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SICILIA/ I tre moschettieri: che fine faranno Rosario Crocetta, Beppe Lumia e Antonello Cracolici?

SICILIA/ I tre moschettieri: che fine faranno Rosario Crocetta, Beppe Lumia e Antonello Cracolici?
maggio 08
15:14 2017

Chiusa la partita della Finanziaria 2017, l’attenzione della politica siciliana si dovrebbe concentrare sul cosiddetto “Collegato alla Finanziaria”, un disegno di legge che contiene tutto quello che è stato tolto dalla manovra economica approvata nei giorni scorsi dall’Assemblea regionale siciliana, più un’altra serie di provvedimenti che, nell’idea di chi li propone, dovrebbe garantire la rielezione. In realtà, lo scenario politico e parlamentare è molto più complesso. Proviamo a ‘decifrarlo’ per grandi linee. Partiamo dalle elezioni regionali previste per il prossimo novembre. All’Ars si passerà da 90 a 70 deputati. Questo significa che ci saranno 20 poltrone in meno. E questo è già un problema. Ciò significa che ogni candidato uscente che si ricandida avrà bisogno di voti in più rispetto a cinque anni fa. In questo scenario gli avvantaggiati dovrebbero essere i candidati del Movimento 5 Stelle. Lì i nomi contano poco (almeno così è stato cinque anni fa). La scelta di chi andrà in lista, alla fine, sarà di vertice: e chi andrà in lista nelle prime posizioni dovrebbe essere eletto. Anche se, come già ricordato, il numero dei parlamentari si riduce da 90 a 70, è probabile che i grillini prendano più seggi dei 14 di questa legislatura ormai al capolinea.

I problemi si pongono per i candidati delle altre forze politiche tradizionali. Su questo fronte si aprirà una ‘guerra’ che, di fatto, è iniziata. Ed è iniziata proprio quando la vecchia politica siciliana ha deciso di mettere fuori dalla Finanziaria 2017 interi articoli di legge che sono stati trasferiti nel già citato “Collegato alla Finanziaria 2017”. Infatti, se tutto fosse rimasto in Finanziaria non solo i lavori parlamentari avrebbero subìto un ritardo, ma il presidente della Regione, Rosario Crocetta, comunque sarebbero andate le cose, avrebbe già azzerato la Giunta per rifare un Governo di ‘fedelissimi’ con il quale tentare di ricandidarsi. La politica – con riferimento soprattutto ai suoi ‘compagni’ (del PD) e alleati di centrosinistra – ha bloccato tutto. Adesso Crocetta, il PD e compagnia bella dovranno decidere, con il “Collegato”, come spartirsi le poche risorse finanziarie disponibili. In questo gioco dei ‘ricatti’ politici e parlamentari c’è anche la questione di Riscossione Sicilia spa: la società è controllata da un uomo di Crocetta (l’avvocato Antonio Fiumefreddo), ma tanti parlamentari vorrebbero eliminarla. Crocetta si oppone. Morale: in Aula si capirà quello che succederà (per salvare Riscossione Sicilia il presidente della Regione dovrà cedere qualcosa: altrimenti addio società…). Questo non significa che Crocetta rinuncerà a smantellare la Giunta per completare la sua esperienza di presidente – in verità non molto esaltante – in questa legislatura. Ufficialmente, Crocetta è ricandidato. Ma la sua, più che una ricandidatura, sembra un avvertimento al PD e, in particolare, a Renzi. Della serie: “Caro Renzi, in questi anni ho fatto quello che hai voluto. Ho sacrificato la Sicilia e i Siciliani ai tuoi interessi. Ho firmato due ‘Patti scellerati’ con Roma che hanno ‘svuotato’ le ‘casse’ della Regione siciliana. Ho obbedito. Ora non puoi mollarmi così. Se non mi garantisci qualcosa di concreto mi ricandido. Non per essere rieletto, perché dopo quello che, insieme, abbiamo combinato, i siciliani

non mi rieleggerebbero mai e poi mai. Ma, te lo assicuro, da candidato farò danno al PD”. Questo il ragionamento di Crocetta. Sostenuto dal suo mentore storico, il senatore Giuseppe ‘Beppe’ Lumia. Anche lui – in uscita dal Parlamento nazionale – cerca una collocazione. Una sua ricandidatura per Montecitorio o per il Senato sembra improbabile. Però un importante posto di sottogoverno (magari ben remunerato) non è un obiettivo impossibile. Lumia, dal 2008 al 2012, è stato alleato di Antonello Cracolici, oggi assessore all’Agricoltura. Insieme hanno gestito uno dei peggiori Governi della Regione siciliana: il Governo di Raffaele Lombardo. Oggi sono su posizioni diverse. Cracolici è passato, armi e bagagli, con Renzi. Mentre Lumia e Crocetta sono sotto le bandiere di Michele Emiliano. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle visioni politiche ‘cristallizzate’. Vero è che Cracolici è con Renzi: ma non sembra probabile che Renzi, rieletto segretario nazionale del PD, possa garantire a Cracolici un altro ‘giro’ all’Ars, o un posto nel Parlamento nazionale. Né è credibile la candidatura dello stesso Cracolici alla presidenza della Regione siciliana.  Oggi vi possiamo anticipare che i candidati alla guida della Sicilia saranno almeno cinque. E Cracolici non avrebbe nemmeno la speranza di arrivare secondo per riacciuffare la poltrona a Sala d’Ercole (con l’attuale legge elettorale il secondo classificato nella ‘corsa’ per la presidenza della Regione diventa automaticamente deputato all’Ars). Cosa vogliamo dire con questo? Semplice: che Cracolici, Lumia, Crocetta e altri vecchi esponenti in uscita del PD potrebbero coalizzarsi per fare ‘massa critica’ e chiedere a Roma una ‘sistemazione dignitosa’ (Cracolici, per esempio, ha provato, senza riuscirsi, a farsi mettere in lista per le elezioni europee: potrebbe riprovarci). Insomma, per dirla tutta, Crocetta, comunque andranno le cose, la Giunta dovrebbe azzerarla, ma è probabile che salvi l’assessore Cracolici, che renziano lo è diventato per convenienza, non certo per convinzione. Il presidente della Regione la sua partita per sopravvivere se la giocherà. E la giocheranno anche Cracolici e Lumia. Riusciranno i tre a ‘sistemarsi’ da qualche parte? O usciranno di scena? Niente è scontato. Morale: in questo fine legislatura non mancheranno gli argomenti. Anzi…

Sull'Autore

Angelo Forgia

Angelo Forgia

Agronomo, impegnato nel sociale, amante della natura. Il vero gioco inizia quando hai perso l'ultima speranza.

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1 Commento

  1. rosa
    rosa maggio 09, 07:29

    Buongiorno. Mi sono recata nei giorni scorsi in visita all’ARS, insieme ai ragazzi della Scuola Secondaria di I grado di Naso. Siamo stati ben accolti dal Presidente, che ha coinvolto i ragazzi facendoli esprimere in prima persona. Il pomeriggio, purtroppo, abbiamo assistito ad una seduta. I commessi hanno invitato tutti noi a mantenere un comportamento impeccabile, lo stesso non si può dire per i politici: scomposti, confusionari, per niente attenti.
    Credo che se si vuole cambiare lo si deve fare partendo dalla scelta di rappresentanti, che abbiano veramente a cuore il bene comune.

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