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Andiamo a votare! Sicuro?
 Attenti ai passi falsi in un momento così delicato…

Andiamo a votare! Sicuro?
 Attenti ai passi falsi in un momento così delicato…
Maggio 22
09:31 2017

Sappiamo tutti perfettamente che la grande maggioranza degli italiani non ne può più di questo Parlamento pieno di inquisiti e di voltagabbana, eletto con una legge incostituzionale e mantenuto in vita da un Presidente non proprio esemplare, autore di leggi di riforma costituzionale sonoramente bocciate dall’elettorato. Ed è giusto che sia così: che un parlamento del genere stia ancora in piedi è un’offesa alla democrazia, al buon senso ed al comune senso del pudore, dunque che si tolga dai piedi prima che può. Però… c’è un però.

Se avessimo votato entro luglio sarebbe stato un altro paio di maniche, e la cosa sarebbe stata ben fatta, ma non è detto che la stessa cosa sia auspicabile in autunno. Vengo e mi spiego: votare a ottobre o novembre significherebbe rinviare alla prossima legislatura l’approvazione del bilancio finanziario di previsione per l’anno successivo. Siccome, fra la campagna elettorale, l’insediamento del nuovo Parlamento e la formazione del nuovo governo, si arriverebbe tranquillamente a gennaio, questo significherebbe far scattare l’esercizio provvisorio, il che comporterebbe una serie di automatismi e fra essi, il più pericoloso, sarebbe lo scatto dell’Iva al 25% con conseguenze non proprio gradevoli in termini di costo della vita, di contrazione dei consumi e di conseguente chiusura di esercizi commerciali ed imprese.

La nostra economia ha sicuramente bisogno di molte cose, meno che di un nuovo giro di vite fiscale. Peraltro, se questa decisione fosse assunta da un governo nel quadro della finanziaria, i cittadini avrebbero un responsabile con cui prendersela, ma, in questo modo, si tratterebbe di un “automatismo” di cui nessuno si sentirebbe responsabile. Solo che, a quel punto, i cittadini se la prenderebbero con chiunque ha voluto le elezioni anticipate di pochi mesi, a costo di mandare a carte quarantotto l’economia nazionale. Se la cosa girasse male, potremmo trovarci di fronte ad una rivolta sociale selvaggia, senza guida e senza direzione, ma solo con una voglia di vendetta contro chi ha voluto le elezioni; un guazzabuglio ti tipo argentino dal quale non usciremmo con una diversa guida politica del paese, ma verso una situazione sempre peggiore. Non sempre tanto peggio è tanto meglio…

E, dunque, se siamo arrivati sino a questo punto, per degradante che sia per il nostro paese, vale la pena di infilarci in questo tunnel? Non saranno quei tre o quattro mesi di anticipo delle elezioni a salvare la situazione.

Piuttosto, credo sia il caso di usare questa manciata di mesi per preparare decentemente le elezioni.

Sull'Autore

Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Ricercatore in Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Milano

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