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Paolo Savona torna all’attacco sull’euro, ma…

Paolo Savona torna all’attacco sull’euro, ma…
luglio 11
14:29 2018

… ma questa volta dice una cosa diversa e inaspettata: e cioè che potrebbero essere gli altri Paesi della UE a chiedere all’Italia di uscire dall’euro. Savona introduce l’argomento con una metafora molto nota agli economisti e a chi si occupa di finanza: “Il cigno nero”. Proviamo a illustrare di cosa si tratta e quali possibili scenari stanno dietro

Angelo Forgia

Improvvisamente, a freddo, il Ministro Paolo Savona è tornato a parlare dell’euro. Non dell’uscita dell’Italia dalla moneta unica, ma da un evento inatteso che potrebbe portare il nostro Paese fuori dall’euro. Savona, economista di grande esperienza, da anni annoverato tra gli euroscettici, Ministro dell’Economia mancato del Governo Conte-Di Maio-Salvini per volere dell’Unione Europea dell’euro (che ‘democraticamente’ impone i Ministri all’Italia…), ha utilizzato una metafora che ha fatto rabbrividire il mondo politico e finanziario italiano e internazionale: “Il cigno nero”.
Cos’è “Il cigno nero”? E’ il titolo di un fortunatissimo libro dato alle stampe nel 2007 da un matematico, filosofo e statistico di successo, il libanese Nassim Nicholas Taleb.
Il libro prende le mosse dal celebre lunedì nero del 19 ottobre del 1987, quando il mercato di Wall Street registrò quella che è ancora oggi considerata la più grande perdita della storia, con l’indice Dow Jones in ‘picchiata’ del 22,6%! Il tutto in una seduta. Un disastro finanziario planetario.
Quell’anno Taleb aveva appena 27 anni. Ma era già molto sveglio. Aveva previsto tutto? Praticamente sì. Lavorava già da trader in derivati presso la Firt Boston. Questo giovane intuì quello che stava per succedere:
Quel giorno – ha raccontato – guadagnai qualcosa come 80 milioni di dollari”.
Non ci fu solo quel giorno. Taleb ha intuito la crisi del 2000 e, soprattutto, la ‘bolla’ del 2008, descritta nel suo libro fortunato, il già citato “Il cigno nero”.
Da allora quella de “Il cigno nero” è diventata una sinistra teoria economica. Una metafora che esprime un evento a sorpresa destinato, sul momento, a creare grandi sconvolgimenti, per essere poi razionalizzato.
Eventi inattesi, impossibili da prevedere. Un richiamo particolare, quello del Ministro Savona: detto da lui, infatti, suona un po’ strano, se è vero che a parlare è, come già ricordato, un euro scettico.
Potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri. Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza”.
E ancora:
Una delle mie case, Banca d’Italia, mi ha insegnato che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l’arrivo del cigno nero, lo shock”.
L’uscita dall’euro dall’Italia è veramente un evento così inatteso? In effetti, nel maggio scorso, Daniel Gros, economista tedesco e direttore del Ceps, il think tank europeo che ha sede a Bruxelles, non è andato tanto per il sottile:
I mercati hanno già isolato l’Italia: basta guardare gli spread dell’Italia rispetto a quelli spagnoli. C’è una differenza enorme”.
In effetti, nel maggio scorso l’Italia era a 270 punti base, con il rendimento del decennale al 2,92%, mentre la Spagna, pur con il Governo Rajoy in crisi, si trovava a meno della metà: 126 punti, pagando l’1,57%.
In quei giorni da Bruxelles arrivavano segnali precisi: se Matteo Salvini e Paolo Savona insisteranno sull’accelerazione anti-euro bisognerà isolare l’Italia…
In effetti, l’accelerazione anti-euro non c’è stata. Però, a freddo, nel corso di un’audizione nelle commissioni congiunta di Camera e Senato, il Ministro Savona ha tirato fuori la storia del “cigno nero”. Perché?
Con molta probabilità, Savona, economista di grande esperienza, sa più cose di quanto ne sappiamo noi. Sa, ad esempio, che l’Italia non è in grado di effettuare una manovra da 10 miliardi di euro entro la fine di quest’anno, come ci chiede la UE. Semmai è vero l’esatto contrario: l’attuale Governo tra grillini e leghisti ha assunto una serie di impegni con gli elettori. E per ottemperare a tali impegni l’Italia ha bisogno di fare l’esatto contrario di quanto vorrebbe Bruxelles.
D’altronde – e qui arriviamo al cuore del problema – a differenza di quanto ha fatto Renzi, che ha ulteriormente indebitato l’Italia con la ‘concessione’ della flessibilità da parte dell’Europa dell’euro, il Governo Conte-Di Maio-Salvini non dovrebbe avere alcun interesse ad aumentare il debito dell’Italia se non per percentuali minime.
In altre parole, per dare vita al Reddito di cittadinanza, per eliminare la legge Fornero e per ridare fiato all’economia italiana e all’occupazione con lo smantellamento integrale del Jobs Act (solo parzialmente toccato dal Decreto-dignità) servono molte risorse: e sono risorse che l’Italia non può chiedere ‘a debito’.
Savona non è Ministro dell’Economia: ma è lì, al Governo. E la sua proposta è sempre in piedi: cambiare i trattati europei. Per ora tutti si chiedono perché i grandi tempi economici e monetari vengono ignorati e si parla di migranti. Semplice: perché la vera partita, più importante di qualunque legge che il Parlamento italiano dovrebbe approvare, si aprirà ad ottobre, quando si comincerà a discutere la legge di Stabilità italiana 2019 (leggere Bilancio e Finanziaria 2019).
E’ a quel punto che si capiranno due cose.
La prima cosa che si capirà è con chi sta l’attuale Ministro dell’Economia, Giovanni Tria: sta con l’attuale Governo italiano o è stato imposto all’attuale Governo italiano?
La seconda cosa che si capirà è come reagirà la UE quando il Governo Conte-Di Maio-Salvini comincerà a chiedere a Bruxelles una svolta.
A fronteggiarsi saranno due posizioni inconciliabili: la UE dell’euro che vorrebbe imporre all’Italia una manovra da 10 miliardi di euro minacciando un aumento dell’IVA; il Governo italiano (con o senza il Ministro dell’Economia Tria: lo vedremo) che replicherà non chiedendo di uscire dall’euro, ma chiedendo le risorse per andare avanti, senza subire lo ‘strozzinaggio’ della flessibilità dei conti a debito.
Ecco che, a questo punto – e siamo arrivati alla metafora del “cigno nero” evocata dal Ministro Savona – potrebbe materializzarsi l’invito all’Italia ad uscire dall’euro…

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Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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