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Bassolino e gli altri lascino le medaglie

Bassolino e gli altri lascino le medaglie
Gennaio 19
11:09 2018

Il Mattino di Napoli pubblica un editoriale dello storico Paolo Macry sull’”Odissea dell’ex Governatore” Bassolino. Ecco l’incipit: “Bassolino chi? L’ex sindaco? Rasentano il sarcasmo le parole con le quali Pietro Grasso ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano notizie su una eventuale candidatura di Antonio Bassolino alle politiche”. Come è noto, Bassolino ha aderito a “Liberi e Uguali” dopo essere stato renziano. Infatti lo stesso Macry descrive così la parabola bassoliniana: “Non ha vinto la sfida delle primarie, che gli avrebbe restituito il controllo del partito napoletano. Ha dovuto registrare, al di là dei trucchi degli avversari, una caduta di consenso, né è riuscito a cucirsi addosso il ruolo di mediatore: ben poco ha potuto o voluto fare contro lo sfaldamento del partito riformista (quando era renziano) e ben poco può fare oggi (nei panni dello scissionista) per rimettere insieme i cocci”.

Conosco Bassolino da quando giovane comunista ingraiano iniziò in Campania la sua militanza politica nel Pci. Successivamente, ha toccato i vertici del partito come membro della Direzione e della segretaria. Con Occhetto fece la svolta e nel Pds ebbe un ruolo anche con una sua mozione. Tornato in Campania è stato un ottimo sindaco, poi fu anche ministro del Lavoro in uno dei governi dell’Ulivo. È stato anche presidente della regione, con alti e bassi. E, come scrive Macry, Bassolino “era stato nella stagione dei sindaci ed era sembrato voler essere nella stagione renziana: un ex comunista che con comunistica durezza faceva la sua sfida riformista. Eresie ardite che appaiono insostenibili nel piccolo guscio dei dalemiani”.

Se io avessi potuto dare un consiglio ad Antonio gli avrei detto di chiudere la sua vicenda nelle istituzioni dopo la presidenza della Regione e gli avrei consigliato anche di continuare a fare politica, anzi a fare una battaglia politica e culturale, rispettando la sua storia e quella del Pci e della sinistra. Infatti, per militanti che hanno avuto un ruolo rilevante nel Pci e nella sinistra, oggi nelle forze politiche in campo possono fare solo i portatori d’acqua. Fassino nel Pd è un tuttofare e ha dovuto reggere coda a Renzi, Bersani ha dovuto mettere come simbolo l’ex magistrato Grasso, ormai con un ruolo di servizio. Non sarebbe meglio per tutti questi compagni che hanno una storia e anche delle qualità politiche di continuare una battaglia nella sinistra, per la sinistra, senza cercare altre medaglie?

Sull'Autore

Emanuele Macaluso

Emanuele Macaluso

Politico, sindacalista e giornalista italiano

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