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“Per promuovere buona o piena occupazione, sono necessari investimenti pubblici in piccoli cantieri, da finanziare in deficit”

“Per promuovere buona o piena occupazione, sono necessari investimenti pubblici in piccoli cantieri, da finanziare in deficit”
agosto 01
07:48 2017

Sarebbe utile che i vari esponenti del Governo, commentatori intermittenti dei dati su occupazione, leggano i comunicati ISTAT prima di intervenire. Se leggessero dovrebbero tacere sugli effetti positivi del Jobs Act. Innanzitutto, aumentano gli occupati, non i posti di lavoro. Secondo la definizione Eurostat, si è “occupati” se si svolge almeno un’ora di lavoro nella settimana della rilevazione.

Inoltre, i dati contraddicono radicalmente gli obiettivi del Jobs Act:

primo, l’aumento degli occupati è concentrato sui contratti a tempo determinato;

secondo, i contratti a tempo indeterminato riguardano gli ultra cinquantenni a causa della Legge Fornero, mentre il numero degli occupati delle coorti più giovani è fermo.

Infine, si tratta larghissimamente di lavoro povero. L’analisi propagandistica del Governo è particolarmente preoccupante in vista della Legge di Bilancio per l’autunno: nonostante il clamoroso fallimento dei 25 miliardi di euro impegnati dal 2015 e 2016 sulla decontribuzione per i cosiddetti “contratti a tutele crescenti“, la proposta chiave è ancora una volta la decontribuzione.

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Stefano Fassina

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