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CAFFE’ AMARO/ Stranezze, sospetti e…. se ci azzeccassimo?

CAFFE’ AMARO/ Stranezze, sospetti e…. se ci azzeccassimo?
maggio 19
10:43 2017

Sembrava una stranezza che Alfano supportasse le accuse contro le Ong che prestano soccorso ai migranti. Si sospettava che lo facesse per distogliere l’attenzione su ben altre vergogne riguardanti la gestione dei centri d’accoglienza in mano alle cosche, politiche e mafiose. Il giudice Gratteri le ha portate alla luce. Dopo le banche boschive e i Cara mafiosi, Renzi ha ancora qualche ministro da difendere?
E se le indiscrezioni diffuse sui sospetti riguardanti le organizzazioni umanitarie, quelle vere, che si occupano di salvare i naufraghi fossero stati lanciati per gettare fumo negli occhi, nell’interesse di qualcuno che aveva appreso della vera inchiesta, basata su prove certe della Magistratura calabrese, può sembrare un’ipotesi remota? E se qualche politico, mettiamo Di Maio, fosse caduto nella trappola per ingenuità e per spirito di giustizia, mentre qualcun altro, agli antipodi di Di Maio, avesse sostenuto le accuse per ben altre ragioni? In questo paese dove nulla è come appare, sospettare è giusto.

Sull'Autore

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera

Raffaele Vescera è nato a Foggia, dove vive. Dalla lettura infantile di Robin Hood, e dai racconti della nonna sulla vita dei briganti, eredita la passione per i banditi giustizieri. Si occupa di giornalismo politico e culturale dagli anni ’70, facendo altri mestieri per vivere. Scrive il suo primo romanzo nel 1992: Inganni, ovvero le memorie ritrovate del barone Nicola Scassa di Lucera, carbonaro poi brigante per guasto d’amore. Il romanzo, scritto con una lingua “in costume”, edito da una piccola editrice foggiana, la Books e News, e riedito da Claudio Grenzi nel 2006, piacque al compianto Gesualdo Bufalino, che così disse: “ Raffaele Vescera l’ho trovato interessante assai rispetto alla media delle scritture odierne. Si distingue per originalità e pregnanza di scrittura. Mi ha abbastanza impressionato, anche perché tocca certe musiche e certi temi che mi erano cari quando ho scritto Le menzogne della notte. Ho trovato un vigoroso ingegno…” Dell’esordio scrivono vari critici tra i quali Michele Trecca sulla Gazzetta del Mezzogiorno. E’ del 1994, la pubblicazione di un romanzo breve, dal titolo Cacciabriganti pensato come testo narrativo per i ragazzi delle scuole medie, ed adottato da alcuni istituti scolastici. Mentre è del 2001 la scrittura e l’editing per “Stampa Alternativa” delle memorie del cantastorie pugliese, analfabeta, Matteo Salvatore, raccontate ad Angelo Cavallo: La luna aggira il mondo e voi dormite, che, scritto in “lingua sporca” ottiene un buon successo con varie riedizioni. Pubblica vari racconti su giornali e riviste. Finalmente, nel 2003 dopo una lunga gestazione, pubblica il secondo romanzo con l’Asefi di Milano “La mala vita di Nicola Morra”. La storia di un celebre bandito pugliese vissuto nell’Ottocento. Il libro, anche questo scritto in pseudo lingua d’epoca, presto andato esaurito, e non ancora riedito, ha meritato un servizio di radio RAI e l’interesse della radio nazionale bulgara, per via delle affinità emerse tra i comportamenti del bandito in questione e quelli degli “haiduti” balcanici”. Raffaele Nigro ha dedicato un intero capitolo ai romanzi di Raffaele Vescera nella sua antologia della letteratura “brigantesca”: Fucilateli sul campo, edita da Rizzoli. Nel 2012, collabora allo spettacolo "Profondo sud" con Pino Aprile ed Eugenio Bennato. Nel 2013, partecipa con il racconto "Naufraghi" all'antologia "I fuggiaschi" edita dalla Stilo di Bari, con prefazione di Franco Arminio. Dopo le tante incursioni nella storia della Puglia, utili anche per ricostruire un grande passato ottocentesco, mai raccontato, incontra l’avventurosa storia del barone Felice Lombardo di San Chirico, narratagli da un suo discendente. Si può liberare dall’insostenibile fascino di quella storia solo scrivendola. Nasce così, nel 2014, dopo una breve gestazione, Il barone contro. Don Felice e gli altri baroni di San Chirico tra Borbone e Savoia, con prefazione di Pino Aprile, edito dalla Magenes di Milano. Presentato in Rai, ad Uno Mattina, e recensito da alcune importanti testate, consegue un discreto successo.

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