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Sud, alla ricerca della memoria perduta

Sud, alla ricerca della memoria perduta
gennaio 30
09:47 2017

 

Dove saremmo oggi (il nostro popolo) se allora ci avessero lasciato “crescere” politicamente? Perché dei nostri connazionali preferirono tradire il loro popolo, la loro terra, il loro re piuttosto che lavorare assiduamente all’interno di un sistema suscettibile di evoluzioni come tutte le cose del mondo?
Quale motivazione può risultare plausibile a giustificare un tale atto?

Parlo di eventi che se è vero che affondano le loro radici in un passato lontano è evidente che ci tengono ancora avvinghiati ad essi in quanto è ad essi che realisticamente imputiamo la condizione politica, economica e sociale in cui versa la nostra terra.

La mia esigenza di comprendere, di conoscere non nasce da un interesse puramente storico. Le disquisizioni di metodo le lascio agli storici.

Come l’Ulisse di Joyce vaghiamo nel moderno mediterraneo e come nei romanzi proustiani andiamo alla ricerca del tempo perduto per ritrovare noi stessi.
Noi che viviamo il presente, noi che conosciamo le conseguenze di quelle azioni e il susseguirsi di eventi che esse innescarono a danno della nostra terra non possiamo guardare avanti facendo finta di niente. Non possiamo interrogarci sul nostro presente e sul nostro futuro senza voltarci con rimpianto al tempo in cui eravamo un popolo con uno stato autonomo, in grado di camminare con le proprie gambe da secoli.

La mia opinione su quegli eventi, su quei traditori sarebbe differente se il nostro presente fosse diverso?
Se l’italia che ci inglobò fosse oggi uno stato giusto nel modo in cui può esserlo un qualsiasi stato moderno starei ad analizzare quei fatti con il lanternino come faccio ora?
Avremmo forse bisogno di ricordare a tutti la nostra storia, il nostro passato e sgomitare per dire che esistiamo come siamo costretti a fare ora, obbligati a difenderci dai fantasmi del passato che ci perseguitano ancora, noi popolo sventurato?

Per quanto tempo ancora dovremo essere additati come i colpevoli di colpe altrui agli occhi dei meridionali dai “discendenti” di quei traditori che pensarono di poter creare uno stato senza il loro popolo?
Come possiamo difenderci da costoro se non facendo appello, con tutte le forze che ancora ci restano, a noi stessi, a ciò che ritroviamo ancora del nostro popolo, di ciò che eravamo e di ciò che di positivo non è andato ancora distrutto?
Ritroviamo la Memoria per ripartire da dove fummo interrotti!

Sull'Autore

Giulietta Brezza

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