018.

Nel 2016 la flessibilità ottenuta dalla UE (e che non avrebbe potuto ottenere se i governi Monti e Letta non avessero reso possibile la chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo, avviata contro il governo Berlusconi nel 2009) sterilizza le clausole per il 2016 e riduce quelle degli anni a venire.

Restano i previsti aumenti automatici delle imposte indirette per 15,1 miliardi nel 2017 e 19,6 miliardi dal 2018. Dopo legge stabilità Gentiloni gli aumenti dell’IVA, portano l’aliquota al 25 e le accise, quantificabili in entrate in più di 12,5 miliardi per il 2019 e 19,1 miliardi per il 2020. Lo 0,8% PIL di deficit in più corrisponde alla copertura del mancato aumento dell’iva .

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Erasmo Venosi

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