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“Dio, se esiste, non è cattolico Egli ha mille volti, proprio perché non ne ha nessuno”

“Dio, se esiste, non è cattolico Egli ha mille volti, proprio perché non ne ha nessuno”
dicembre 03
09:30 2017

La decisione del dirigente scolastico del “Ragusa Moleti” di Palermo di far rispettare le norme vigenti sul divieto di realizzare, in aule scolastiche e in ore di lezioni, momenti di preghiera o di culto di qualsiasi confessione religiosa ha suscitato aspre polemiche. Che ogni tanto ci si confronti, anche duramente, su questioni che non siano le partite di calcio o i protagonisti dell’Isola dei famosi, è di per sé una notizia confortante. Ancora meglio sarebbe se i termini della diatriba fossero quelli veri, corretti. In casi analoghi, infatti, si inventa una contrapposizione fra cattolici (o in genere credenti) e atei (o per lo meno agnostici): dando per scontato, ovviamente, che i primi debbano essere a favore delle manifestazioni religiose in spazi pubblici statali e i secondi contrari. Ma non è così.
Ci sono infatti insegnanti o genitori personalmente estranei a qualsiasi dimensione di fede che ritengono le pratiche religiose degli utilissimi strumenti di controllo delle scelte e dei comportamenti di alunni e figliuoli: “Signora mia, se salta pure quel poco di religione che rimane, dove andremo a finire con sesso e droga?”. Di contro ci sono insegnanti e genitori così convintamente credenti da non avere bisogno di esibirlo a ogni piè sospinto, tanto meno di farlo a costo di imbarazzare eventuali alunni di altro credo o di nessun credo.
Insomma, la differenza è tra chi è laico nell’animo (e come tale delicatamente rispettoso della ricerca esistenziale dei compagni di viaggio, anche e soprattutto se più giovani) e chi è bigotto (e come tale brandisce le proprie convinzioni, di qualsiasi segno e di qualsiasi colore, come una clava per azzerare dubbi e obiezioni).
E’ dunque da filosofo e da insegnante che mi auguro una composizione civile di vicende simili, ma anche da teologo: Dio, se esiste, non è cattolico. Egli ha mille volti, proprio perché non ne ha nessuno. Le varie sapienze tradizionali sono altrettante vie che avvicinano al Mistero primo e ultimo dell’universo: solo il dialogo e l’integrazione reciproca potranno portare l’umanità oltre la fase primitiva delle gelosie e della concorrenza.

Sull'Autore

Augusto Cavadi

Augusto Cavadi

Filosofo consulente riconosciuto dall’Associazione “Phronesis”

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