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La Sicilia del Mezzogiorno vista da Nord

La Sicilia del Mezzogiorno vista da Nord
Aprile 04
15:52 2017

di Constanze Reuscher

E’ incredibile leggere le notizie sull’ex-governatore della Sicilia, Toto Cuffaro, che si affretta a commentare le decisioni sulle candidature per le elezioni amministrative a Palermo. Nel 2011 è stato condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra di cui ha scontato cinque. E un uomo libero ma è interdetto per candidature e voto. Certo, ha il diritto ad esprimersi come vuole. Ma, visto la sua storia, non sarebbe ora di ritirarsi a vita privata o fare un altro mestiere? Perché i media devono dargli spazio con delle interviste? Io sono una osservatrice esterna, da corrispondente di un giornale tedesco con sede a Roma. Come tantissimi miei colleghi stranieri seguiamo la Sicilia da molti anni, una volta purtroppo per le vicende di Mafia. Oggi per fortuna di più per eventi culturali e una ottima politica e pratica di accoglienza da parte di Comuni e volontari. E’ una questione centrale per tutta l’Europa e le politiche siciliane e italiane sono fondamentali. Spiccano in questo Enzo Bianco a Catania, molti sindaci di Comuni più piccoli e Leoluca Orlando a Palermo. Perché non parlare di questo? Perché non rendersi conto che in Sicilia ci sono dei politici che vengono stimati ovunque per arginare rischi per tutta l’Unione. Che hanno tirato fuori la Sicilia finalmente dalla cupa immagine di un luogo sporco e criminale, di una politica profondamente corrotta e clientelare e spesso mafiosa che ha distrutto l’economia e costretto decine di migliaia di giovanni ad emigrare dalla loro terra ? Ne so qualche cosa, sono sposata con un ex-giovane emigrato per causa dei malfatti della politica, gente come Cuffaro. Ora direte: ma nonostante i Sindaci c’è la immondizia e ci sono le periferie e i problemi sociali e il traffico e non c’è lavoro e invece troppi immigrati etc etc. Ma intanto, in questi ultimi cinque anni, un sindaco come Orlando ha risollevato la città di Palermo da un debito pubblico schiacciante, aziende pubbliche disastrate, l’ha modernizzata con una ZTL – la quale hanno tutte le città moderne nel mondo e ne vanno fieri e a Palermo se ne lamentano! -, Car- e Bikesharing e mezzi pubblici moderni. C’è una vita culturale bellissima: Il Teatro Massimo è risollevato, Palermo è capitale della Cultura, c’è il percorso Unesco Arabo-Normanno. Orlando ha fatto tornare da Londra un uomo come Andrea Cusumano per fargli fare assessore alla cultura. Palermo pratica, come dicevo, una politica di immigrazione esemplare nella sua complessità di integrazione culturale – che tiene lontano anche radicalizzazione e ulteriori problemi sociali, e ne raccontano i giornalisti in tutto il mondo inclusa me stessa. Orlando ha collaborato con persone eccezionali come Adham D. Nazareth per farsi consigliare su queste politiche dai diretti interessati e insieme sono stati nei Parlamenti di mezza Europa, anche al Bundestag a Berlino, per presentare la loro Carta di Palermo, un manifesto moderno per le future politiche di immigrazione. Palermo, per i meriti del suo Sindaco, è costantemente sotto i riflettori internazionali, e sui media di tutto il mondo e attira studenti per dei stage dalle più prestigiose università d’europa e grazie a lui ha guadagnato una immagine positiva, tirando fuori dalla immagine alla quale era tornata negli anni prima del 2012, dopo che lui se ne era andato nel 2000, cioè di una cupa città di mafiosi e corrotti, piena di smog e traffico, noiosa sporca città del Sud. Ora è tutto diverso. Manca ancora l’economia, il lavoro. Ma soltanto con una immagine positiva e diversa del suo passato di amministratori corotto-mafiosi la Sicilia potrà risollevarsi, attirare turisti, aziende, investimenti. E se tra i tanti turisti sono dei manager di aziende importanti che vedono questa nuova città, potranno arrivare gli investimenti. Ci vuole tempo, concedetelo a Orlando, a Bianco, agli altri, i loro colleghi siciliani. Uomini politici che vivono con onestà e un tale impegno totale il loro incarico, come ne ho visto pochi in questo paese. Cuffaro dice, usando termini calcistici, sul suo sostegno a un altro candidato sindaco: “Non posso segnare, perché a causa dell mia condanna non posso votare e candidarmi, ma magari posso mandare in gol altri…”. Magari no!

foto di Wolfgang Achtner

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