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L’impero ottomano si riannuncia alle porte d’Europa

L’impero ottomano si riannuncia alle porte d’Europa
aprile 18
10:27 2017

Erdogan vince, vince per pochi voti, sta, secondo quanto lui stesso sostiene, intormo al 51,4%. Già si annunciano i ricorsi per schede usate senza alcun timbro, anche queste candidamente ammesse dal partito del superpresidente. Egli, dopo aver ricevuto le congratulazioni da Trump, esultante, si permette di dirle senza alcuna remora all’Europa. A quell’Europa che, stupidamente, ha lasciato al palo la Turchia per tanti, troppi anni. Oggi Erdogan continua la strada che porterà il grande stato dell’Asia minore a divenire il fulcro di una nuova area di influenza, forse di una nuova comunità internazionale, quella dei paesi turcofoni di Asia.
La Turchia si pone come lo sbocco a mare e verso l’occidente, dei giganti della ex URSS, ricchi di gas naturale, petrolio, forti di quel che sul loro territorio rimane dell’immensa rete militare sovietica, con una popolazione giovane ed attiva, con una scolarizzazione tra le più alte al mondo. Nazioni che hanno tutto quello che serve per rappresentare l’emergente, nazioni che potrebbero a poco divenire i nuovi “Giapponi”. Dopo un lungo secolo l’impero ottomano si riannuncia alle porte d’Europa ed ancora una volta, come nell’apparentemente lontano 1492, a farlo forte è proprio l’Europa che con le sue antiquate visioni etnico-religiose, non ce l’ha fatta ad accogliere Ankara tra i suoi. Avremmo, noi europei, voluto Istanbul, si, quella si, ma non certo il vasto mondo della Turchia interna, della ruralità anatolica, dell’oriente kurdo, delle vaste regioni anticaucasiche, della costa della pontide. Oggi, non avremo nulla se non i ricatti del baldanzoso presidente che sa che sul suo suolo passano il gas che riscalda la Germania ed i milioni di profughi che impauriscono le capitali dei piccoli stati europei. Qualcuno spera ancora che con i ricorsi Erdogan esca sconfitto dal referendum costituzionale, io non ci credo, ma so, che anche se fosse, comunque resterebbe a cavallo del rinato soglio ottomano.

Sull'Autore

Giuseppe Maria Amato

Giuseppe Maria Amato

Consulente ambientale

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