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Di Maio e Salvini? Indigesti per la UE e per la vecchia politica. Ma…

Di Maio e Salvini? Indigesti per la UE e per la vecchia politica. Ma…
maggio 13
06:52 2018

Ma abbiamo l’impressione che, nonostante tutto, governeranno. E anche a lungo. A meno che gli ‘europeisti’ non si inventino qualche colpo di teatro (che farebbe rima con colpo di Stato). L’impressione è che Mattarella e il riabilitato Berlusconi si dovranno rassegnare. Perché il consenso popolare sta con i grillini e i leghisti

Da quando la vecchia politica dei vari Sergio Mattarella, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e via continuando è stata costretta ad alzare bandiera bianca, accettando l’idea – che amaro calice, per loro! – di far nascere il Governo Di Maio-Salvini (l’ex Cavaliere teneva tutto bloccato, con il ricatto alla Lega di Salvini con la sceneggiata dell’unità del centrodestra: subito ‘ricompensato’ con la ‘riabilitazione giudiziaria e, di conseguenza con la possibilità di ricandidarsi), si moltiplicano gli appelli affinché il nuovo esecutivo “cambi tutto per non cambiare nulla”: il Quirinale ha fatto sapere che l’Europa dell’euro non si tocca, il capo del Governo uscente, Paolo Gentiloni, per conto del PD, ha fatto sapere che sui migranti tutto deve restare per com’è oggi, di abolire la legge Fornero non se ne deve parlare e via continuando.
Che dire? Che, a nostro modesto avviso, Mattarella, Berlusconi, Renzi e tutti gli altri esponenti della vecchia politica italiana o non hanno capito nulla (tesi che non è da escludere a priori), o fanno finta di non capire. Perché se c’è una cosa che Di Maio e la Lega di Salvini non si possono permettere di fare, pena l’addio al consenso elettorale che hanno alle spalle, è il non mantenimento degli impegni che hanno assunto con gli italiani, quanto meno dei più importanti.
Programmi di governo complessi, certo: ma programmi che, in buona parte, Movimento 5 Stelle e Lega di Salvini dovranno realizzare, piaccia o no a Mattarella e compagni. E lo dovranno fare proprio per mantenere in piedi le ragioni che hanno indotto la vecchia politica italiana e la stessa Unione Europea dell’euro a dare il via libera al nuovo Governo Di Maio-Salvini.
E quali sono queste ragioni? La prima è sotto gli occhi di tutti: il nuovo Governo nasce per scongiurare il ritorno al voto. La riapertura delle urne, infatti, decreterebbe la disfatta del PD e di Forza Italia. Certo, come già ricordato, gli azzurri potrebbero schierare di nuovo Berlusconi. Ma cosa cambierebbe?
Nonostante gli errori commessi da Beppe Grillo, Casaleggio e Di Maio i grillini, tornando al voto, aumenterebbero i propri consensi. Magari, in proporzione, crescerebbero meno della Lega. Ma crescerebbero comunque. Questo non perché gl’italiani sono convinti di votare per il Movimento 5 Stelle e per la Lega, ma perché sono sempre più convinti di non votare più per la vecchia politica.
Queste cose Mattarella, Renzi e Berlusconi le sanno: e le sanno, soprattutto, i ‘capi’ di Bruxelles, letteralmente terrorizzati dall’idea di un nuovo voto italiano che vedrebbe i due partiti anti-UE – perché i grillini e i leghisti sono contro l’Europa finto-Unita e, soprattutto, contro l’euro – con l’80% dei consensi.
Da qui il precipitoso via libera di Berlusconi (e degli altri soggetti della vecchia politica sodali dell’ex Cavaliere) al nuovo Governo.
L’ obiettivo della vecchia politica, adesso, è quello di logorare Di Maio e Salvini. Per indebolirli e fargli perdere il consenso elettorale.
Ci riusciranno? Intanto ci proveranno. Ma non sanno che pesci prendere. Così come non sanno che pesci prendere a Bruxelles. Perché Di Maio e Salvini, in questa fase – che è la fase più importante del nuovo Governo – godono di una straordinaria rendita di posizione.
In questo momento possono chiedere all’Europa quello che vogliono: e a Bruxelles – per l’Europa dell’euro c’è poco da fare – diranno di sì.
Certo, l’Unione Europea dell’euro proverà a convincere – con le buone, senza ricorrere alle cattive – il nuovo Governo e il nuovo Parlamento italiano ad approvare una manovra da 4-5 miliardi di euro. Ovviamente, se Di Maio e Salvini dovessero calare la testa avrebbero già chiuso in partenza, perché se dovessero far pagare agl’italiani 4-5 miliardi di euro con un taglio di spesa pubblica (cioè tagliando sulla sanità e su altri servizi) perderebbero tutto il consenso in un colpo solo.
Noi diamo per scontato che Bruxelles, tra qualche settimana, si rimangerà di corsa la richiesta della manovra da 4-5 miliardi di euro. Per un motivo semplice: perché se le cose non dovessero andare così sarebbero Di Maio e Salvini a chiedere di tornare a votare dicendo agl’italiani:
“Noi volevamo realizzare il nostro programma: la Flat tax, il reddito di cittadinanza, l’abolizione della legge Fornero e del Jobs Act e un profondo attacco ai comitati di affari che stanno dietro la gestione dei migranti (tanto cara al PD di Gentiloni) . Ma l’Unione Europea e la vecchia politica italiana ce l’hanno impedito”.
A questo è punto gli elettori italiani, giusto per vedere come va a finire, voterebbero in massa per grillini e Lega.
(Tra l’altro Berlusconi si troverebbe subito in difficoltà: dovrebbe obbedire alla UE, altrimenti i ‘mercati’ gli mangerebbero le sue aziende, ma dovrebbe contemporaneamente schierarsi con Salvini sulla Flat tax…).
E allora? Abbiamo ‘brutte notizie’ per il PD, per Berlusconi, per gli ‘europeisti’ dell’euro: il Governo Di Maio-Salvini, a meno di colpi di scena (o di Stato…), funzionerà: e se si materializzerà governerà per lungo tempo e l’Unione Europea si dovrà rimangiare la manovra di 4-5 miliardi e l’aumento dell’IVA. Anche perché uno degli obiettivi dei grillini e dei leghisti sarà la richiesta di cambiamento dei trattati europei. 
Non è una bella situazione quella che si è delineata per l’Europa dell’euro. Perché, di fatto, il popolo italiano, in massa, è schierato contro la legge Fornero, contro il Jobs Act, ovviamente contro la manovra da 4-5 miliardi di euro, contro l’aumento dell’IVA e, in buona parte, ha capito che la “solidarietà” ai migranti in salsa italiana non è ‘pura’, ma molto ‘pelosa’.
Berlusconi, in queste ore, gongola per via del trattamento diverso che la magistratura gli ha riservato rispetto al suo amico e sodale storico, Marcello Dell’Utri, in galera per mafia. Ma ha poco da gioire. Ha i soldi, ha le Tv con le quali può ‘bastonare’ i propri avversari. Ma non ha più il consenso di una volta.
Potrebbe colpire con le sue Tv? Certo. Ma riflettete: avete mai visto ‘Le Iene’ scatenate contro i santuari del centrodestra? Con i grillini ci vanno pesante, ma riuscite a immaginare un servizio in Sicilia sui rapporti tra mafia e Forza Italia nella nostra Isola, magari alla luce della recente sentenza di condanna nei riguardi dei protagonisti della trattativa tra Stato e mafia? O magari sulla gestione dei rifiuti di Palermo dove la vecchia politica siciliana sguazza ‘inghiottendo’ fior di quattrini dal 2001? O, ancora, sugli “Impresentabili” che sono stati eletti nel centrodestra alle ultime elezioni regionali siciliane? “Impresentabili”, detto per inciso, che, in questo momento, consentono di tenere in vita il Governo regionale di Gianfranco Miccichè, pardon, di Nello Musumeci?
Ne avrebbero, ‘Le Iene’, di polpacci da addentare…
La libertà d’informazione prima di tutto…

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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