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Sinistra: che fare?

Sinistra: che fare?
Maggio 09
06:59 2018

Nella maionese impazzita che è diventata la politica italiana ci sono, tuttavia, alcune costanti che attraversano trasversalmente i partiti , la loro trasformazione in partiti personali, sul modello berlusconiano per cui la direzione si concentra su “personalità” (modeste, inadeguate, ma questo è un altro discorso) distruggendo il concetto di “intellettuali collettivi” che costruiscano progetti e modelli di società sulla base della rappresentanza di “parti” della società e dei loro interessi.
Ciò che entra in crisi è proprio il concetto di rappresentanza e questo si traduce nei tentativi di dare soluzioni politicistiche, modifiche costituzionali, leggi elettorali che hanno al centro il concetto di “governabilità” a scapito, appunto, della rappresentanza.
Questo sarà il leit motiv dei prossimi mesi, su questo, probabilmente nascerà qualche governo-ponte o formule di questo genere e questo introduce o meglio reintroduce un altro attacco alla qualità della nostra democrazia, magari con protagonisti diversi, ma che hanno, al fondo, lo stesso disegno del tentativo portato avanti e sconfitto con il referendum del 4 Dicembre 2016.
Ci sono diverse varianti di questo attacco, quello dei 5Stelle, della destra, del PD ma il segno è identico o comunque molto simile.
In questo quadro pesa come un macigno l’assenza della sinistra che è un dato di fatto che, temo, vista l’afasia e l’incapacità manifesta di esprimere un’alternativa allo stato delle cose, si protrarrà a lungo e, dunque, ci troveremo ad affrontare l’ennesimo, violento attacco alla qualità della democrazia e alle stesse basi della Costituzione senza strumenti, soggetti politici in grado di opporsi efficacemente.
Io credo che l’unica strada percorribile, in questa fase, in attesa che la sinistra trovi la strada per riorganizzarsi, sia quella di riattivare il Coordinamento per la democrazia Costituzionale, riannodare i fili, costruire, capillarmente iniziative, mobilitare nuovamente le forze che si mobilitarono, intorno al Coordinamento per il 4 Dicembre 2016.
Io credo che ancora non ci sia sufficiente consapevolezza dei rischi che la nostra democrazia correrà nei prossimi mesi, soprattutto attraverso il tentativo di varare una legge elettorale che spazzi via l’articolazione data dal sistema proporzionale e che ha una corrispondenza nell’impianto costituzionale e non so, viste anche le forze in campo, ripeto trasversali e che riguarda tutte le maggiori forze politiche, a sostegno di una torsione maggioritaria e sostanzialmente antidemocratica del sistema politico, se si riuscirà a bloccare questa deriva ma so che se non ci sarà una mobilitazione, subito, capillare, corriamo il rischio di ritrovarci nel giro di qualche mese in una democrazia gravemente mutilata.

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Domenico Tiziani

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