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ÇAFFE’ AMARO/L'”abusivismo di necessità” alla siciliana

ÇAFFE’ AMARO/L'”abusivismo di necessità” alla siciliana
agosto 12
08:09 2017

Provocato dalla vicenda del comune di Licata, torna il vecchio e poco edificante tema dell’abusivismo edilizio in Sicilia. Il territorio siciliano è stato, soprattutto a partire dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso, devastato da una selvaggia attività edificatoria, molto spesso fomentata e gestita da poteri criminali, che non si è fermata davanti a nulla. La risposta dei pubblici poteri è stata tuttavia debole, le leggi che si sono succedute nel tempo, piuttosto che ribadire una forte azione di contrasto, si sono soprattutto interessate a capire in modo capzioso le ragioni dell’abusivismo, inventandosi formule come “abusivismo di necessità” giustificatorio delle violazioni di legge, e proliferando in provvedimenti di condono o sanatorie edilizie col risultato, davvero poco edificante, che il cittadino era indotto a pensare che violare la legge non fosse poi un problema così grave. La legislazione della Regione siciliana, cui è attribuita competenza esclusiva in tema di urbanistica e lavori pubblici (art. 14 dello Statuto), in questo è stata avanguardia negativa. Ha infatti usato la sua competenza, e questo bisognerebbe ricordarlo allo sparuto gruppo di sicilianisti che protestano contro lo scippo delle competenze statutarie, per produrre una legislazione fatta di condoni e sanatorie che ha sostanzialmente non solo legittimato ma, anche, favorito l’abusivismo edilizio.

Sull'Autore

Pasquale Hamel

Pasquale Hamel

Pasquale Hamel, nato nel 1949, residente a Palermo. Laureato in Giurisprudenza e filosofia, docente universitario, è stato funzionario parlamentare, giornalista e, attualmente, direttore del Museo del Risorgimento di Palermo. Autore di numerosi saggi sulla storia della Sicilia, si è ultimamente occupato del problema islamico.

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