NientediPersonale.com

Facciamo chiarezza sui “veri ricchi”

Facciamo chiarezza sui “veri ricchi”
giugno 22
07:56 2018

I veri ricchi non sono quelli che raggiungono l’aliquota del 41 %. Quello è il ceto medio.
E nemmeno quelli che raggiungono il 43 %. Quelli sono i benestanti,i “quasi ricchi”.
I veri ricchi vivono di rendite finanziarie, di rendite di capitali.
Per loro c’è già una flat tax, al 26 %. Chi vive di rendita non fa dichiarazioni dei redditi, paga il 26 % e via, non ci pensa più. Non si ha neanche diritto a sapere chi sono, altrimenti i capitali fuggono e non sia mai.
Tutta la politica economica ruota intorno a loro. Non si può fare nulla perché si devono “difendere i risparmi”. Ma i risparmi di chi? Di chi può ancora risparmiare qualcosa.
Tutti i governi che si susseguono, compreso questo, non toccano il mostro sacro dei “diritti dei risparmiatori”. E uno pensa ai vecchietti che hanno messo 50.000 euro da parte in una vita. No, non sono loro. I “risparmiatori” sono i grandi speculatori, quelli che vivono dei grandi appalti pubblici, i grand commis di stato e quelli che ottengono consulenze e incarichi da centinaia di migliaia di euro l’anno, e sopra di loro i grandi speculatori, la razza padrona insomma.
I “socialisti della domenica” di solito sono “europeisti”, e credono che il “socialismo” si possa perseguire con un po’ di buona volontà dentro queste regole del gioco. No, le regole del gioco vanno cambiate radicalmente. I “socialisti della domenica” appoggiano le politiche che devastano ceto medio, piccola impresa, etc. con il pretesto di combattere le ingiustizie e difendere gli ultimi. Di fatto contribuiscono a renderci tutti poveri, a creare un abisso incolmabile tra pochi ricchissimi e molti poverissimi, senza lavoro fisso, senza casa, senza dignità, senza speranza, e quasi sempre anche senza famiglia.
Io che socialista non sono dico che se si vuole mettere un po’ di giustizia sociale nell’agenda politica, anche giusto un po’, c’è bisogno di basse tasse e un livello sostenuto di spesa pubblica.
Sembra una contraddizione ma non lo è.
Basta attaccare la cittadella del privilegio, dei monopoli sulle fonti di energia e delle utilities, delle rendite finanziarie e dell’usura. “Basta” si fa per dire.
Bisogna capire le strategie dell’avversario, che non sono solo economiche, sono anche e soprattutto culturali e sociali, per fare il gioco diametralmente opposto, liberandoci di fantasmi e tabù di epoche passate che oggi servono solo a confondere e dividere. L’essenza del sovranismo è questa. I “socialisti della domenica” hanno paura del sovranismo e non hanno paura di chi distrugge la vita di milioni di lavoratori. I “socialisti della domenica” si attardano sul conflitto di classe tra proletariato e borghesia, e non si accorgono che la quasi totalità dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei professionisti, sono i nuovi proletari, senza diritti, senza malattia, senza alcuna garanzia, in balia di governi, finanza e monopoli. Non si accorgono del nuovo conflitto di classe tra lavoratori e speculatori. In una parola sono rimasti culturalmente indietro, nel XX secolo. E se glielo dici sei “fascista”, si stacca la spina, non rispondono più. E poi ci sono i “fascisti veri”, idioti nelle loro nostalgie e nei loro odi.
C’è bisogno di lavorare molto sulle idee, prima di lavorare sui fatti.
La Questione Siciliana va inserita in questo contesto, che è economico, sociale e culturale, a mio avviso, o è folklore.

Sull'Autore

Massimo Costa

Massimo Costa

PROFESSORE ASSOCIATO Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche UNIPA

Cerca nel sito

Seguici su

Iscriviti al blog tramite email




Commenti Recenti

Questo discorso sulla laurea in giurisprudenza è molto pernicioso. L'amministrazione prevede un sistema articolato...

Miccichè usci dal governo Lombardo lasciando aperta la porta agli inciuci di Lumia e Cracolici,...

Mi permetto di sottolineare che, se è vero che Armao sia stato uomo della squadra...

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial