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CAFFE’ AMARO/La questione clima con Trump

CAFFE’ AMARO/La questione clima con Trump
giugno 02
14:22 2017

Trump fa uscire gli USA dall’accordo di Parigi per la limitazione delle emissioni climalteranti. Ce lo aspettavamo, speravamo non lo facesse, ma ce lo aspettavamo. Il gesto, come dice in un suo articolo Zucconi, fa definitivamente tramontare il ruolo centrale che gli USA hanno giocato nei cento anni esattamente trascorsi dalla loro entrata in guerra durante il primo conflitto mondiale. Ora la palla passa ad un’Europa sfiancata, vecchia, comandata da banche e faccendieri, caratterizzata in modo più o meno diffuso da livelli di corruzione oramai simili a quelli delle repubbliche delle banane dell’America Latina negli anni cinquanta. Più ad oriente una Cina in grande spolvero, sempre più attenta al clima nonostante i paurosi primati nell’inquinamento, e, cheta cheta, l’India. Inizia l’era di Cindia? Inizia il secolo in cui le decisioni più importanti verranno prese tra Bejing e New Deli? Forse. In piccolo registro come vi sia sempre un amico del giaguaro pronto a fare il passo. Zichichi, si proprio quello che è stato lì a fare da ponte tra la Scienza (dice lui di essere scienziato) e la fede cattolica, oggi si affretta a dare ragione a Trump. Sostiene che si, bisogna punire gli inquinatori ma non perchè l’inquinamento possa provocare cambiamenti climatici. Che dirne? Parafrasando un vecchio proverbio siciliano ad un cretino un cretino e mezzo?

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Giuseppe Maria Amato

Giuseppe Maria Amato

Consulente ambientale

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