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I casi di Macerata e il dibattito sui migranti: l’invasione non c’è, la speculazione sì

I casi di Macerata e il dibattito sui migranti: l’invasione non c’è, la speculazione sì
febbraio 08
13:31 2018

I leghisti sono razzisti: su questo non ci piove. E ci dobbiamo chiedere perché gli elettori italiani mandano in Parlamento chi predica il razzismo. Forse questo succede perché, ormai da anni, c’è chi specula sui migranti, creando esasperazione e fomentando la crescita di sentimenti razzisti. Non è concepibile, infatti, che su 4,8 miliardi di euro spesi per i migranti, i due terzi finiscano nelle tasche di privati!

C’è un punto dell’accordo tra i moderati della signora Merkel e i socialisti – parliamo ovviamente dell’accordo politico che sta riproponendo in Germania la ‘Grande coalizione’ – che in Italia sta passando quasi inosservato: la stretta sui migranti. Detto in soldoni, anche i tedeschi cominciano a tirare i remi in barca: non è uno stop, ma una riduzione all’ingresso di migranti lo è di certo.
Perché citiamo un passo dell’accordo tra la signora Merkel e Martin Schulz non molto ‘gettonato’ dalla grande informazione italiana? Perché questo argomento è molto attuale, visto il dibattito che si è scatenato dopo i fatti di Macerata. La storia è nota: una ragazza uccisa e poi fatta a pezzi (Pamela Mastropierto) e un esaltato che spara all’impazzata contro un gruppo di extracomunitari.
Due vicende terribili che, nell’Italia che si prepara ad andare a votare per il rinnovo di Camera e Senato, sono diventate oggetto di una furibonda campagna elettorale.
Facciamo una premessa: noi non condividiamo affatto la presa di posizione dei leghisti, che si sono gettati come sciacalli sulla vicenda della ragazza uccisa e fatta a pezzi per farne una battaglia, di fatto, razzista. Infatti, associare i fatti delinquenziali al colore della pelle è quanto di più odioso e incivile si possa fare: se poi ciò diventa argomento da campagna elettorale, lo squallore in cui sprofonda un movimento politico – la Lega Nord di Salvini – è pressoché totale!
Fatta questa precisazione, va detto che anche la retorica di una certa ‘sinistra’, o presunta tale, che sta cavalcando il razzismo del delinquente che ha sparato contro gli extracomunitari non ci convince. Proviamo a illustrare il perché.
Chi oggi parla di “invasione” dell’Italia da parte dei migranti, nella migliore delle ipotesi esagera, enfatizzando un problema epocale che va avanti da decenni. Nel nostro Paese non c’è alcuna invasione, anche perché gli sbarchi, tutto sommato, sono diminuiti.
Ma se è vero che non c’è invasione è altrettanto vero che, sulla gestione dei migranti, è in corso una speculazione che lo Stato italiano rischia di non controllare più, soprattutto dal punto di vista economico. Se si vuole affrontare tale tema, ebbene, bisogna avere il coraggio di dire come stanno le cose.
Non ci stiamo inventando nulla dicendo che gli scandali legati alla gestione dei centri per l’accoglienza dei migranti sono sotto gli occhi di tutti. Certo, l’unico scandalo che è scoppiato è stato quello di ‘Mafia Capitale’ a Roma, dove la magistratura inquirente ha addirittura ipotizzato metodi mafiosi poi non condivisi dalla magistratura inquirente.
‘Mafia Capitale’ è stato un fatto eclatante: ma poi tutto si è fermato. Anche i fatti legati al CARA di Mineo, in Sicilia – un mega centro di accoglienza che tutt’oggi ospita circa 4 mila migranti! – sono finiti nel ‘dimenticatoio’.
Ma il silenzio che è calato sulla gestione dei migranti non giustifica certo la situazione esplosiva che cova sotto la cenere. E non ci riferiamo tanto alle proteste di tanti italiani, che lamentano una presenza eccessiva di extracomunitari: questo è un problema che esiste e va affrontato. Noi, invece, ci riferiamo alla situazione economica, della quale parlano in pochi.
Cosa intendiamo con la situazione economica? Lo si può leggere dai dati ufficiali. Ricordiamo che nell’aprile dello scorso anno Il Sole 24 Ore – giornale che, sulle vicende economiche del nostro Paese non è certo disinformato – avvertiva che, nel 2016, il costo dei migranti, per l’Italia, era stato pari a 3,6 miliardi di euro. E che a fine 2017 rischiava di aumentare di un miliardo di euro.
Le previsioni del giornale della Confindustria non sono state sbagliate, se è vero che i migranti, nel 2017, sono costate all’Italia 4 miliardi e 300 milioni di euro. Mentre nella legge di Stabilità (leggere Bilancio e Finanziaria 2018 dell’Italia) per la gestione dei migranti è prevista una spesa pari a circa 4 miliardi e 800 milioni di euro.
Come potete notare, si tratta di una cifra enorme pagata per intero dagli italiani con le tasse. C’è, però, un piccolo problema: questi 4,8 miliardi di euro non vanno tutti ai migranti. Tutti sappiamo che, su circa 35 euro al giorno – questa la cifra che lo Stato eroga ai Centri di accoglienza per i migranti – solo una parte viene impiegata per i migranti, il resto sono “costi di gestione”.
Facciamo quattro conti? In tasca, ad ogni migrante, vanno 2 euro al giorno. Gli altri 33 euro dovrebbero servire per vitto e alloggio. Vogliamo essere ‘larghi’ e affermare che i centri di accoglienza spendono per i migranti 11 euro al giorno? A noi non risulta: a noi invece risulta che – soprattutto dove si fanno grandi numeri, cioè nei grandi centri di accoglienza, le lamentele dei migranti, soprattutto in riferimento al cibo, siano all’ordine del giorno.
Consideriamo una spesa di 10-11 euro al giorno per vitto e alloggio. Ciò significa che ogni centro di accoglienza, si ‘becca’ 20 euro al giorno per migrante. Ci chiediamo e chiediamo: oggi, in Italia, quale attività, senza controlli, garantisce un reddito così elevato?
Ce lo chiediamo perché in Sicilia – ma siamo certi che è così in tutta l’Italia – i soggetti che si sono improvvisati gestori di migranti sono tantissimi. E non ci riferiamo soltanto agli hotel a una o due stelle che ormai sono pieni di migranti (per questi sì che i migranti sono stati un oggettivo toccasana!), ma anche a privati che hanno riadattato vecchi e nuovi edifici a centri di accoglienza.
La domanda potrebbe essere la seguente: quanti sono, oggi, i Comuni siciliani che non ospitano migranti a spese dello Stato?
Non è finita. Perché oltre ai Centri ordinari ci sono anche i Centri che ospitano i minori non accompagnati. E qui la confusione è tanta. Perché i Comuni, su provvedimenti dei giudici, debbono occuparsi dei minori locali. Ai quali, in questi anni, si sono aggiunti i minori extracomunitari.
La confusione è tanta. E non stiamo dicendo nulla di nuovo nell’affermare che, oggi, ci sono centri per l’accoglienza di minori che aspettano da mesi i pagamenti.
La confusione regna sovrana. Perché i minori locali sono a carico dei Bilanci dei Comuni, mentre i minori extracomunitari sono a carico dello Stato.
Cosa vogliamo dire? Che mentre i due terzi dei 4,8 miliardi di euro stanziati con il Bilancio dello Stato di quest’anno – pagati dagli italiani con le tasse! – finiranno nelle tasche dei gestori di questi Centri di accoglienza grandi e piccoli (va detto che, nei piccoli Centri di accoglienza, soprattutto nei piccoli paesini, le condizioni di vita dei migranti sono migliori), ci sono centri di accoglienza per i minori in grandi difficoltà finanziarie: difficoltà finanziarie che, spesso, si scaricano sui Comuni siciliani che sono senza soldi!
Ma il vero dato – politico ed economico insieme – di questa storia è che i due terzi di 4,8 miliardi di euro, con la scusa dell’assistenza ai migranti, finiscono nelle tasche dei privati, spesso senza scrupoli!
Il tutto in uno scenario illogico: perché per questi migranti ospitati in Italia, di fatto, non c’è alcun progetto: sono tenuti in questi centri per giustificare i guadagni ingenti di chi li gestisce. Tant’è vero che molti migranti, quando possono, scappano.
Vogliamo parlare, poi, dei minori non accompagnati extracomunitari che scompaiono? Nel 2016 ne sono scomparsi circa diecimila in tutta l’Europa. Di questi, 5 mila minori scomparsi solo in Italia.
Il fenomeno è così diffuso che, nel 2017, il Parlamento italiano ha approvato una legge in base alla quale i minorenni stranieri che arrivano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti e avranno gli stessi diritti di protezione che sono riconosciuti ai minori italiani e a quelli che vengono da un Paese dell’Unione europea.
Per non parlare della prostituzione alimentata dall’immigrazione: basti pensare alle nigeriane, schiavizzate dalla criminalità organizzata non solo italiana.
Quanto potrà durare ancora tutto questo? Ci poniamo tale interrogativo anche alla luce della stretta sui migranti già realtà nell’Europa dell’Est, già realtà in Austria e, adesso, prevista anche in Germania.
L’Italia ad accoglienza senza limiti di migranti rischia di restare con il cerino acceso tra le mani, con costi crescenti che, fino ad oggi, hanno pagato gli italiani, non certo l’Unione Europea!

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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