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Qualcuno spieghi al ‘Corriere della Sera’ che la sinistra siciliana non è solo D’Alema!

Qualcuno spieghi al ‘Corriere della Sera’ che la sinistra siciliana non è solo D’Alema!
settembre 10
08:22 2017

Ci rendiamo conto che i poteri forti vogliono anche in Sicilia una sinistra renziana ‘unita’ per continuare a distruggere la nostra Regione e i siciliani. Ma un conto sono i desideri dei potenti, mentre altra e ben diversa cosa è la realtà. L’assemblea della sinistra di oggi convocata a Palermo, a meno di colpi di scena, dimostrerà che nella nostra Isola c’è una sinistra alternativa a Renzi e ai disastri provocati dal Governo Crocetta

Oggi l’assemblea della sinistra alternativa al PD e, in generale, al centrosinistra che per cinque anni ha guidato la Regione dovrebbe designare il candidato alla guida della Sicilia. In realtà, il candidato c’è già, ed è Claudio Fava. O, quanto meno, è il nome proposto che l’assemblea di oggi dovrebbe ratificare.
Così, a meno di colpi di scena, dovrebbero andare le cose. Perché, in effetti, qualche tentativo di tirare la giacca a Fava c’è stato. Come l’articolo sul ‘Corriere della Sera’ a firma di Paolo Mieli: articolo un po’ strano, a dir la verità, che ha semplificato lo scenario della Sicilia, dipingendolo in modo confuso e approssimativo come una forza politica riconducibile a Massimo D’Alema: una forza politica che, in solitudine, avrebbe deciso di correre alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre in contrapposizione a Renzi.
E’ semplicemente incredibile come la ‘grande’ stampa nazionale, spesso, illustri la Sicilia utilizzando luoghi comuni e, per ciò che riguarda la politica, semplificazioni che lasciano il tempo che trovano. Se questo è il modo di informare, non ci dobbiamo stupire se poi i giornali cartacei si leggono sempre di meno…
Che dire? In Sicilia, alla candidatura di Fava alla presidenza della Regione  si è arrivati dopo mesi di lungo travaglio.
Ci dispiace per Paolo Mieli, ma in Sicilia, a sinistra del Pd renziano, c’è tutto un mondo che le semplificazioni non colgono, soprattutto se non si conoscono fatti, personaggi e cose.
Certo, anche nella nostra Isola esiste Articolo 1 MDP, ovvero una formazione politica dove si ritrovano esponenti vicini a Bersani e a D’Alema che hanno abbandonato il PD di Renzi. Ed è anche corretto aggiungere che sono organizzati.
Ma accanto ad Articolo 1, con rispetto parlando, ci sono altre realtà della sinistra siciliana. A cominciare da Sinistra Italiana, che nella nostra Isola si è data un’organizzazione fatta da tanti uomini e da tante donne che credono nei valori di una politica progressista diversa, molto diversa da quella impersonata da Renzi.
Rispetto al dibattito politico regionale la posizione politica di Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana è sempre stata chiarissima: queste due forze politiche hanno sempre detto che avrebbero appoggiato un candidato unico della sinistra alla presidenza della Regione (anche coinvolgendo il centro) a patto che fosse stato discontinuo rispetto all’esperienza devastante di Rosario Crocetta. E infatti, quando si è profilata la possibile candidatura dell’attuale presidente del Senato, Piero Grasso, Articolo 1 e Sinistra Italiana si sono subito detti favorevoli ad appoggiarlo insieme con il PD.
Poi sappiamo come sono andate le cose: Grasso ha detto no e Leoluca Orlando, a nome del PD di Renzi, ha quasi imposto al centrosinistra la candidatura a presidente della Regione del rettore dell’università di Palermo, Fabrizio Micari.
Poi abbiamo assistito al valzer dell’ambiguità: in un primo momento Crocetta non l’ha accettato e ha detto che si sarebbe ricandidato. Questa è stata la fase in cui Micari appariva ‘discontinuo’ rispetto a Crocetta. Non c’era da meravigliarsi: anche Leoluca Orlando parlava di un candidato del centrosinistra ‘discontinuo’ rispetto a Crocetta.
Poi lo scenario, come dire?, si è trasformato in una mezza commedia, non sappiamo se degli equivoci o degli inganni. Non tanto per i cambiamento di opinione di Crocetta, volato a Roma ad ‘elemosinare’ una candidatura alle elezioni politiche nazionali in cambio della rinuncia.
Il problema non è Crocetta che, anche in questa occasione, ha dimostrato di essere quello che è sempre stato: un personaggio inadeguato al ruolo che cinque anni fa è stato chiamato ad occupare: un politico di poco momento che si accinge ad uscire di scena nel peggiore dei modi possibili, tra frasi sconnesse, se non quasi comiche, sulla base di una promessa di chissà che cosa da parte di un altro personaggio – Renzi – che di impegni ‘solenni’ non ne ha rispettati molti: dal celebre “enricostaisereno” al suo ritiro dalla politica nel caso in cui avesse perso il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre…
No, il problema non è Crocetta, che ormai è fuori dai giochi. Il problema è ciò che Crocetta ha rappresentato per cinque anni in Sicilia e, soprattutto, i danni che il suo Governo ha prodotto alla comunità della nostra Isola: ed è proprio ai danni che ha fatto e a ciò che non ha fatto il Governo Crocetta che il candidato del centrosinistra avrebbe dovuto essere alternativo!
Ma, fino a prova contraria, Renzi in persona ha ringraziato Crocetta. Non è stato, quello di Renzi, un semplice atto di riconoscenza a un presidente della Regione ‘pittoresco’: il segretario nazionale del PD ha voluto segnare il ‘territorio’, facendo capire, a chiare lettere, che Micari dovrà seguire, nelle cose che contano, il tracciato che lo stesso Renzi ha imposto a Crocetta: subordinazione della Sicilia a Roma e, segnatamente, al PD, lasciando immutati i ‘valori’ del renzismo.
Per esempio: qual è la posizione di Micari sull’acqua? Dobbiamo ricordare che Crocetta il ‘rivoluzionario’ e i vari Cracolici, Raciti, Marziano e via continuando, in questi cinque anni, hanno lasciato la gestione dell’acqua nelle mani dei privati. Qual è la posizione di Micari? Continuare sulla strada trasformista di Crocetta? E sui rifiuti qual è la posizione di Micari? Ancora discariche per fare ‘ingrassare’ gli industriali?
Insomma, ce n’è abbastanza per sottolineare che tra Crocetta e Micari non c’è discontinuità, ma semmai continuità: e siamo molto stupiti che Leoluca Orlando, che fino a poche settimane fa faceva della discontinuità con l’esperienza di Crocetta una questione centrale, oggi taccia su questo punto.
Anche il sindaco di Palermo si è allineato a Renzi?
Un errore macroscopico è stato commesso, poi, verso Rifondazione comunista regionale e, in generale, verso i tanti movimenti della sinistra siciliana. Perché i tanti soggetti di questo variegato mondo politico abbiano deciso di affidare la propria rappresentanza a Ottavio Navarra – che come tutti sappiamo è iscritto ad Articolo 1 MDP – non è facile comprenderlo. Forse inesperienza.
Ma è offensivo aver inglobato Rifondazione comunista e tutti questi movimenti in un’unica e indistinta area di sinistra, come ha fatto Mieli sul ‘Corriere della Sera’.
Da mesi Rifondazione comunista regionale e i tanti movimenti lavorano a un progetto di alternativa al PD, a Leoluca Orlando, al Governo Crocetta e a tutto il centrosinistra. Che senso ha non considerarli e associarli alla sinistra di Massimo D’Alema?
Vero è che il PCI andava avanti a colpi di ‘centralismo democratico’ e di ‘egemonia’: ma riproporre questi vecchi metodi cancellati dalla storia è un po’ tragicomico. Se poi certe semplificazioni arrivano da un ‘grande’ quotidiano…

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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2 Commenti

  1. Ettore
    Ettore settembre 10, 12:05

    Occorre scongiurare un ritorno del vecchio , incarnato da un centro destra, sempre più rancido e clientelare
    La candidatura della sinistra sembra una mera affermazione di bandiera senza vera voglia di rivoluzione, un’attestazione di presenza … e poi …?
    Io, da rivoluzionario, voterò a Sinistra ma opterò per il presidente del M5S ché ha una reale possibilità di vincere

    E poi vedremo come impostare la rivoluzione della gente perbene

    Replica al commento.
  2. giuseppereina
    giuseppereina settembre 10, 15:05

    La sinistra unita si forma sui contenuti fuori il Palazzo,non dentro il palazzo,e’ quella sinistra romantica ,ma eeenziale che di fende oppressi deboli,deseredati,sanita’ pubblica di qualità,scuola pubblica di qualità,acqua pubblica,rifiuti pubblici,pensionati che non sanno come pagate iticket sulla salute.Il grande errore della sinistra e ‘ stato sempre quello di volere coinvolgere il ceto medio,perché si dice anche ragione ,protagonista dei grandi mutamenti storici.,così la sinistra da riformista diventtava trasformista e da rossa rosa.Gli ultimi dati ISTAT,rivelano la fine dei due rivali storici,la classe operaia e la borghesia,per cui vi è una ricchezza che si concentra nelle mani dipochi è una larghissima fascia sociale che si fa più sempre più povera,non solo di soldi,ma anche di diritti e’ quello il largo elettorato della sinistra.A D’Alema,di cui stimo molto l’intelligenza,la capacita’ oratoria,l’irrefrenabile gusto dell’ironia che e’ anche il mio,ma di cui riconosco i grandi errori e ha l’intelligenza per riconoscerli anche lui,,aiuti attraverso un candidato unitario è scelto fuori dal palazzo e dal sui balletto a scegliere un candidato attorno al quale si possa riconoscere una sinistra rappresentante di quei bisogno di cui ho detto prima e che rappresenta una crescente fascia

    Replica al commento.

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La sinistra unita si forma sui contenuti fuori il Palazzo,non dentro il palazzo,e' quella sinistra...

Occorre scongiurare un ritorno del vecchio , incarnato da un centro destra, sempre più rancido...

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