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Con Renzi è tornata la DC: riecco la Federconsorzi targata Coldiretti

Con Renzi è tornata la DC: riecco la Federconsorzi targata Coldiretti
Maggio 29
15:32 2017

Il progetto è quello di far pagare agli ignari contribuenti italiani i ‘buchi’ del passato e del presente. Per consentire a Renzi, tramite Coldiretti, di gestire in modo clientelare quel poco che resta dell’agricoltura italiana. Ma c’è il No di CIA , Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agro-alimentari.

Ma una, almeno una giusta Renzi la farà? Ce lo chiediamo commentando l’ennesima operazione che il ‘suo’ PD sta provando a portare avanti con la Coldiretti, non senza mal di pancia anche all’interno dello stesso Governo Gentiloni (il vice Ministro dell’Economia, Enrico Morando non sembra molto d’accordo): il ‘rilancio’ della Federconsorzi.
La Federconsorzi, per la cronaca, è stata, a partire dagli anni ’50 del secolo passato, uno dei punti di forza della Coldiretti ‘Bonomiana’ (da Paolo Bonomi, il piemontese che ha diretto per tanti anni questa organizzazione agricola in nome e per conto della DC, partito del quale è stato per lunghi anni parlamentare). Una storia che si conclude con la ‘liquidazione’ della Democrazia Cristiana operata da Tangentopoli.
Quando finisce la Prima Repubblica ci si accorge che la Federconsorzi (la Federazione degli oltre 70 Consorzi agrari sparsi per l’Italia) presentava un ‘buco’ di 4 mila miliardi di vecchie lire. Da allora ad oggi la Coldiretti, privata del suo naturale partito politico di riferimento (la già citata DC), ha provato in tutti i modi a far rivivere i ‘fasti’ della Federconsorzi che, sulla carta, forniva servizi agli agricoltori, ma che in pratica era un formidabile strumento per tenere insieme, in un abbraccio clientelare, la piccola proprietà contadina presente in tutta l’Italia, soprattutto nel Centro Sud.
Perché si torna a parlare di Rilancio della Federconsorzi? Perché il PD è ormai nella mani di Renzi, al quale della sinistra classica, si sa, non gliene può fregare di meno. Di fatto, Renzi è un democristiano che si è integrato con un’Unione Europea nella quale a comandare sono i massoni e gli imbroglioni. E Bruxelles, si sa, pur di tenere l’Italia buona, lontana dai movimenti ‘Sovranisti’, è disposta anche a concedere strumenti clientelari a chi si impegna a tenere gli italiani come ‘sudditi’ da depredare con il sistema euro-spread, concedendo loro parziali ‘ristori’.
Questo è il ruolo di Renzi, che deve recitare la parte di chi chiede “un’altra Europa” per gabbare gl’ italiani (un po’ come la buffonata socialista greca, dove Tsipras sta praticamente finendo di distruggere il popolo greco nel nome del ‘socialismo’ e di “un’altra Europa sempre più immaginifica e lontana dalla realtà…). Per gli italiani sono pronti, dopo il voto alle elezioni politiche (che Renzi ovviamente pensa di vincere in alleanza con Berlusconi, che tradirebbe i suoi ormai pochi elettori, ma salverebbe le sue aziende), il ‘bastone’ e la ‘carota’.
Una delle ‘carote’ dovrebbe essere il rilancio della Federconsorzi. Come? Trovando un po’ di soldi per pagare i debiti arretrati (che ci sono ancora) e per foraggiare i nuovi debiti.
Così arriviamo ai giorni nostri. Con il Governo Gentiloni che ha proposto di istituire presso l’ISMEA (Istituto per i Servizi al Mercato Agricolo) un fondo di 40 milioni di Euro. Obiettivo: iniziare e ristrutturare i debiti accumulati dai circa venti Consorzi agrari in amministrazione ordinaria. Cosa, questa, che non è andata giù alla CIA, a Confagricoltura e all’Alleanza delle cooperative agro-alimentari.
Ma questo sembra l’obiettivo della Coldiretti che ormai va in simbiosi con il sistema di potere renziano (non bisogna dimenticare che la Coldiretti di Roberto Moncalvo, lo scorso 4 dicembre, si è schierata in favore delle riforme costituzionali renziane, prendendo una sonora ‘sberla’, visto che hanno i No a Renzi e alle sue riforme).
La sconfitta non ha cambiato l’alleanza politica. A Renzi, che è il riferimento dell’Europa dell’euro in Italia, serve un aggancio forte con il mondo agricolo: da qui il tentativo, per ora bloccato, di ridare alla Coldiretti gli ‘strumenti’ per creare il consenso.
Sarà così? Con molta probabilità, per capire come finirà bisognerà aspettare le elezioni politiche, previste per ottobre. Renzi è sempre il segretario di un PD che si accinge – ormai l’hanno capito tutti – ad allearsi con Berlusconi. Se questa alleanza basterà (ma basterà?) a battere i grillini, i 90 milioni di euro per azzerare i debiti con la Popolare dell’Etruria, con la Popolare di Vicenza e con il Monte dei Paschi di Siena si dovrebbero trovare.
Del resto, l’Unione Europea dell’euro, se c’è da affamare il ceto medio, da lasciare senza soldi gli anziani malati e i disabili gravi non si crea alcun problema. Sostenere chi soffre non è nelle corde dei massoni di Bruxelles. Ma se c’è da tenere buona una categoria, per poi ‘spennarla’ nel futuro, l’Unione Europea non si tira indietro.
Con la ‘Grande Europa’, si sa, al peggio non c’è mai fine.

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura.

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