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Persino Cantone fa il don Abbondio

Persino Cantone fa il don Abbondio
Luglio 22
07:34 2018

 

Il governo grillino-leghista sta distruggendo la credibilità delle istituzioni. Soprattutto quelle governate da persone con il coraggio di don Abbondio. Ieri su Il Corriere della Sera leggevo un’ampia intervista al presidente dell’Anac (anticorruzione) con questo titolo a tutta pagina 9: “Cantone avverte: il governo non utilizzi il nostro parere per l’annullamento della gara”. Si tratta della gara per l’Ilva di Taranto, 20 mila lavoratori impegnati nell’acciaieria e nell’indotto. Il ministro Di Maio (c’è da ridere o da piangere) vorrebbe revocare l’aggiudicazione della fabbrica, avvenuta con una gara, ad una cordata guidata dagli indiani dell’Arcerol-Mittal, svoltasi quando governavano Gentiloni e Calenda. Beppe Grillo vuole, invece, chiudere quella fabbrica e i grillini che lo seguono sul web insistono fregandosene di chi perde il lavoro e della continua deindustrializzazione del Mezzogiorno.

Cosa c’entra Cantone? Lo chiarisce egli stesso nell’intervista. Il professor Conte, al servizio di Di Maio, lo ha convocato per “parlargli della vicenda Ilva e di possibili criticità nella gara, anticipando che ci avrebbe chiesto un parere”. È Cantone che parla. Il quale aggiunge: “Ho prospettato a Conte che, forse, non eravamo competenti ma mi ha evidenziato profili di nostra spettanza”. Ora, bisogna ricordare che l’Anac è un’autorità indipendente. Se Cantone riteneva, come dice, che il caso non fosse di sua competenza, perché ha prodotto un parere che dice e non dice? In tal modo ha dato fiato al Di Maio per utilizzare proprio quel parere e per sostenere che la gara non si era svolta regolarmente. A questa considerazione c’è una risposta semplice: Cantone non ha avuto il coraggio per ribadire a Conte il fatto che non era di sua competenza. Doveva dire di no e basta.

Avevo una considerazione positiva del magistrato Cantone e del ruolo che deve svolgere nell’Anac. Ma in questa occasione ha mostrato di non volere dispiacere il governo. Infatti nella citata intervista chiede: “Il governo non utilizzi il nostro parere per l’annullamento della gara”. Ma allora perché ha dato quel parere sapendo che non era utilizzabile e che il Di Maio, il quale altro non sa fare che solo propaganda dozzinale, lo avrebbe invece usato? Miserie dell’epoca che viviamo.

Sull'Autore

Emanuele Macaluso

Emanuele Macaluso

Politico, sindacalista e giornalista italiano

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