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Dati Istat: in Italia oltre 1 milione e mezzo di famiglie in povertà assoluta

Dati Istat: in Italia oltre 1 milione e mezzo di famiglie in povertà assoluta
luglio 17
07:55 2017

Sono sempre meno di 5 milioni i poveri nel nostro Paese, almeno quelli rilevati dall’Istat che pubblica i dati del 2016, con 1 milione e 619mila famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni e 742mila individui.

Rispetto all’anno precedente poco è cambiato. L’incidenza della povertà assoluta sale al 26,8% dal 18,3% del 2015 tra le famiglie con 3 o più figli minori, coinvolgendo nel 2016 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui. La condizione di povertà aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5%.
L’incidenza della povertà assoluta aumenta al Centro in termini sia di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell’anno precedente).
L’incidenza della povertà assoluta aumenta al Centro in termini sia di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell’anno precedente).
Rispetto al 2015, le famiglie residenti nei comuni Centro delle aree metropolitane vedono migliorare la propria condizione, con un’incidenza di povertà assoluta che si porta a 4,9% da 7,2%; questo accade soprattutto per le famiglie dei grandi centri del Nord (5,5% dal 9,8% del 2015). Per i comuni di dimensione più ridotta del Centro, invece, l’incidenza quasi raddoppia rispetto al 2015 (dal 3,3% al 6,4%). Questo andamento trova in parte riscontro nei danni provocati dal terremoto sul tessuto economico, che ha colpito ampie zone di Umbria, Marche e Lazio2. Nel Mezzogiorno, i valori più elevati si registrano nei comuni Periferia delle aree metropolitane (11,1%) e negli Altri comuni fino a 50mila abitanti (7,8%). Al Centro, i valori sono più alti nelle Periferie di area metropolitana e nei comuni maggiori (7,4%) mentre nel Nord i comuni Centro di area metropolitana, pur migliorando rispetto al 2015, presentano i valori più elevati dell’incidenza nella ripartizione (5,5%).
Nel 2016 l’incidenza di povertà assoluta risulta più contenuta, e al di sotto del valore medio, tra le famiglie di soli italiani (4,4%). Viceversa, si attesta su valori molto elevati tra le famiglie con componenti stranieri: 25,7% per le famiglie di soli stranieri, che riportano valori superiori al 20% in tutte le ripartizioni, con il Mezzogiorno a sfiorare addirittura il 30%. Per le famiglie miste il valore dell’incidenza è pari a 27,4%, con una crescita più accentuata nel Nord (da 13,9% a 22,9%)
Le soglie di povertà assoluta rappresentano i valori rispetto ai quali si confronta la spesa per consumi di una famiglia al fine di classificarla assolutamente povera o non povera. Ad esempio, per un adulto (di 18-59 anni) che vive solo, la soglia di povertà è pari a 817,56 euro mensili se risiede in un’area metropolitana del Nord, a 733,09 euro se vive in un piccolo comune settentrionale, a 554,03 euro se risiede in un piccolo comune del Mezzogiorno.
Nel report “La povertà in Italia” relativo al 2016, l’Istat rileva quindi una particolare difficoltà nelle famiglie con la persona di riferimento operaio o alla ricerca di occupazione.
Anche la povertà relativa nel 2016 risulta stabile rispetto all’anno precedente: riguarda il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui, il 14,0% dei residenti (13,7% l’anno precedente).
In generale la povertà è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%).
La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne
L’incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%).
L’incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se è almeno diplomata.

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É sempre il vecchio mondo politico che resiste Quanta tristezza vedere gli...

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E'una scelta coerente,che merita grande rispetto,difficile costruire la sinistra senza i sinistri della sinistra......

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