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Il mistero Mazzarino

Il mistero Mazzarino
marzo 31
10:40 2017

La politica, come diceva il cancelliere Ottone di Bismarck, non è certo una faccenda per educande. Anche perché, quasi sempre, essa si caratterizza per i suoi intrighi e i suoi misteri. Nessun paese del mondo ne è rimasto incontaminato. Figurarsi l’ Italia o la Francia che hanno dato i natali rispettivamente, tanto per fare dei nomi, a Machiavelli e a Richelieu.

Un mistero, nel passato mai del tutto chiarito, riguarda proprio un personaggio politico di rilievo e, manco a dirlo, successore di Richelieu, che governò i francesi nel XVII secolo, da italiano purosangue qual era. Stiamo parlando del cardinale Giulio Raimondo Mazzarino, primo ministro di Luigi XIII e poi, a causa della minore età di colui che passerà alla storia come il Re Sole (Luigi XIV), reggente del Regno di Francia assieme alla regina madre Anna d’ Austria. Qual è il mistero? Le vere origini di Mazzarino. Era siciliano o no? Il suo stemma cardinalizio è identico a quello che c’ è nel gonfalone del comune di Mazzarino? E’ vero o no che l’ attuale Principe Alberto II di Monaco è “Duca di Mazzarino”? A queste domande, sono state date documentate risposte attraverso il corposo libro di Giuseppe Ferreri, edito da NovaGraph, dal titolo Il Mistero Mazzarino (edizioni NovaGraph, 360 pagine, 25 euro), frutto di una lunga ed approfondita ricerca storica.

Per la verità una prima volta tentò di farla, molto segretamente, lo stesso cardinale, più per sterilizzare le critiche che gli piovevano addosso (per la presunta bassa estrazione i nemici arrivarono a definire il suo genitore Pietro “faquin de Sicile”) che per soddisfare una sua personale curiosità genealogica. Ordinò una ricerca affidata ad esperti, che non approdò a nulla a causa della sua morte. Sulla figura, il ruolo e la politica di Mazzarino rimandiamo ai testi di storia. Tutti i documenti consultati da Ferreri, hanno «confermato che il padre del cardinale fu Pietro Mazzarino, un nobile di sicura origine siciliana». Andando a ritroso è stato possibile sviscerare l’origine degli avi del prelato e come questi fossero indissolubilmente collegate  all’ esistenza in Sicilia della città di Mazzarino. Come è noto Giulio Mazzarino nacque nel 1602, nell’ italianissima e abruzzese Pescina, da Pietro (nobile palermitano) e da Ortensia Bufalini (nobildonna romana). Visse e studiò a Roma e si laureò nel 1628 a “La Sapienza“. Per il suo ruolo diplomatico svolto per la stipula del trattato di Cherasco, assai vantaggioso per la Francia, Luigi XIII e Richelieu lo accolsero a Parigi con molti onori. Successivamente, nel 1636, fu nominato nunzio apostolico di Francia. Richelieu, appoggiò la sua nomina a principe della Chiesa e lo indicò quale suo successore. E’ provato che Giulio Mazzarino non mise mai piede in Sicilia e le sue origini furono un enigma per i biografi.

Il mistero principale svelato da Ferreri riguarda il fatto che il cardinale risulta il naturale discendente del glorioso capostipite Giovanni Mazzarino, conte dell’ omonima terra siciliana, personaggio di sicura origine nobiliare normanna-sveva e sicula, che ha conferito all’uomo di Stato francese la dignità di un casato nobiliare. Sono state individuate e raccolte prove utili a dimostrare che i Mazzarino ebbero origine nell’ Isola intorno al 1250. Lo stesso cognome trae origine da un voto di devozione alla icona di Maria S. S. del Mazzaro che aveva esaudito la grazia richiesta dal conte Giovanni, di ritornare a vivere nel castello e nei feudi dei suoi avi un tempo estromessi. Lo stesso conte vergò uno stemma nobiliare formato dal fascio littorio e da una banda azzurra trasversale contenente tre stelle d’ oro che riaffermavano la devozione alla Madonna del Mazzaro. Il cardinale Giulio si servì di questo stemma quale suo distintivo nei palazzi di Roma e di Parigi.

Nell’attività di governo, il Mazzarino favorì molto i suoi parenti, in particolare le figlie delle sorelle Geronima sposata Mancini e Laura Margherita. Le nipoti, cinque per l’ esattezza, furono dette “mazarinette“. Le preferite furono Ortensia e Maria Mancini, amori giovanili di Luigi XIV. Dalla prima, che ereditò il titolo di duchessa di Mazzarino, discende l’ attuale principe di Monaco Alberto II, il quale porta il titolo di duca, appunto, della cittadina del nisseno. L’autore, attraverso la rara documentazione consultata, ha svelato quest’altro mistero che riguarda una delle poche famiglie regnanti d’ Europa, fortemente devota ai santi Vincenzo e Anastasio venerati nella chiesa omonima di piazza Trevi a Roma e sul cui ingresso è collocato lo stemma che nella sua simbologia è identico a quello riportato nel gonfalone della cittadina di Mazzarino. Il libro, ricco anche di una interessante appendice, che oltre a svelare i misteri del nobile casato, dedica diversi capitoli alla storia della Sicilia.

 

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Lino Buscemi

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