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Il Governo Musumeci? Poco nuovo e molto vecchio

Il Governo Musumeci? Poco nuovo e molto vecchio
dicembre 01
15:24 2017

Il nuovo presidente della regione siciliana, Nello Musumeci, parla di “discontinuità”. Dimenticando che è stato eletto grazie ai voti di Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo. Che, nella composizione del nuovo Governo gli hanno già chiesto il conto. Ma era proprio necessario che Maria Mattarella accettasse l’incarico di Segretario generale della presidenza della Regione da un Governo del genere?

Il primo elemento che salta agli occhi, analizzando il nuovo Governo regionale della Sicilia è il ritorno di Gianfranco Miccichè e di Raffaele Lombardo. Alla fine, sono stati i protagonisti delle liste del centrodestra e della vittoria dello stesso centrodestra. Logico che mezza Giunta Musumeci – con le deleghe più importanti – sia appannaggio di loro.
Qualcuno potrebbe osservare: è vero, Forza Italia (e quindi Miccichè, che di questo partito è il commissario-coordinatore in Sicilia) ha avuto deleghe importanti come, ad esempio, l’Agricoltura, ma non la Sanità. Errore: la Sanità, o meglio, le risorse di questo settore, che non sono 9,2 miliardi di euro all’anno, come cercano di fare credere, ma un po’ di meno, non sono tutte controllabili dalla politica. Sono ‘altri’ i poteri che oggi controllano la sanità siciliana: e non sono tutti poteri che hanno sede in Sicilia.
Sulla sanità siciliana – e quindi sull’assessorato alla Salute-Sanità – è opportuna una digressione.

Cominciamo col dire che la politica siciliana, oggi, può fare poco sulla spesa farmaceutica e sulle forniture: due settori che sono appannaggio di potentati che, al massimo, foraggiano la politica.
Ma se la politica siciliana può fare poco su spesa farmaceutica e sulle forniture, non può fare invece nulla sui fondi degli ospedali pubblici siciliani che vengono dirottati su cose che con la sanità della nostra Isola c’entrano poco o nulla. Sono scelte scellerate adottate nel corso degli anni sulle quali la politica siciliana non è più nelle condizioni di tornare indietro.
E’ il caso della SAS (una società di oltre duemila soggetti assunti nella pubblica amministrazione senza concorso, per raccomandazione politica o sindacale). E dell’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, ente strumentale che dovrebbe essere pagata con i fondi regionali, non certo togliendo soldi agli ospedali pubblici.
Non meno complicati sono gli equilibri relativi al fiume di soldi che finisce nella tasche dei titolari dei grandi gruppi sanitari privati: ISMETT, Maugeri, Giglio di Cefalù, Rizzoli di Bagheria, Humanitas di Catania.
Se provate ad andare a leggere il Bilancio della Regione non troverete quante risorse finanziarie, ogni anno, ‘inghiottono’ queste strutture sanitarie private. E non sanno nulla nemmeno i deputati della Commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana. L’unica cosa che si sa è che parliamo di centinaia di milioni di euro.
Musumeci ha voluto affidare l’assessorato alla Salute-Sanità a un suo fedelissimo: Ruggero Razza. Ma la logica che sta dietro a questa scelta è poco ‘politica’ e molto ‘imprenditoriale’. Sono i potentati di Catania – provincia che, esprime il sistema di potere dell’Humanitas – che hanno chiesto che il baricentro di tutta la gestione sanitaria passasse da Palermo all’ombra dell’Etna. E così è stato. In questo momento, l’unico dato certo  è che chi ha preso il controllo della sanità siciliana ha poco a che vedere con la politica e molto a che vedere, invece, con interessi precostituiti. E in questi interessi Musumeci, Miccichè e Lombardo non avranno un ruolo centrale.
Insomma: Forza Italia non ha perso il controllo della sanità siciliana che, anche con un assessore di Forza Italia, sarebbe stata controllata dagli stessi potentati catanesi trasversali al centrodestra e al centrosinistra. Nella sanità siciliana il ‘minestrone’ è unico e ‘sfama’ tutta la vecchia politica. Ma non è la politica siciliana che controlla un settore che, in parte, va per spese quasi obbligatorie e, là dove c’è discrezionalità, segue logica solo apparentemente politiche.
I risultati si vedono. Oggi la sanità pubblica non riesce più ad assicurare ai siciliani i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): ma questo non è un problema dei privati non siciliani che sguazzano nei fondi della sanità dell’Isola a scapito degli ospedali pubblici, né di chi sguazza nelle forniture e nella spesa farmaceutica.
Tolta la sanità – i cui interessi trascendono la politica siciliana (solo un ingenuo può pensare che gli americani dell’ISMETT dipendano dalla Regione siciliana: semmai sono gli americani a dettare l’agenda finanziaria di questa esperienza della quale i siciliani conoscono solo quello che gli americani decidono di rendere noto) – le altre deleghe ‘pesanti’ sono invece finite a Forza Italia di Miccichè e a Lombardo. A cominciare dall’assessorato all’Economia, dove è andato l’avvocato Gaetano Armao, già assessore del Governo di Raffaele Lombardo. Una perfetta continuità con il passato.
Un altro elemento politico importante che si coglie dal nuovo Governo regionale è la debolezza di quello che resta (veramente poco, in verità) della sinistra siciliana post comunista. Nove deputati del PD sugli undici eletti nella nuova Assemblea regionale siciliana non fanno parte della tradizione del vecchio Pci e suoi derivati.
Non solo. Già dalle prime battute non si esclude che il gruppo parlamentare del PD possa sostenere la candidatura di Gianfranco Miccichè alla presidenza dell’Ars: insomma, invece che organizzare l’opposizione – ammesso che le cose vadano così e questo si vedrà al momento del voto – i parlamentari del PD starebbero pensando a un inciucio con Forza Italia, forse anticipando lo scenario politico nazionale nel caso in cui, alle elezioni politiche del prossimo marzo, non ci dovessero essere vincitori. In questo caso PD e Forza Italia, magari con l’aggiunta di partitini e soggetti vari da ‘acquisire’ sul momento, se dovessero superare il 50%, potrebbero governare insieme.
E’ chiaro che un’eventuale elezione di Miccichè alla presidenza dell’Ars con i voti del PD avrebbe refluenze sul Governo di Nello Musumeci. Nulla si fa per niente. E non è certo un caso che Forza Italia abbia chiesto e ottenuto l’assessorato all’Agricoltura, andato – sempre non certo per caso – a Edy Bandiera, considerato vicino all’ex Ministro Stefania Prestigiacomo, da sempre vicina a Miccichè.
Miccichè ha chiesto e ottenuto l’assessorato che, fino a qualche settimana fa, è stato gestito da Antonello Cracolici, PD, protagonista, nel 2008, del Governo del ribaltone di Raffaele Lombardo, insieme con il senatore Giuseppe Lumia, con lo stesso Lombardo e con lo stesso Miccichè.
Stringendo: se Miccichè dovesse avere bisogno dei voti del PD per essere eletto alla presidenza dell’Ars (anzi, rieletto, visto che ha già fatto il presidente del Parlamento siciliano dal 2006 al 2008) avrebbe di che ripagare la cortesia…
Concludendo, nel Governo di Nello Musumeci abbonda la vecchia politica, da Miccichè a Lombardo, fino ad Armao. Tutti volti già visti: tutti protagonisti di stagioni politiche negative.
Per questo siamo rimasti un po’ stupiti quando abbiamo sentito che Maria Mattarella, la figlia dell’ex presidente della Regione, il compianto Piersanti Mattarella, andrà a ricoprire il ruolo di Segretario generale della presidenza della Regione. Vero è che il suo è un ruolo istituzionale, però…

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

  • Ettore

    Miccichè usci dal governo Lombardo lasciando aperta la porta agli inciuci di Lumia e Cracolici, che vollero testarsi , all’interno del PD, vincendo le primarie per le comunali 2012 a Palermo, utilizzando Ferrandelli utile id…ta.

    La continuità è stata garantita,sotto Crocetta, dalla Monterosso.

    Se questa rimarrà in Regione nulla sarà cambiato.

    Il CDx deve rendersi conto che potrà governare bene solo.emarginando chi ha creato lo sfacelo degli ultimi 10 anni

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Questo discorso sulla laurea in giurisprudenza è molto pernicioso. L'amministrazione prevede un sistema articolato...

Miccichè usci dal governo Lombardo lasciando aperta la porta agli inciuci di Lumia e Cracolici,...

Mi permetto di sottolineare che, se è vero che Armao sia stato uomo della squadra...

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