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Perché Berlusconi ha ‘bocciato’ Foa alla RAI? Gliel’ha chiesto (o imposto?) l’Europa…

Perché Berlusconi ha ‘bocciato’ Foa alla RAI? Gliel’ha chiesto (o imposto?) l’Europa…
agosto 02
14:53 2018

Il “No” di Forza Italia a Marcello Foa presidente della RAI è un controsenso politico, perché ‘schiaccia’ gli azzurri sul PD di Renzi, partito ormai che ha perso credibilità e perdente. Ma è anche un controsenso rispetto a Putin, amico e alleato storico di Berlusconi, se è vero che lo stesso Foa non sembra lontano dal leader russo. Però, così facendo, l’ex Cavaliere ha salvato le proprie aziende

Una cosa, a Silvio Berlusconi, bisogna riconoscergliela: è bravissimo a tutelare le proprie aziende. Per un imprenditore è la prassi. Ma per chi fa il leader politico – di un partito, Forza Italia, ancora oggi al 14% o giù di lì – ci vuole una grandissima abilità: infatti, siete in grado di trovare, nella storia della Repubblica italiana, un altro uomo politico che usa i propri elettori per tutelare le proprie aziende? Se provate a cercarlo, un altro come Berlusconi non lo troverete nel resto d’Europa e, forse, non lo troverete nel resto del mondo.
Prendiamo il caso della nomina di Marcello Foa a presidente della RAI. Tutti sanno che Foa è critico con l’Unione Europea dell’euro. E non ha mai nascosto la sue simpatie per Putin. Se riflettiamo, anche Berlusconi è legato al leader russo. A rigor di logica, l’ex Cavaliere avrebbe dovuto sostenere la candidatura di Foa. Invece non l’ha fatto. Perché?
Sui giornali italiani si leggono tante giustificazioni: alcuni, addirittura, forse per cercare di giustificarlo agli occhi della Lega di Salvini, scrivono che Berlusconi avrebbe voluto sostenere Foa, facendolo votare dai suoi nella Commissione parlamentare sulla vigilanza RAI. Ma i suoi – aggiungono – si sarebbero ‘ribellati’ e avrebbero disobbedito.
Riuscite a immaginare i beneficiati di Berlusconi, che campano grazie a lui, che si ‘ribellano’ e votano contro le indicazioni del loro ‘capo’?
Cerchiamo di essere seri. Ci sono fatti oggettivi: ed è da lì che si deve partire. L’Europa dell’euro si è opposta alla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’Economia. Anche il Quirinale, se ci riflettiamo, non era convinto della nomina di Savona alla guida del più importante Ministero del Governo italiano. Motivo: era troppo poco ‘europeista’.
Ora vi poniamo una domanda: secondo voi la presidenza della RAI conta meno del Ministero dell’Economia? Riuscite a immaginare, per un attimo, cosa succederebbe se la RAI cominciasse a spiegare quello che il professore Paolo Maddalena, eminente costituzionalista, spiega sulla rete da anni a proposito dei limiti – chiamiamoli così – dell’Unione Europea dell’euro e dei danni che la stessa UE sta provocando all’Italia?
Riuscite a immaginare che cosa succederebbe se gli italiani sapessero che l’Italia ha già pagato circa 3 mila miliardi di euro di debito pubblico e, nonostante ciò, si ritrova con un debito pubblico superiore al 2 mila e 300 miliardi di euro? Un debito pubblico composto da oltre il 90% da interessi su interessi su interessi che aumenta ogni anno nonostante i tagli alla sanità, i tagli alle Regioni (la sola Regione siciliana, per pagare il debito pubblico italiano nelle mani della UE dell’euro paga ogni anno, dal proprio Bilancio, un miliardo e 300 milioni di euro!), i tagli ai Comuni e nonostante una pressione fiscale tra le più alte del mondo?
La RAI, nelle mani di persone libere, in questo momento storico, diventa uno strumento formidabile, che non è certo meno importante del Ministero dell’Economia. E l’Unione Europea dell’euro non si può permettere – per citare un esempio – che la televisione italiana racconti cosa hanno fatto i tedeschi alla Grecia, un Paese distrutto dalla speculazione ‘selvaggia’ sui tassi di interesse, con i più importanti asset acquistati per i classici quattro soldi dagli ‘europeisti’, tedeschi in testa.
Ve l’immaginate che cosa succederebbe se una TV della ‘Grande Unione Europea’ cominciasse a raccontare che cosa succede in Francia, dove Macron, messo a capo del Governo dalle banche e dalla finanza, governa, di fatto, contro il ceto medio e basso francese?
Ve l’immaginate che cosa succederebbe se i professori dei Licei italiani venissero a scoprire che in Germania un professore di Liceo, a fine carriera, guadagna 4 mila e 500 euro al mese, mentre il suo omologo in Italia non arriva a 2 mila euro?
Uno dei grandi inconvenienti della moneta unica europea è proprio quello di non far sapere ai Paesi dell’Unione vessati e stressati economicamente e finanziariamente (e tra questi c’è l’Italia) che cosa succede nei Paesi europei dove, invece, se la passano bene.
Non serve la disinformazione: su certi argomenti non bisogna informare e basta. Punto.
Fino a quando c’erano monete diverse, nessun problema. Ma con la stessa moneta è un problema! Abbiamo già citato l’esempio dei Licei. Ma potremmo anche citare l’esempio dei supermercati.
Qualche anno fa due signori – registrando ogni passaggio in un video – hanno acquistato un paniere di prodotti agro-alimentari italiani in due supermercati del Nord Italia e, poi, hanno acquistato gli stessi prodotti in due supermercati tedeschi. E’ venuto fuori un risultato paradossale: gli stessi prodotti agro-alimentari in Germania costano da 15 al 25% in meno. Il tutto con i consumatori medi tedeschi che hanno un reddito superiore a quello dei consumatori medi italiani!
Avete idea di quello che succederebbe se la RAI cominciasse ad affrontare tali argomenti in tutti i settori dell’economia? Possono, a Bruxelles, tollerare che i ‘sovranisti-populisti’ si prendano in mano la TV italiana per raccontare e illustrare ai cittadini italiani, sempre più poveri, come l’Unione Europea li ha ridotti?
Insomma, come per il Ministero dell’Economia, la UE dell’euro vuole ‘garanzie’: e non vuole, in primo luogo, un giornalista – è il caso di Marcello Foa – che certe cose le pensa e che i dubbi, sull’Unione Europea controllata dalle multinazionali, li ha già espressi.
Così i ‘mercati’ (la parola magica con la quale viene definita la ‘volontà’ generale delle multinazionali che controllano l’Unione Europea) avranno chiamato Berlusconi e gli avranno detto:
“Già ti abbiamo perdonato il No alle riforme costituzionali del ‘nostro’ Matteo Renzi che hai contribuito ad azzoppare. Allora noi ti abbiamo mandato un avvertimento (leggere la mezza Opa lanciata alle aziende di Berlusconi poi rientrata). Ora non puoi più sbagliare.
E così Marcello Foa è stato bloccato. Almeno momentaneamente (pare che il leader della Lega, Matteo Salvini, non si sia arreso).
Berlusconi, come ha sempre fatto dal 1994 ad oggi, ha ancora una volta salvato le sue aziende. Ma c’è un ma. Perché questa volta si è screditato assai. Con Forza Italia finita ‘schiacciata’ sul PD e su i quattro gatti disperati di ‘Liberi e Uguali’.
Qual è il problema? Che gli elettori italiani che, ingenuamente, gli vanno dietro dal 1994, stanno cominciando a capire che questo signore li ha usati per tutelare le proprie aziende: prima ha usato tutto il centrodestra e, da qualche mese, usa solo Forza Italia.
Ma con questa mossa lo screditamento è stato totale, perché, politicamente, Forza Italia non trae alcun vantaggio dal finire, di fatto, alleato con il PD di Renzi, un partito che, più che i voti degli italiani (che infatti lo votano sempre di meno), cerca ormai disperatamente di acciuffare i voti dei migranti, là dove dovesse riuscire a farli votare.
Sotto il profilo politico il no di Berlusconi alla presidenza di Foa alla RAI è un controsenso: è un controsenso perché gli fa perdere credibilità e voti: ed è un controsenso anche nei rapporti politici con la Russia, perché Berlusconi è uno storico alleato di Putin.
Però con questa mossa ha l’ex Cavaliere ‘salvato’ le sue aziende! Vi sembra poco?
Il problema, per lui, è che gli elettori di Forza Italia, sempre più pochi, hanno capito che Berlusconi non li tratta da cittadini italiani: per il ‘capo’ di Forza Italia i suoi elettori non sono altro che ‘azionisti’ delle sue aziende a zero dividendi: nel senso che i dividendi del partito-Azienda Forza Italia se li dividono Berlusconi e i suoi familiari, alla faccia degli ingenui che ancora lo votano!

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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