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Mai vista una campagna elettorale più indecente

Mai vista una campagna elettorale più indecente
febbraio 10
08:31 2018

Avevo 16 anni quando seguii consapevolmente la campagna elettorale delle politiche, era il 1968. Dunque, quest’anno ”festeggio” (si fa per dire) il cinquantesimo della mia partecipazione politica. Da allora ho visto 13 campagne elettorali politiche, 8 europee e 10 regionali, ebbene debbo dire che una campagna elettorale così ripugnante, sciatta, volgare, sguaiata, offensiva come questa non l’avevo ancora vista e non abbiamo visto tutto, siamo all’inizio. Offensiva soprattutto dell’intelligenza degli elettori.

1. la legge elettorale: chiaramente incostituzionale, piena di trucchi demenziali, contraddittoria, che riesce nel mirabile intento di sacrificare la rappresentatività del Parlamento senza assicurare una maggioranza, salvo che una qualche trappola del sistema (una valanga monocolore nei collegi uninominali, una quota importante di voti dispersi sotto la quota di esclusione ecc.) non crei una maggioranza del tutto fittizia. L’unica cosa divertente è che punirà i suoi ideatori.

2. I programmi: tutti i partiti si sono esercitati sul tema “il libro dei sogni”. Abbassare le tasse, ridurre il debito, aumentare la spesa, cioè no, ridurla ma concedendo il reddito di cittadinanza, investimenti per l’occupazione, le dentiere ai vecchi, il bonus alle famiglie ed i lecca lecca agli infanti. E nessuno che si sia degnato di dire dove troverebbe le risorse per tutto questo. I conti? Numeri in libertà, a casaccio e stime “ad occhio” “a orecchio”, a spanne”.

Devo dire che la gara nel settore l’ha vinta il M5s che promette tutto ed il contrario di tutto ed in più un the freddo. Però anche Pd e Fi hanno il loro bel piazzamento. Leu ci ha messo del suo con cose vaghissime (“Ambiente” “Sanità” “cultura” “Occupazione” ecc) ed una sola proposta precisa e sbagliata: abolire le tasse universitarie per tutti: la traduzione in chiave universitaria della flat tax Trumpiana. Le tasse universitarie vanno fortemente abbattute ma non per tutti e in nessun caso abolite del tutto per un fatto culturale.
Ma chi credete di prendere in giro? Credete che gli elettori abbiano tutti l’anello al naso? Ragazzi perché ogni tanto non studiate?

3. Le liste dei candidati: semplicemente un orrore. La Lega candida solo gli amici di Salvini, il Pd solo quelli di Renzi, il M5s esclude almeno 1/10 dei candidati alla selezione e non comunica le motivazioni, perché deve prevenire infiltrazioni, cambia casacca, pregiudicati, scalatori e riciclati. Poi si scopre che fra i candidati c’è una valanga di riciclati dell’ultima ora, compreso qualcuno che non si ricordava di essere ancora consigliere comunale di un altro partito, c’è anche un amico di mafiosi, qualche altro ha precedenti penali… meno male che hanno fatto una attenta selezione, perché altrimenti chissà cosa ci presentavano! Ed anche dal punto di vista politico spiccano gli economisti di scuola neo liberista, i giornalisti Fininvest amici di Gianni Letta. A Firenze, contro Renzi c’è un renziano che solo 14 mesi fa ha fatto campagna elettorale per il si al referendum (e questa non ve la perdoneremo mai). Ci mancano solo un po’ di spie, un lenone e qualche alcolizzato cronico (o ci sono e non ce lo avete detto?).

Leu ha delle liste che sembrano il festival della ribollita, i poveri militanti di base sono stati semplicemente ignorati. Forza Italia non è cambiate: come sempre mette in lista nani, ballerine e camerieri vari.

Ma, insomma, non vi vergognate? Non esiste più la Lega ma il Pds (Partito di Salvini), non il Partito Democratico ma il Pdr (partito di Renzi), non Forza italia ma –come sempre- il Pdb (partito di Berlusconi e, mi costa dirlo, al posto del M5s c’è il Pdd (partito di Di Maio) che ancora è quel che si oppone all’inciucio renzusconiano, ma di questo passo… Di Leu non mette conto dire.

4.Infine, lo stile di azione: la Lega arriva all’orrore di cavalcare i tentati omicidi fascisti per raccogliere voti anche in quella sentina, il Pd ha un unico chiodo fisso: il M5s che attacca con argomenti elegantissimi come l’attacco personale a Di Maio perché incespica sui congiuntivi (come se i suoi fossero tutti accademici della Crusca: mai sentito parlare la ministra della Pubblica Istruzione Fedeli?). Il M5s invita i suoi seguaci a raccogliere prove e foto sulle nefandezze dei rivali, trasformando le elezioni nello “sputtanamento show”. Anche a me non piacciono i pregiudicati in lista, anche se una condanna in primo grado non significa che uno lo sia, ma, insomma, nelle campagne elettorali, si parla di politica, magari fai notare le troppe presenze di candidati con guai giudiziari, ma poi vai avanti e confrontati sulle proposte politiche, ma qui l’unico confronto è quello degli insulti. E vale per tutti. Fate una cosa sfidatevi a gara di rutti e vediamo chi vince.

D’altra parte, dopo 26 anni di deserto della politica, massimo frutto di Mani Pulite e del populismo occhettiano di Occhetto, Segni e Pannella, cosa possiamo pretendere. Ci si era parlato di partiti-farfalla, constatiamo che il risultato sono i partiti-monnezza.

Sull'Autore

Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Ricercatore in Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Milano

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