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Il sondaggio Piepoli certifica il ‘voto utile’ a Claudio Fava

Il sondaggio Piepoli certifica il ‘voto utile’ a Claudio Fava
settembre 19
10:28 2017

Magari il dato del 25% assegnato a Fava è un po’ troppo ottimistico. Ma la percentuale del PD in accoppiata con Alleanza Popolare del Ministro Alfano all’8%, se ci riflettiamo, è il dato di Palermo. Fava e la sua lista, che piaccia o no al PD, prenderanno i voti dell’elettorato che non ha condiviso l’ascarismo di Crocetta e del Partito Democratico e le fallimentari politiche del Governo uscente su acqua e rifiuti

Il dato, forse, è un po’ sopravvalutato. Ci riferiamo al sondaggio diramato dall’istituto Piepoli, che dà il PD, in accoppiata con Alleanza Popolare di Angelino Alfano all’8% circa, mentre la lista di sinistra di Claudio Fava sarebbe al 25%, al pari con i grillini. Il dato è forte. Ma ci sembra opportuna una riflessione sul sondaggio e, in particolare, sul dato che riguarda il PD e la candidatura di Fava.
Il sondaggio dà i partiti di centrodestra che sostengono Nello Musumeci al 42%. A nostro sommesso avviso, almeno in questa fase, c’è una sopravvalutazione.
Se consideriamo i voti raccolti dal centrodestra alle elezioni regionali di cinque anni fa, in effetti il dato è corretto. Nel 2012 basta sommare i voti presi da Musumeci candidato ufficiale del centrodestra (poco più del 25%) e i voti presi da Gianfranco Miccichè, candidato dissidente dello stesso centrodestra (poco più del 15%) per arrivare a circa il 42%.
Il problema, oggi – per Musumeci – ha due volti. In prima battuta c’è la candidatura di Vittorio Sgarbi alla presidenza della Regione siciliana. Candidatura strana assai, perché, di solito, almeno in politica, il noto critico d’arte si muove di concerto con Berlusconi. Che significa questo? Che l’ex Cavaliere potrebbe avere in testa di se non di fare perdere, quanto meno di indebolire Musumeci.
Non è certo un mistero che Berlusconi, per la guida della Sicilia, puntava all’avvocato Gaetano Armao, già assessore regionale del Governo di Raffaele Lombardo. L’ex Cavaliere ha provato fino all’ultimo a far prevalere Armao. Ma, alla fine, si è dovuto arrendere ai numeri: cioè al fatto che, anche dentro il suo partito – Forza Italia – buona parte dei parlamentari siciliani appoggiava Musumeci.
Si dice che Berlusconi non abbia gradito tanto questa scelta, che lo penalizza sul piano nazionale. Perché una vittoria di Musumeci in Sicilia rafforzerebbe la Lega Nord di Salvini. Vedremo come finirà. Anche se – questo lo possiamo anticipare – se Sgarbi si candiderà per davvero toglierà inevitabilmente voti a Musumeci.
Il secondo problema, sempre per Musumeci – è che Totò Cuffaro non l’appoggia e appoggia, invece Sgarbi.
Insomma, sulla candidatura di Sgarbi, vera o presunta, dobbiamo attendere l’evoluzione dei fatti.
E Fava? I vertici del PD siciliano sono ovviamente molto scettici sul sondaggio dell’istituto Piepoli. Anche se il dato dell’8%, se ci ragioniamo su, è quello di Palermo: sono i voti che PD e alfaniani hanno preso alle elezioni comunali del capoluogo siciliano dello scorso 11 giugno.
Certo, le elezioni di Palermo non sono state un esempio di correttezza elettorale.
Ma questo non inficia di molto il risultato del PD e degli alfaniani. Cosa vogliamo dire? Semplice: che, piaccia o no ai vertici del PD siciliano, il voto a Claudio Fava, nella sinistra siciliana, si configura come il voto utile non soltanto per lo stesso Claudio Fava candidato alla presidenza della Regione, ma per tutta la sinistra.
E’ fuor di dubbio che i cinque anni di Governo Crocetta, per gli elettori della sinistra siciliana, sono stati una grande delusione. Gli elementi che hanno creato disaffezione verso l’attuale Governo regionale sono tanti. Noi ne segnaliamo tre che a noi sembrano i più importanti.
In primo luogo c’è la questione finanziaria. Il Governo Crocetta, sostenuto dal PD siciliano, ha consentito al Governo nazionale di Matteo Renzi, nel nome del risanamento della finanza pubblica italiana, di far pagare alla Regione (e quindi alle famiglie e alle imprese siciliane) più di quanto hanno pagato, in proporzione, le altre Regioni italiane.
Un solo dato deve far riflettere sull’ingiustizia, ai limiti della vessazione, che Renzi ha imposto a 5 milioni di siciliani: ovvero il prelievo annuo, dal Bilancio della Regione siciliana, di un miliardo e 300 di euro: appena 100 milioni di euro in meno dei fondi fatti pagare alla Lombardia.
Ora, se confrontiamo il reddito medio dei siciliani con il reddito medio dei lombardi, non è difficile capire che la Regione avrebbe dovuto pagare molto meno della Regione Lombardia!
In politica l’atteggiamento tenuto da Crocetta e dal PD siciliano si definisce con una sola parola: ascarismo!
Questa ingiustizia non sta sfuggendo agli elettori della Sicilia, perché hanno pagato con le proprie tasche gli scippi finanziari voluti dal Governo Renzi: l’hanno pagata e la continuano a pagare con tasse e imposte comunali elevatissime e con le aliquote IRAP e IRPEF che sono tra le più elevate d’Italia!
C’è, poi, un secondo motivo per il quale gli elettori  della Sicilia dovrebbero preferire Fava al candidato del PD renziano (e di Leoluca Orlando, renziano anche lui), Fabrizio Micari: la questione idrica.
C’era il risultato del referendum del 2011, che ha sancito il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. C’era, nella campagna elettorale del 2012, l’impego di Crocetta e del PD siciliano per il ritorno all’acqua pubblica. Impegno con gli elettori siciliani che Crocetta e il PD hanno tradito nel nome di Renzi, braccio operativo delle politiche liberiste ‘europeiste’.
Quindi il terzo motivo: il flop della raccolta differenziata dei rifiuti. Un flop voluto da Crocetta e dal PD, alleati di Confindustria Sicilia, organizzazione imprenditoriale che ha in Giuseppe Catanzaro il suo presidente regionale. E Catanzaro – che prima di essere eletto presidente ha ricoperto la carica di vice presidente di Confindustria Sicilia – è il titolare della discarica di Siculiana, una delle più grandi della Sicilia.
Di fatto, il Governo Crocetta non ha puntato sulla raccolta differenziata dei rifiuti. E ha lasciato tutto nelle mani dei ‘Signori delle discariche’. E anche di questo, adesso, il PD siciliano ne risponderà agli elettori.

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

  • giuseppereina

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