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#REGIONALISICILIA/Perché ho deciso di non candidarmi con Claudio Fava alle elezioni regionali

#REGIONALISICILIA/Perché ho deciso di non candidarmi con Claudio Fava alle elezioni regionali
settembre 28
15:44 2017

Da socialista libertario, con Sinistra Italiana, ho immaginato un percorso politico diverso. Magari una sinistra aperta alle giovani generazioni pronta a inventare e a scommettersi per un futuro diverso dai disastri prodotti in questi anni dal Governo crocetta-PD.

Intanto un ringraziamento: un grazie a chi ha pensato al mio nome e alla mia storia per una candidatura alle elezioni regionali nella lista di Claudio Fava. Entro subito nel merito per dire che non me la sento di accettare questa candidatura. Non me la sento perché non mi ritrovo più in un percorso politico che, all’inizio, mi è apparso esaltante, ma che via via – soprattutto nelle ultime settimane – si è appesantito troppo, tra tatticismi e ritorno di una sinistra siciliana che a me appare superata dalla storia.
Provengo da una tradizione socialista. E come tutti i socialisti che si rispettino c’è, in me, una vena libertaria che mi ha sempre portato a dare grande considerazione a ciò che la politica, spesso, non riesce a rappresentare: per esempio, le istanze delle giovani generazioni e l’insofferenza verso i nuovi dispotismi che arrivano dall’Unione Europea.
Se proprio la devo dire tutta, ho aderito a Sinistra Italiana anche perché ho sempre seguito con attenzione le considerazioni di Stefano Fassina sull’insostenibilità di un’Unione Europea dell’euro troppo sbilanciata sulle politiche del rigore.
Noi socialisti, da Keynes in poi, siamo keynesiani, perché non abbiamo mai creduto, né crediamo alle virtù del libero mercato. Del resto, la storia insegna che, là dove i socialisti si genuflettono al mercato, vanno a sbattere, come è andato a sbattere in questi giorni, in Germania, il socialismo, in verità molto annacquato, di Martin Schulz.
Da keynesiano convinto ho aderito a Sinistra Italiana perché stimo molto Stefano Fassina. Poi sono arrivati i compagni di SEL, portatori del ‘pacchetto’ parlamentare di Camera e Senato. Sono arrivati loro e siamo andati avanti lo stesso. Anche se con qualche perplessità.
Perplessità che, qui in Sicilia, sono aumentate quando ho visto Sinistra Italiana – spiace dirlo – troppo ‘schiacciata’ sulle tesi trasformiste del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e sul suo ‘modello Palermo’. Ma questa fase, a dire il vero, è stata superata con l’alleanza – in vista delle elezioni regionali del 5 novembre – con i tanti Movimenti della sinistra siciliana alternativa ai disastri provocati in Sicilia dal Governo Crocetta-PD.
Da socialista libertario non posso che vedere positivamente un grande schieramento che metta insieme i tanti movimenti della sinistra, la vera tradizione socialista siciliana, Sinistra Italiana e, perché no?, anche gli amici di Articolo 1 MDP. L’importante è che si proceda insieme, senza fughe in avanti. E senza quella che, negli anni passati, veniva definita “egemonia”.
Invece che è successo e che sta succedendo? E’ successo che, a un certo punto, è arrivata la candidatura di Claudio Fava alla presidenza della Regione. Candidatura autorevole, certo. Ma maturata nel chiuso delle stanze, senza partecipazione, senza alcun dibattito. Sbaglio o gli stessi compagni di Rifondazione comunista sono rimasti, almeno all’inizio, un po’ perplessi?
Questa candidatura decisa così – decisa sostanzialmente da Ottavio Navarra, che ha ritirato la propria candidatura, e da Claudio Fava che, d’accordo con Navarra e, suppongo, con altri soggetti, magari romani, ha posto la propria candidatura, non ha annunciato nulla di buono.
E infatti, puntuali come equazioni chimiche, stanno arrivando, uno dopo l’altro, gli effetti di una concezione della politica un po’ vecchia, fatta di furbizie, di ammiccamenti, di documenti ‘firmati’ che impegnano, a parole, questo e quello, di fughe in avanti e, in ultima analisi, di liste che sembrano cucite su misura per personaggi, di certo autorevoli, ma non certo portatori di nuove istanze.
Sia chiaro: nulla contro i candidati delle liste di Fava. Il mio è un semplice ragionamento politico.
Non ho nulla da dire sulla candidatura di Pino Apprendi, così come non ho nulla da dire sulla candidatura di Francesco Aiello. Sono, lo ripeto, personalità politiche stimabilissime.
Il fatto è che io avevo immaginato – a quanto pare sbagliando – un progetto politico diverso.
Mi chiedo e chiedo: dove sono i ragazzi dei movimenti della sinistra che si riunivano nei mesi scorsi in tanti centri della Sicilia? Il problema non è essere alternativi al PD, ma come essere alternativi al PD.
Se c’è un’alternativa culturale prima che politica, fatta di giovani generazioni, di ragazzi siciliani che guardano al futuro, immaginando un futuro diverso dal quello che il Governo Crocetta e il PD hanno creato in questi anni – un futuro da disoccupati o da emigrati – ebbene, allora il progetto, culturale, prima che politico, è interessante.
Ma se lo sguardo, con rispetto parlando, si rivolge al passato cambia tutto. E questa esperienza rischia di diventare un’alternativa al PD, magari nel nome di D’Alema e Bersani che, giustamente, vogliono togliere a Renzi un PD che, con lo stesso Renzi, è diventato uno squallido partito liberista, prono agli interessi dell’Europa antikeynesiana.
E’ questo, alla fine, il motivo per il quale mi chiamo fuori da una battaglia politica certamente nobile che, però, non è la mia battaglia.

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

  • Pasquale Hamel

    Credo che sia stata la scelta migliore

  • rean

    Hai perso una occasione eccezionale!

  • rean

    Hai perso un’ottima occasione per esprimere il tuo valore politico istituzionale!

  • Giuseppina Altamore

    Caro Angelo Forgia, ogni scelta è rispettabile. Ti chiedo una cosa semplice: dove eri tu quando i giovani si riunivano? Le associazioni progettavano? Tanti stavate a guardare un passo falso per attaccare. Io c’ero, e posso dirti che Ottavio Navarra non ha patteggiato con nessun organismo romano il suo ritiro. Lo aveva detto fin dall’inizio che se fosse stato di ostacolo all’unità….. Bastava dargli forza! Dare forza a quel progetto.. e invece… Tutti ad osservare. Angelo.. non parliamo di delusione, ma di costruzione. Facile criticare a posteriori.

  • Tony

    Quello su cui si sta lavorando è dare voce alla pluralità di esperienze politiche e sociali presenti in Sicilia… La candidatura di Fava è nata per ovvie ragioni legati all’assenza di nomi che potessero essere comprensivi del percorso da fare e perché nessuno è cresciuto e conosciuto in tutta la Sicilia come lui anche per il gran lavoro legato all’antimafia. E in ogni caso non c’è stata la possibilità, per ovvi motivi, di far crescere qualcuno sui temi dei territori. Riflettici ancora perché abbiamo bisogno di persone lucide come te e portatrici di innovazione alla luce di diverse letture dei processi sociali come hai dimostrato di essere tu

  • giuseppereina

    E’una scelta coerente,che merita grande rispetto,difficile costruire la sinistra senza i sinistri della sinistra…

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Commenti Recenti

É sempre il vecchio mondo politico che resiste Quanta tristezza vedere gli...

Ma su una strada nuova che non hai praticato ci sono nuovi e vecchi percorsi...

E'una scelta coerente,che merita grande rispetto,difficile costruire la sinistra senza i sinistri della sinistra......

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