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Terremoti e altri disastri, al Sud l’osso della polpa

Terremoti e altri disastri, al Sud l’osso della polpa
gennaio 22
11:09 2017

Emergenza neve, emergenza terremoto: una tragedia i cui effetti si potevano se non eliminare, almeno ridurre.
Centinaia di migliaia di persone, specie in Abruzzo e in Molise sono senza energia elettrica da giorni e giorni, a causa della neve, certo, ma anche e soprattutto per la presenza in queste Regioni di impianti obsoleti, ancora “a palo”, nelle quali la trasmissione di energia a media e bassa tensione, avviene attraverso cavi stesi tra un palo e l’altro, mentre il metodo moderno di trasmissione è tassativamente col cavo interrato e protetto: tutto qui!

Se al Sud e specialmente nelle zone interne del Sud, moltissimi territori hanno ancora questo sistema di distribuzione, basta uno spiffero di vento, un temporale, una nevicata o un guasto qualsiasi per lasciare intere zone prive di corrente e, di conseguenza, prive di riscaldamento. Se al Sud è riservato l’osso della polpa pappata da altre Regioni, alle regioni interne del Sud è riservato l’osso dell’osso della polpa.
Una tragedia che si consuma ogni giorno, nelle scelte economiche e politiche di questo nostro cosiddetto Stato “unitario”, per esplodere in occasione di eventi naturali, eccezionali sì, ma i cui effetti potrebbero essere ben altri. La viabilità di queste zone, la distribuzione elettrica e idrica, le ferrovie, le strutture di accoglienza in genere, sono, infatti, a dir poco, di “epoca borbonica”, cioè di quando le cose funzionavano, a fronte di una popolazione di molto inferiore e un sistema di vita molto differente; poi, il nulla, o quasi.

Come di può pensare di raggiungere posti isolati e con due metri di neve, con mezzi inappropriati e inadeguati?! Le squadre di soccorso, spesso allo sbaraglio, di ogni Corpo o genere, hanno mezzi assolutamente insufficienti e hanno tutto il nostro plauso per una abnegazione totale che rasenta l’eroismo. Sono però alle prese, sempre, con l’emergenza. Da quanti anni si parla di un piano nazionale per il rischio idro-geologico, o dell’adeguamento degli edifici ai rischi sismici? Si parla, si blatera, le trasmissioni televisive si sprecano, i giornali lo pretendono, ogni volta, ad ogni emergenza, per dimenticarsene il giorno dopo. In questa italietta dell’inciucio e della scarsa serietà, sono poi i cittadini inermi, e sempre i più deboli, a pagarne le conseguenze. Quelli dell’osso, mai quelli della polpa!

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Antonio Pulcrano

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