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La gestione dei rifiuti in Sicilia è un sistema fuorilegge: PIANIFICATO, ORGANIZZATO E STRUTTURATO

La gestione dei rifiuti in Sicilia è un sistema fuorilegge: PIANIFICATO, ORGANIZZATO E STRUTTURATO
agosto 08
12:56 2017

Il Ministro dell’ambiente è responsabile quanto l’assessora ed il presidente della regione dello sfascio rifiuti. La Sicilia è la regione con il più alto “fatturato” in emergenze e in discariche da cui dipendiamo per il 90%, grazie al fatto che nell’Isola non si pratica da 20 anni la gestione ordinaria nel rispetto dell’ordinamento giuridico per la quasi totalità delle norme che regolano il settore. Del resto il commercialista Galletti è un “cultore fai da te” non solo della materia ambientale ma anche del nostro ordinamento giuridico, basti pensare che la delicatissima Commissione Nazionale VIA/VAS da tre anni scaduta ed attraversata da numerose vicende giudiziarie, continua a rimanere in prorogatio (La legge 444/1994 stabilisce la proroga per soli 45 giorni successivi alla scadenza).

Eppure in Sicilia sono stati spesi più di un miliardo di somme destinate all’impiantistica e alle bonifiche, ma “non a caso” sono stati sperperati per attività avulse dalle reali criticità o per scopi secondari, ma tutti a sfondo elettoralistico, compreso il solo progettare e mai realizzare la bonifica dei siti inquinati, reclutando colletti bianchi e professionisti amici/compiacenti al “sistema di potere emergenzialista” che ha ripagato alcuni di loro con la nomina ad assessori e a direttori generali.

Oggi a vent’anni dal decreto Ronchi (D.Lgs n. 22 del febbraio 1997), assistiamo al dileggio sistematico delle norme e delle buone pratiche europee e nazionali nella gestione dei rifiuti, di cui ha fatto tesoro (per fortuna) anche la regione Campania che oggi supera il 50% di R.D., e fino a pochi tempo fa condivideva con la Sicilia le peggiori pratiche di gestione. Come recita una vecchia canzone “SIAMO RIMASTI SOLI”.

I monopolisti delle discariche, i trafficanti e gli incendiari di rifiuti “ringraziano e incassano” perché da tempo tutto volge in loro favore. Grazie alla laboriosa attività che in questi due decenni ha distinto i decisori politici e i vertici delle amministrazioni (molti dei quali accuratamente “selezionati” o “segnalati” per le loro indiscutibili credenziali, in cui spiccano: l’esuberante e manifesta incapacità e la dedizione puntuale ed encomiabile alla compiacenza e al servilismo.

L’ultimo presidente (ci auguriamo che sia l’ultimo per davvero, non certo per il ruolo), dopo aver promesso che avrebbe messo a posto la gestione dei rifiuti restituendola ai sindaci, scelta scellerata quanto stupida e costosa e che ha terremotato ulteriormente un quadro gestionale disastroso, si è messo ad ululare sull’irrinunciabile necessità di inviare i rifiuti all’estero diffondendo la falsa informazione, con la compiacenza dell’assessore e del dirigente generale, a causa dell’imminente esaurimento delle capacità di abbancamento delle discariche. Lo abbiamo dimostrato con i numeri tre anni fa che era una bufala, ma nulla è successo, anzi, con la compiacenza del Ministro è stata legittimata l’attività operativa gestionale delle discariche al di fuori delle norme, senza che nulla nel contempo accadesse, consolidando il ruolo di monopolio degli attuali gestori, attraverso l’emanazione di illegittime ordinanze ex art. 191, D.Lgs 152/2016, ed approvate dal “cultore dell’ambientale” Galletti.

E’ curioso, in realtà è significativo che nella terra di Cosa nostra, in un settore estremamente lucroso come quello delle discariche, nessun nuovo imprenditore si sia fatto avanti e che i decisori politici non abbiano fatto nulla per favorire la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento, che nella situazione attuale si rendono necessari, anche solo per permettere la prossimità tra produzione e smaltimento in discarica, preparando la transizione a ciò che andava fatto a partire dal 1997 e che mai è accaduto (finora). Non credo che nessuno si sia fatto avanti per la scarsa dedizione all’intraprendere che indubbiamente caratterizza l’economia della Sicilia, più caratterizzata da “prenditori” di denaro pubblico, o che sia frutto della distrazione dei poteri legislativi ed esecutivi di cui dispone la Sicilia e di cui non ci sono tracce significative.

Il lancio di grida per false emergenze del presidente della regione per gabellare la necessità di inviare i rifiuti all’estero, è stato alternato da patetici proclami in cui si annunciavano mirabolanti ed imminenti soluzioni come l’inertizzazione dei RSU, irridendo all’intelligenza dei siciliani, o con la promessa sempre mediaticamente efficace – rilanciata periodicamente da utili idioti che ci rappresentano nel governo del Paese – di realizzare 5, o forse 7, oppure 9 inceneritori e bla, bla, bla. Sembrano dire:
Signori venghino, venghino signori…
Lo spettacolo continua? o è finito?.
Vedremo.

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Sull'Autore

Aurelio Angelini

Aurelio Angelini

Esperto nelle politiche di gestione e pianificazione delle risorse Ambientali, dei Beni Culturali e del Patrimonio UNESCO.

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1 Commento

  1. Mario
    Mario agosto 09, 13:01

    Solo gli imbecillì si accorgono del malaffare ? Ma quelli pagati da noi tutti, esperti in materia, non di accorgono di nulla.

    Replica al commento.

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