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CAFFE’ AMARO/Mi dispiace molto aver avuto ragione Liberi e Uguali era un esperimento sbagliato costruito a tavolino

CAFFE’ AMARO/Mi dispiace molto aver avuto ragione Liberi e Uguali era un esperimento sbagliato costruito a tavolino
marzo 07
17:10 2018

Serviva una forza che contendesse i voti ai cinquestelle, non al Pd. I promotori di LeU hanno pensato – ancora con l’ossessione della “Ditta” da riprendersi – di rivolgersi all’elettorato moderato del Pd. Con toni moderati, e soprattutto con una proposta di personale politico tutta fatta di professionisti in cerca di conferma. Non c’era nulla di nuovo né nelle idee né nelle persone. LeU è apparsa un correntone esterno al Pd. La scelta di Grasso e l’arrivo della Boldrini sono stati il sigillo finale. È stata costruita una piccola ridotta di “sistema” di sinistra, nel momento in cui bisognava invece prendere coraggiosamente posizioni antisistema di sinistra, come proponevamo noi del Brancaccio».
Se posso citare una cosa che mi riguarda personalmente, il fatto che i cinquestelle mi abbiano proposto di fare il ministro della Cultura, e il fatto che io abbia detto di no, dimostra come nel tentativo del Brancaccio ci fosse l’idea di parlare a quel mondo, senza pastoie partitiche e con un personale politico nuovo. Perché tra noi e loro c’è una certa affinità: dentro i cinquestelle c’è un pezzo importante di popolo di sinistra, lo dicono i risultati elettorali. Un popolo con cui bisognava dialogare, e con cui si può ancora dialogare. Ma solo facendo un vero “punto e a capo”. Non ci può essere nessuna forma di continuità con l’esperienza di LeU. Secondo me, i pochi eletti di Liberi e Uguali dovrebbero dimettersi e lasciare il posto a gente completamente nuova. Non è pensabile che un gruppo di capitani che hanno portato la nave sugli scogli, e che si è salvato contro ogni regola entrando in Parlamento, possa ricostruire qualcosa.

 

Sull'Autore

Tomaso Montanari

Tomaso Montanari

Ordinario di storia dell’arte moderna all’Università ‘Federico II’ di Napoli. Ha dedicato libri, saggi e mostre all’arte italiana ed europea del Seicento. Tra i suoi libri si trovano una riflessione sul ruolo della storia dell’arte nell’Italia di oggi (A cosa serve Michelangelo?, Einaudi, 2011), una riflessione sull’articolo 9 della Costituzione (Costituzione incompiuta. Arte, paesaggio, ambiente, a cura di T. Montanari, Torino, Einaudi, 2013), una indagine sulla privatizzazione del patrimonio culturale della nazione (Privati del patrimonio, Einaudi 2015). È presidente di Libertà e Giustizia.

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