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#REGIONALISICILIA Sinistra Italiana sulle elezioni regionali siciliane: “Un’alternativa al renzismo e a Crocetta”

#REGIONALISICILIA Sinistra Italiana sulle elezioni regionali siciliane: “Un’alternativa al renzismo e a Crocetta”
Luglio 20
13:48 2017

Nel documento elaborato dalla assemblea regionale di Sinistra Italiana si individuano, con chiarezza, alcuni obiettivi politici che dovrebbero caratterizzare una candidatura di sinistra alla presidenza della Regione: rottura dei vecchi equilibri, a cominciare dal ruolo e dal peso esercitato fino ad oggi da Confindustria Sicilia

 

Angelo Forgia

Si può costruire, in Sicilia, una sinistra lontana dal renzismo in salsa romana e siciliana? E si può realizzare tale obiettivo senza fughe in avanti, senza furbizie, con obiettivi politici chiari?

Il vero snodo di questa storia è la chiarezza di intenti. Se non si sa – o magari non fa comodo – conoscere dove si vuole arrivare, tutto si complica. Sotto questo profilo il documento elaborato dalla assemblea regionale di Sinistra italiana della Sicilia offre spunti che, quanto meno, hanno il pregio della chiarezza.
Leggiamo insieme questo documento.

Le drammatiche condizioni della Sicilia, che si sostanziano in una povertà non solo economica ma anche culturale e di futuro, impongono scelte chiare che vadano nella direzione di un netto cambiamento del governo e delle politiche dell’Isola. Il ruolo della sinistra, allora, deve essere quello di proporre una via d’uscita e non di mera testimonianza, con una proposta di governo di vera rottura con la fallimentare esperienza del governo Crocetta e con tutte le pratiche, nomi e modalità che questa crisi hanno alimentato e costruito”.

Da qui si capisce subito un primo elemento politico: il giudizio negativo sui Governi regionali degli ultimi cinque anni presieduti da Rosario Crocetta. Il problema non sta solo in Crocetta, ma nelle “pratiche” di Governo, nelle “modalità” di Governo e nei “nomi” (cioè i personaggi) che hanno fatto parte di questa esperienza.

Se ne deduce che una candidatura di sinistra per la presidenza della Regione siciliana deve mettere da parte Crocetta, ma anche i sui compagni di strada, le pratiche e le modalità di Governo utilizzate in questi cinque anni.

Sinistra Italiana sottolinea la necessità di “adottare un codice etico ed antimafia che affronti un maniera chiara e definitiva la questione morale.

A questo punto arriva l’affondo su Confindustria Sicilia:

È necessario, altresì, rompere con l’egemonia di una Confindustria che ha, di fatto, governato nei governi Cuffaro, Lombardo e Crocetta, con una modalità criminogena della gestione del ciclo dei rifiuti che ha scientemente prodotto disastri ambientali e, per questa via, lauti introiti ai signori delle discariche. È necessario ripublicizzare la gestione del servizio idrico nel rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 2011 e proporre un piano di investimenti per la conversione ecologica dell’economia siciliana, rilanciando la piena occupazione”.

In dieci righe, come si può notare, Sinistra Italiana descrive e stigmatizza l’alleanza politica che, negli ultimi cinque anni, ha visto insieme Confindustria Sicilia di Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro (quest’ultimo, oggi, è presidente di Confindustria Sicilia), il senatore Giuseppe Lumia e il presidente Rosario Crocetta.

Nel nome di questa alleanza – mai venuta meno – il Governo Crocetta ha messo fuori dalla Giunta l’ex assessore, Nicolò Marino, ‘reo’ di aver messo in discussione il sistema di Giuseppe Catanzaro, titolare della discarica di Siculiana.

Occorre valorizzare il nostro patrimonio storico e culturale – leggiamo sempre nel documento di Sinistra Italiana – investire nella scuola e nella formazione e guardare all’agricoltura come vettore pulsante dell’economia della Sicilia. È urgente elaborare un piano infrastrutturale che garantisca i trasporti commerciali e la mobilità sostenibile dei cittadini, avviare, inoltre, politiche di inclusione sociale e di valorizzazione del ruolo della Sicilia nel Mediterraneo, diffondendo la cultura della buona accoglienza contro gli abomini come il CARA di Mineo e gli hotspot”.

Poi si arriva alle possibili candidature:

Riteniamo che, in questo contesto, solo candidature con il profilo istituzionale, politico e morale come quello di Pietro Grasso, possano condurre alla costruzione di un’alleanza larga, partecipata e democratica nel segno di una discontinuità nelle pratiche e nelle persone delle passate amministrazioni regionali. In assenza di queste condizioni politiche e programmatiche Sinistra Italiana, partendo dall’interlocuzione già avviata con art.1 MDP, avanzerà a tutte le forze sociali, civiche, progressiste e di sinistra una proposta politica per una piattaforma elettorale alternativa in grado di esprimere una candidatura un’autonoma alla Presidenza della Regione, dando mandato al gruppo dirigente regionale di verificarne la fattibilità con tutte le forze sociali, civiche, democratiche e progressiste che hanno caratterizzato le esperienze di Palermo, Messina, Caltanissetta e con ogni altra soggettività emergenti come Sinistra Comune ed esperienze simili diffuse nel territorio siciliano”.

Il passaggio finale, benché articolato, è piuttosto chiaro: nessuna alleanza con chi ha partecipato all’esperienza di Crocetta. La partita, nella sinistra siciliana, in vista delle elezioni regionali di novembre, è ancora tutta da giocare.

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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