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Da “Gli uomini non si voltano”

Da “Gli uomini non si voltano”
novembre 12
06:50 2017

 

Vede, caro amico, a lei pare che io sono qui e comando e fotto i miei sicilianuzzi che mi danno il voto. E forse è vero. Ma tutti questi novanta bestioni che siamo qui, il primo io, ci chiamino legislatori o mangiapane a tradimento, comunque una cosa la sappiamo fare: sappiamo leggere nella mente di cinque milioni di siciliani che si lamentano e protestano e ci insultano ma tornano sempre a votarci. E sa perché?
Vengo e mi spiego. Tutti abbiamo un POBBLEMA. Ce l’ha lei. Ce l’ha il cornuto pacifico. Ce l’ha un altro che deve sistemare il figlio al concorso per carabiniere. Il POBBLEMA ce l’ha anche il professore della Bocconi o l’astronauta o il mafioso. Che deve fare questo cristiano? Viene da me. E da subito io glielo risolvo. Perché gli do una speranza. Gli do un’attesa. Se viene da me, vuol dire che si è informato: ha capito che l’affare suo, la soluzione del suo POBBLEMA, non è risolvibile con una domandina, facendo il turno o la fila. Vuole qualcosa di più. E come si chiama questa cosa?
PRIVILEGIO. Gli regalo il privilegio. Non hai l’acqua a casa? Te la faccio avere. Ma qui in Sicilia questa cosa vale di più, perché l’acqua che ti arriva in casa io la sto togliendo a un altro. Vuoi un posto di lavoro? Lo tolgo a uno e lo do a te. Vuoi entrare all’università di ‘sta gran gargiazza di Boston? La borsa di studio che toccava a un altro la faccio avere a te, anche se sei testa di cocuzza. Anzi, il privilegio vale molto, molto di più.
Il privilegio, dunque. E come si paga il privilegio che a giro a giro tocca a tutti? Con la sudditanza. Hai avuto il posto nell’azienda di Saronno che costruisce le ruote di carretto? Bene. Se poi una mattina ti svegli e trovi un palazzo davanti alla tua villetta a mare devi stare zitto. Perché il privilegio è toccato a un altro. E a giro a giro tutti siamo sudditi. Hai avuto la raccomandazione per lavorare a Cinecittà dove stanno girando il film sulle scimmie che riempiono cannoli di ricotta? Bene. Ma se ti svegli a Ferragosto e per cinque giorni non ti puoi fare la doccia perché non c’è una goccia d’acqua non ti puoi lamentare. L’acqua tua se la sta bevendo un altro.
A giro a giro, amico mio, tutti siamo sudditi e privilegiati, privilegiati ma sudditi. Per questo da noi in Sicilia non si fanno rivoluzioni. Non se ne sono mai fatte. Ogni tanto qualcuno si incazza, butta voci, si fa pure ammazzare. Ma la rivoluzione, che fa scendere tutti per strada, con il Sangue agli occhi e lo schiribicchio di tagliare teste, non si farà mai qui da noi.

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Gaetano Savatteri

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